Marrone del Mugello IGP: produzione storica della Toscana

Ottenuto da ecotipi locali della varietà Marrone Fiorentino, si distingue per caratteristiche botaniche e organolettiche precise

da Federica Del Vecchio
marrone del mugello

Continua il viaggio alla scoperta delle eccellenze italiane, con una tappa dedicata al Marrone del Mugello IGP una delle eccellenze agroalimentari più autentiche della Toscana. Questa denominazione identifica il frutto allo stato fresco ottenuto da una selezione di ecotipi locali riconducibili alla varietà Marrone Fiorentino della specie Castanea sativa Miller.

La zona di produzione del Marrone del Mugello IGP comprende alcuni comuni situati a nord della provincia di Firenze, all’interno di una parte ben delimitata dell’area del Mugello, nel cuore della regione Toscana. Qui, tra boschi di castagni e paesaggi collinari, si estendono circa 3.300 ettari dedicati alla coltivazione di questo frutto pregiato, vero e proprio simbolo dell’identità territoriale.

Caratteristiche botaniche e organolettiche

I frutti che possono fregiarsi della denominazione Marrone del Mugello si distinguono per una serie di caratteristiche botaniche ben definite, che ne assicurano qualità e immediata riconoscibilità. Il riccio contiene normalmente tre frutti, di pezzatura medio-grande e dalla forma prevalentemente ellissoidale, con apice poco pronunciato, caratterizzato dalla presenza di tomento e residui stilari, comunemente detti torcia. Il frutto presenta una faccia laterale tendenzialmente piatta e l’altra più marcatamente convessa, mentre la cicatrice ilare, di forma rettangolare, risulta piatta, più chiara rispetto al pericarpo e non deborda sulle facce laterali. Il pericarpo, sottile e di colore bruno rossiccio, è attraversato da 25 a 30 striature meridiane più scure ed è facilmente separabile dall’episperma, che si presenta di colore camoscio e poco invaginato. All’interno, il seme è generalmente unico e racchiude una polpa bianca, croccante e dal sapore dolce o molto dolce, con una superficie quasi priva di solcature; i casi di seme diviso risultano rari e rappresentano un’ulteriore conferma del pregio del prodotto.

marrone del mugello

Una tradizione millenaria

La storia del Marrone del Mugello affonda le radici nell’antichità. La coltivazione dei castagneti da frutto nella zona risale all’epoca romana, mentre al Medioevo appartengono i primi documenti storici certi che attestano la diffusione e l’importanza di questa coltura. Per secoli, la castagna ha rappresentato una risorsa fondamentale per l’economia rurale e l’alimentazione locale, tanto da essere definita “l’albero del pane”. Nel corso del Novecento, tuttavia, gravi malattie del castagno e la crisi delle aziende agroforestali portarono a un progressivo abbandono della coltivazione.

A partire dagli anni Ottanta, un rinnovato interesse per la tutela del territorio e delle produzioni tipiche ha permesso il recupero dei castagneti e la valorizzazione dei pregiati marroni, oggi nuovamente protagonisti dell’economia locale.

Raccolta e riconoscimento IGP

La coltivazione del Marrone del Mugello si svolge durante tutto l’anno, con raccolta tra ottobre e novembreDal 1996, il Marrone del Mugello è ufficialmente riconosciuto dall’Unione Europea come Indicazione Geografica Protetta (IGP). Un riconoscimento che tutela il prodotto e ne certifica il profondo legame con le tradizioni del Mugello. Emblema culturale e identitario, il Marrone del Mugello IGP è capace di raccontare la storia di una comunità e di un territorio che ha saputo preservare e valorizzare le proprie radici, trasformandole in eccellenza riconosciuta a livello europeo.

Federica Del Vecchio
© fruitjournal.com

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