Tra le fitopatie che interessano il mandorlo, la maculatura fogliare rossa (RLB) è tra le più rilevanti con effetti diretti sulla salute delle piante e sulla produttività. L’agente responsabile è Polystigma amygdalinum PF Cannon, un ascomicete emibiotrofico strettamente specializzato sul mandorlo. La sua classificazione tassonomica ha subito nel tempo diverse revisioni: inizialmente descritto in Italia come Septoria rubra var. amygdalina, è stato successivamente segnalato negli anni Settanta e in seguito riclassificato all’interno del genere Polystigma come P. ochraceum o P. rubrum.
Si tratta di una patologia endemica, ampiamente diffusa in Europa e in Asia. Nel 2009, a Siracusa in Sicilia, sono stati registrati episodi di grave infezione in due mandorleti. Tali episodi hanno evidenziato una differente suscettibilità tra le cultivar: varietà come Tuono e Supernova si sono mostrate più suscettibili, mentre altre, come Ferragnès, hanno manifestato una maggiore tolleranza. Numerosi studi hanno inoltre confermato che lo sviluppo della RLB è strettamente correlato alle variabili climatiche, fattore che rende necessario l’approfondimento delle conoscenze sul ciclo vitale del patogeno da parte della comunità scientifica e tecnica.
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Ciclo vitale e sintomi
Ricerche approfondite sul ciclo vitale e sull’epidemiologia del patogeno hanno dimostrato che la maculatura fogliare rossa (RLB) è una malattia monociclica, che colpisce esclusivamente il fogliame. L’inoculo primario è costituito dalle ascospore prodotte nei periteci, piccole strutture fruttifere che si formano nei tessuti delle foglie infette cadute durante la stagione precedente. Le infezioni si sviluppano soprattutto sulle foglie giovani, poco dopo la caduta dei petali, e risultano più frequenti quando le piogge primaverili coincidono con periodi di elevata suscettibilità della vegetazione.
I primi sintomi si manifestano come macchie o chiazze di colore giallo pallido su entrambe le superfici fogliari. Con il tempo, queste lesioni si espandono fino a circa 2 cm di diametro, sviluppando un alone giallo-arancio attorno a un centro bruno-rossastro. Negli stadi più avanzati, le foglie diventano bruno-nerastre, necrotiche, si arricciano e cadono prematuramente, riducendo la capacità fotosintetica delle piante e provocando cali di resa. Le lesioni sono costituite da stromi fungini incorporati nei tessuti fogliari e possono assumere forme circolari o ellittiche, con diametri finali generalmente compresi tra 11 e 22 mm, raramente superiori a 25 mm.

I primi sintomi della maculatura rossa delle foglie includono piccole macchie o chiazze di colore giallo pallido che interessano entrambi i lati delle foglie. Fonte: Alejandro Hernandez e Florent Trouillas.
Strategie di gestione e prevenzione
Come evidenziato in diversi studi scientifici, poiché la maculatura fogliare rossa è monociclica, le pratiche agronomiche devono mirare principalmente alla riduzione dell’inoculo primario. In questo contesto, l’impiego di urea cristallina si è dimostrato efficace nel favorire la decomposizione delle foglie infette cadute al suolo, limitando così la sopravvivenza delle spore. Parallelamente, risulta importante il monitoraggio delle condizioni meteorologiche che influenzano la formazione e il rilascio delle ascospore, per determinare i momenti ottimali per trattare la lettiera fogliare.
Sul fronte del controllo chimico, la strategia si basa tradizionalmente sull’applicazione di fungicidi dalla fase di caduta dei petali fino alla fine dell’estate. Tuttavia, la progressiva riduzione dei prodotti autorizzati rende sempre più centrale l’adozione di strategie integrate, che combinano pratiche agronomiche preventive e l’impiego di cultivar tolleranti. Insomma, in uno scenario segnato dal cambiamento climatico e da una crescente attenzione verso modelli produttivi sostenibili, la gestione del mandorlo richiede un approccio sempre più basato sull’integrazione tra conoscenze epidemiologiche, innovazione agronomica e scelte varietali mirate.
Federica Del Vecchio
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