Un joystick che orienta le scelte in campo, proprio come accade nel gaming: è l’immagine scelta per introdurre il tema al centro di questo numero: il biocontrollo. La copertina del numero di settembre-ottobre richiama infatti lo Speciale Biocontrollo, un approfondimento che prende spunto dalla Biocontrol Conference, attesa a Napoli il 28 ottobre, per raccontare pratiche e innovazioni che stanno ridefinendo il modo di pensare la difesa fitosanitaria.
Il cuore della rivista è così dedicato a questa nuova frontiera, che non riguarda solo la tecnologia o i prodotti, ma anche la capacità di superare barriere culturali e normative per trasformare le potenzialità in prassi condivise. A ribadirlo Mirko Sgaramella, Company Coordinator di Fruit Communication, organizzatrice della Conference, che nel suo editoriale sottolinea il significato del biocontrollo oggi: una sfida che unisce ricerca, aziende e produttori in un dialogo necessario. La Conference diventa così lo scenario privilegiato per dare voce a questa transizione e per immaginare insieme il futuro della protezione delle colture.
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Ad aprire il numero è il contributo firmato da Vincenzo Michele Sellitto, agronomo e Professore associato presso l’Università di Timișoara, che riflette sulla rivoluzione sostenibile della difesa, mostrando come microrganismi, insetti utili ed estratti vegetali possano diventare strumenti strutturali di un’agricoltura resiliente.
Segue l’approfondimento curato da Angelo Napolitano e Francesca Palomba dell’Istituto per la Sostenibilità e la Protezione della Pianta (IPSP), CNR – Portici (NA) dedicato ai Trichoderma quali preziosi alleati in campo, sempre più strategici per ridurre l’impiego di agrofarmaci e fertilizzanti senza rinunciare a rese e qualità.
Dai Trichoderma si passa agli entomopatogeni, piccoli eroi protagonisti di un dialogo invisibile con il mondo agricolo, di cui raccontano i professori Luca Ruiu dell’Università di Sassari ed Eustachio Tarasco dell’Università di Bari Aldo Moro.
Chiuso lo Speciale Biocontrollo, si inserisce l’analisi dell’agronomo – Irrigation Specialist Marco Panizza, che affronta il nodo dell’irrigazione del pomodoro tra innovazione e sostenibilità, in un contesto agricolo sempre più condizionato dai cambiamenti climatici e dalla scarsità di risorse.
Il viaggio prosegue con Silverio Pachioli, agronomo, accademico dei Georgofili e dell’Accademia Nazionale di Agricoltura che conduce il lettore nel mondo dei fitoplasmi, una delle minacce più insidiose per molte colture arboree ed erbacee, ma che oggi trova nel fenomeno del recovery un possibile avversario.
Lo sguardo si allarga poi all’olivicoltura con l’approfondimento realizzato da Antonio Guario e Vito Lasorella del Centro Sperimentale e di diagnosi fitosanitaria Agrolab-Tech, che offre una fotografia aggiornata delle crittogame dell’olivo.
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Sintomi di occhio di pavone su foglie di olivo
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A seguire, Stefano Marullo dello studio di consulenza agronomica Floema Consulting, e Lauro Simeoni di Fruit Net System, firmano invece un’analisi sullo stato dell’arte della pericoltura italiana. Un comparto che, dopo anni di crisi nera tra fitopatie, cambiamenti climatici e calo produttivo, prova a rialzarsi, trainato da innovazione varietale, tecnologie avanzate e nuovi impianti.
Chiude la rubrica Bel Paese, che per questo numero accompagna i lettori alla scoperta di un Veneto agricolo capace di confermare la sua anima verde e dinamica.
Insomma, un viaggio ricco ed eterogeneo. Sessantaquattro pagine che portano il lettore dentro un percorso fatto di idee, esperienze e visioni. Al centro il biocontrollo, joystick ideale per guidare le scelte in campo con più precisione e libertà, ma anche specchio di una transizione che intreccia ricerca, imprese e agricoltori. E attorno temi disparati che – dall’irrigazione ai fitoplasmi, dalle crittogame alla pericoltura – raccontano un’agricoltura in movimento, capace di affrontare ostacoli e cercare nuove strade.
Un numero che non si limita a fotografare il presente, ma invita a giocare la partita del futuro con coraggio e strategia.
Buona lettura
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