Ci siamo: per Fruit Journal l’anno volge ufficialmente al termine. Quello editoriale, s’intende. Mentre tutti stanno ancora facendo i conti con le ultime settimane del 2025, è infatti arrivato l’ultimo numero dell’anno, pronto da sfogliare tra novembre e dicembre, in quel periodo sospeso in cui si lavora, ma con un occhio alle feste e alle novità del 2026.
Un numero intenso, tecnico, che mette l’accento sulla necessità di rileggere anche i gesti agronomici più ordinari come scelte strategiche capaci di orientare la stagione futura. A partire dalla potatura, musa ispiratrice di questa edizione – lo si intuisce già dalla copertina – e tema cardine dei contributi firmati dall’agronomo Lorenzo Laghezza e dai ricercatori Giacomo Eccheli e Lucio Brancadoro, dedicati rispettivamente al ciliegio e all’uva da vino.
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Tra tecnica agronomica, responsabilità di filiera e dati
Ma andiamo con ordine. Ad aprire il magazine è l’approfondimento dedicato alle virosi del pomodoro, firmato dal consulente fitosanitario Valentino De Rosa, un’analisi ampia e documentata su diffusione, sintomi, variabilità genetica dei virus e sulle strategie di prevenzione oggi realmente efficaci in serra e pieno campo. Un tema particolarmente rilevante in un’annata in cui il clima sta modificando pressioni e cicli dei patogeni.
Segue un focus su uno dei nodi storici dell’olivicoltura: l’impiego del rame. Soffermandosi su dosi, persistenze e tempi d’intervento, l’articolo propone un quadro chiaro sulle diverse formulazioni rameiche, sulle finestre di intervento e sulle esigenze dei patogeni più critici, aggiornando il lettore sugli aspetti tecnici e normativi che guidano oggi una difesa sostenibile.
Dalla tecnica si passa al mondo della distribuzione, attraverso l’intervista a Grazia De Gennaro, Responsabile Comunicazione e del Sistema di Gestione per l’equità salariale e pari opportunità dell’azienda, nonché Vicepresidente dell’Associazione Donne del Retail, che racconta l’esperienza di Maiora tra parità di genere, responsabilità sociale e valorizzazione del territorio.
Lo sguardo si sposta poi sul mercato con l’analisi dedicata alle arance italiane di Daria Lodi e Tomas Bosi del CSO Italy, che – fra grafici e tabelle – interpretano il rallentamento dei consumi alla luce di produzioni in recupero e di un export che continua a mostrare una tenuta significativa.
La potatura al centro
È qui che si colloca il focus di quest’ultimo numero di Fruit Journal magazine, con due approfondimenti dedicati alla potatura, arte agronomica che – unendo precisione e visione – trasforma la necessità in risultati. Il primo, che – attraverso le parole di Lorenzo Laghezza – offre una prospettiva pragmatica sulle nuove forme di allevamento del ciliegio e sulle strategie di gestione che stanno ridefinendo il futuro della specie. Il secondo, firmato Eccheli e Brancadoro, propone un ripensamento della potatura in vigneto, trasformandola da operazione tecnica a leva strategica per equilibrio vegeto-produttivo, longevità e stabilità dell’impianto.
Il numero si chiude con il viaggio di Federica Del Vecchio nell’anima agricola della Toscana, raccontata come intreccio di memoria, innovazione e paesaggio, un territorio che continua a ispirare un’idea di agricoltura capace di evolvere senza perdere le proprie radici.
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Avanti tutta
Giunge così al termine anche l’ultimo numero del 2025. Dai virus del pomodoro al rame in olivicoltura, dai segnali del mercato agrumicolo alle scelte strategiche che attraversano vigneti e ceraseti, ogni contributo invita a osservare il settore senza fretta, con quello sguardo attento che serve per capire dove stiamo andando. E la potatura, cuore del filo narrativo, diventa così il simbolo di un’annata che si chiude selezionando ciò che resta e ciò che può ripartire. Un modo per ricordare che il futuro, anche in agricoltura, prende forma sempre da gesti precisi e consapevoli: è lì che si prepara la stagione che verrà.
Buona lettura