Fruit Journal: online il primo numero 2026

All'interno uno speciale biostimolanti in continuità con la Conference di febbraio e uno speciale fragola, con approfondimenti dedicati a difesa, fertirrigazione e post-raccolta

da Ilaria De Marinis
fruit journal

C’è una parola che attraversa in filigrana questo primo numero del 2026 di Fruit Journal: costruzione. Non nel senso statico del termine, ma come processo continuo, fatto di scelte tecniche, di aggiustamenti, di equilibri che si ricompongono stagione dopo stagione. In un’agricoltura sempre più esposta a variabili climatiche, pressioni normative e instabilità produttive, la qualità d’altronde non è mai un dato acquisito: è un obiettivo che va progettato, sostenuto e difeso.

In tal senso un aiuto giunge oggi dai biostimolanti, leve strategiche nell’agricoltura di oggi. A loro è in parte dedicato questo numero, in continuità con la Biostimolanti Conference, in programma il 25 febbraio a Bari. A fare da cornice è il contributo della professoressa Petronia Carillo, che – invitando a superare una lettura basata sulla composizione di questi prodotti – propone un cambio di prospettiva netto per concentrarsi sugli effetti fisiologici, sulla funzione e sulla capacità dei biostimolanti di sostenere la pianta nei momenti critici del ciclo colturale. Un approccio che tiene insieme ricerca scientifica, quadro normativo europeo e applicazione agronomica, restituendo complessità a una categoria spesso semplificata.

Segue l’analisi del professore Antonio Ferrante, che approfondisce il ruolo dei biostimolanti nella gestione degli stress abiotici e nel miglioramento dell’efficienza d’uso delle risorse, ribadendo come questi prodotti trovino senso solo se inseriti in strategie agronomiche coerenti e sito-specifiche.

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A questo punto si inserisce lo Speciale Fragola, con tre approfondimenti dedicati. Il primo, firmato da Giovanni Manca – Marketing e Sviluppo CQMassó, affronta il tema della fertirrigazione, con uno sguardo particolare a gestione e sostenibilità in un contesto produttivo sempre più vincolato dalla disponibilità di risorse e dalla necessità di precisione. Gli altri due, a cura di Silverio Pachioli, leggono la coltura da una prospettiva fisiologica e fitosanitaria. Rispettivamente con un’analisi delle principali avversità abiotiche e delle risposte della pianta in condizioni non ottimali nel primo, e una panoramica su batteri e virus spesso sottovalutati, ma capaci di incidere in modo significativo su stabilità produttiva e qualità commerciale, nel secondo.

Il quadro si completa con l’ampio lavoro dedicato al post-raccolta della fragola, firmato dai ricercatori dell’Università Aldo Moro e del CNR-ISTP di Bari, che fa il punto sullo stato dell’arte e sulle nuove frontiere della ricerca, ricordando come la qualità non si esaurisca al momento della raccolta, ma continui a essere costruita lungo tutta la filiera.

fruit journal 2026

A chiudere il numero è la rubrica Bel Paese, che prosegue anche nel 2026, con uno sguardo dedicato all’agricoltura pugliese, alle sue radici profonde e al suo valore strategico. Una realtà unica in Europa, dove colture, saperi e territori si intrecciano con economia, cultura e futuro.

Prende così forma il primo numero di un nuovo anno condiviso. Un capitolo che si apre sotto il segno di un cantiere aperto in cui ricerca, analisi e innovazione lavorano insieme, per dare solidità e orientamento a chi, pagina dopo pagina, sceglierà di accompagnarsi a queste riflessioni.

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Buona lettura

 

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