Fisiopatie del pomodoro: uno sguardo generale

Il pomodoro è uno degli ortaggi più diffusi in Italia. Conoscerne le principali fisiopatie è essenziale per garantire una produzione sana e di alta qualità

da uvadatavoladmin
fisiopatie del pomodoro

Tra gli ortaggi più diffusi in Italia, il pomodoro viene coltivato principalmente in pieno campo. Tuttavia, l’esigenza di ottenere una produzione continua durante gran parte dell’anno e un miglior controllo delle patologie ha reso questa coltura particolarmente vocata anche alla coltivazione in serraA prescindere che la coltivazione sia condotta in pieno campo o in serra, questa coltura non è esente da patologie vere e proprie che coinvolgono malattie causate da organismi patogeni come batteri, funghi o virus, e dalle cosiddette fisiopatie del pomodoro.

Il termine “fisiopatia”, in agricoltura, si riferisce a disturbi delle piante o delle produzioni che ne derivano, non causati da agenti patogeni, ma piuttosto da condizioni ambientali o fattori di stress fisiologico che influenzano il normale sviluppo delle colture.

È importante precisare che le patologie causate da fitopatogeni possono diffondersi da una pianta all’altra e possono richiedere trattamenti specifici attraverso l’uso di fitofarmaci. Al contrario, le fisiopatie – essendo determinate da fattori ambientali, carenze nutrizionali, condizioni climatiche avverse o stress fisiologici – possono essere controllate o prevenute mediante pratiche agricole appropriate.

Ma quali sono le principali fisiopatie del pomodoro?

fisiopatie del pomodoro 3Marciume apicale: a differenza di quanto molti possono pensare, il marciume apicale del pomodoro non è causato da un microrganismo, ma da uno squilibrio nutrizionale e, nello specifico, dalla carenza di calcio nei tessuti del frutto. Questo elemento è infatti fondamentale nella costruzione della parete delle cellule vegetali: una sua carenza, infatti, genera una perdita di struttura dei tessuti, facendoli sfaldare. Fenomeno che comporta l’imbrunimento della parte distale o terminale del frutto che, solo in un secondo momento, può fessurarsi ed essere attaccato da funghi fitopatogeni. Le varietà che con più probabilità sono soggette a questa fisiopatia sono quelle dal frutto allungato, come il classico San Marzano.

Cracking o spaccatura dei frutti: questa fisiopatia si caratterizza per la rottura dell’epidermide del frutto attraverso lesioni concentriche o radiali. È un problema frequente in tutte le colture che come il pomodoro si caratterizzano per una eccessiva pressione idrostatica all’interno dei frutti. Questa fisiopatia si verifica quando i pomodori subiscono un rapido aumento di volume a causa di un’irrigazione eccessiva o di precipitazioni abbondanti dopo un periodo di siccità. I frutti si spaccano poiché la crescita è più veloce della capacità dell’epidermide di adattarsi. Per ridurre l’insorgenza di questa fisiopatia, una corretta gestione irrigua – evitando periodi di stress o eccesso idrico – può senza dubbio fare la differenza, insieme alla scelta di varietà geneticamente resistenti al cracking.

fisiopatie del pomodoro 1

Scottatura solare: è una fisiopatia molto comune nella coltivazione di questo ortaggio. A causarla è un’eccessiva esposizione solare dei frutti, spesso associata ad alte temperature; si verifica infatti principalmente nelle settimane più calde dell’anno, nei mesi di luglio-agosto, quando i pomodori sono in fase di maturazione. La scottatura si manifesta con danni piuttosto evidenti sull’epidermide del frutto, le cui parti esposte sviluppano macchie biancastre o scure e l’epidermide può diventare sottile e corrugato. È intuibile che una soluzione al problema è rappresentata dalla scelta di ombreggiare la coltura, operazione da eseguire sia evitando di rimuovere in modo indiscriminato le foglie dalle piante, sia applicando teli ombreggianti. Un ulteriore aiuto è poi riscontrabile nei trattamenti a base di zeolite.

Strozzatura: questa fisiopatia provoca una malformazione dei frutti. Questa, però, non è determinata da carenze nutrizionali o condizioni ambientali particolari, bensì dalla persistenza della corolla sull’ovario che si ingrossa rapidamente.

fisiopatie del pomodoro 2Blotchy ripening o maturazione a chiazze: questa particolare condizione si verifica in concomitanza di un’eccessiva somministrazione di azoto e basse temperature. Si manifesta con la comparsa di macchie di colore giallastro o addirittura verde sotto l’epidermide dei frutti, visibili in trasparenza, determinando una disomogeneità di colore che rende i frutti non commerciabili.

Umbonatura: si riferisce a un caratteristico rigonfiamento nella parte superiore o all’attaccatura del frutto, spesso nella zona vicino al peduncolo. Questo rigonfiamento assume la forma di un piccolo umbone o appendice. Alcune varietà sono più suscettibili a questo fenomeno, mentre altre potrebbero mostrarlo solo occasionalmente o in modo molto lieve. Sebbene questa fitopatia non influenzi la commestibilità o la qualità del pomodoro, alcuni agricoltori e consumatori potrebbero preferire varietà di pomodoro che non mostrano questa caratteristica, soprattutto per motivi estetici.

In conclusione, considerata l’importanza della coltura del pomodoro all’interno del panorama ortofrutticolo italiano, è chiaro quanto sia fondamentale riuscire a garantire la produzione di pomodori di alta qualità. Il che implica non solo la scelta oculata delle varietà coltivate, ma anche la gestione attenta delle pratiche agronomiche. Proteggere il pomodoro dalle principali fitopatie attraverso pratiche agricole idonee e l’adozione di misure preventive può infatti garantire una produzione sana e di alta qualità.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

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