Biostimolanti Conference, il programma della settima edizione

Dalla nutrizione alla gestione dello stress, dal suolo alle applicazioni in campo: a Bari la settima edizione della Biostimolanti Conference riunisce ricerca, tecnica e filiera per fare il punto sul settore

da Ilaria De Marinis
PROGRAMMA BIOSTIMOLANTI conference

Manca poco alla Biostimolanti Conference 2026, l’evento organizzato da Fruit Communication in collaborazione con Arptra in programma mercoledì 25 febbraio 2026 a Bari. La settima edizione entra nel vivo con un programma che promette un percorso inedito e approfondito su questi prodotti sempre più centrali nell’agricoltura di oggi.

A segnare le tappe saranno contributi scientifici e tecnici che affrontano il tema da angolazioni diverse, ma complementari. Dalla nutrizione alla risposta agli stress abiotici, dall’orticoltura alle colture arboree, fino al ruolo della salute del suolo e dei microrganismi funzionali, il programma disegna una mappa aggiornata delle principali linee di ricerca e delle ricadute applicative già disponibili. Accanto agli interventi accademici, spazio anche al confronto con la filiera, con momenti di dialogo pensati per collegare i risultati della ricerca alle esigenze operative di tecnici e produttori.

Il risultato è una giornata di lavori che non si limita a fotografare lo stato dell’arte, ma prova a mettere ordine in un ambito in rapida evoluzione, offrendo strumenti di lettura utili per orientare le scelte agronomiche di oggi e di domani.

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Biostimolanti Conference 2026: la prima sessione

Il cuore della mattinata entra subito nel vivo con il contributo di Antonio Ferrante della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, chiamato a fare il punto su uno dei temi chiave per l’agricoltura contemporanea: l’efficienza d’uso degli elementi nutritivi e il ruolo che i biostimolanti possono giocare in questo equilibrio sempre più delicato tra produttività e sostenibilità.

A seguire, Luca Sebastiani – ancora dalla Scuola Sant’Anna – amplia lo sguardo agli stress abiotici nelle specie arboree, interrogandosi sul futuro dei biostimolanti in scenari climatici sempre più instabili. È un passaggio cruciale, perché sposta il focus dalla risposta immediata al concetto di resilienza delle colture.

L’orticoltura, con le sue esigenze di intensificazione e precisione, è al centro dell’intervento della professoressa Stefania De Pascale dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, che traccia una linea di continuità tra presente e futuro dell’impiego dei biostimolanti nei sistemi orticoli. Dalla stessa università arriva anche il contributo di Boris Basile, dedicato agli effetti biostimolanti di tè di compost, consorzi microbici e inerbimenti funzionali su due varietà di vite: un tema che incrocia agronomia, microbiologia e gestione sostenibile del vigneto.

La mattinata si chiude con una tavola rotonda “Il settore dei biostimolanti alla prova della maturità: innovazione, regole e nuovi equilibri” promossa in collaborazione con Assofertilizzanti.

Gli interventi della seconda sessione

Nel pomeriggio il programma riparte dalle applicazioni più specifiche. La professoressa Barbara De Lucia dell’Università di Bari affronta il tema, spesso meno visibile ma strategico, della qualità delle talee radicate nelle piante ornamentali. Bartolomeo Di Chio, dell’Università della Basilicata, riporta l’attenzione sulla salute del suolo e delle piante, tra innovazioni e strategie di gestione che ridisegnano il concetto stesso di fertilità.

Il percorso prosegue con l’intervento della ricercatrice Marzia Leporino di Arcadia srl, spin off approvato dall’Università degli Studi della Tuscia, che accompagna il pubblico lungo il passaggio dalla sperimentazione alla validazione, sottolineando l’importanza di un approccio multidisciplinare nello sviluppo dei biostimolanti. A chiudere la giornata, la voce dell’agronomia applicata con Giuseppe Longo, che porta un caso concreto: la valerianella in ambiente protetto e la spinta offerta dai biostimolanti nella gestione produttiva.

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Le aziende partner della Biostimolanti Conference

La settima edizione della Biostimolanti Conference può contare sul contributo di 17 aziende partner, tra silver e gold, che affiancheranno il programma scientifico portando in sala esperienze, soluzioni e proposte sviluppate a partire dalle esigenze reali del campo. La loro presenza non si configura come un semplice spazio espositivo, ma come parte integrante del percorso della giornata: gli interventi aziendali saranno infatti distribuiti lungo il programma, in dialogo con le relazioni accademiche, per mettere in relazione ricerca, sviluppo e applicazione pratica.

Un appuntamento da non perdere

L’evento è gratuito e aperto a tutti gli operatori del mondo agricolo. Non resta che iscriversi e prendere parte all’evento. Una conference, ma soprattutto un confronto che assume un valore strategico in un comparto in forte evoluzione, dove l’innovazione sui biostimolanti passa sempre più dalla capacità di tradurre i risultati scientifici in strumenti affidabili, misurabili e coerenti con i principi di sostenibilità ambientale ed economica.

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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