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Per anni sono rimasti in un angolo del reparto ortofrutta: eleganti, costosi, comprati quasi solo per qualche guarnizione chic o per arricchire lo yogurt della colazione domenicale. Ma qualcosa è cambiato. E in fretta. I piccoli frutti – mirtilli, lamponi, more, ribes – sono diventati un fenomeno sempre più centrale nelle abitudini alimentari degli italiani, e i numeri ora lo confermano con decisione.
Secondo i dati pubblicati da CSO Italy (Centro Servizi Ortofrutticoli), infatti, nei primi due mesi del 2025, i consumi di piccoli frutti sono aumentati del 52% in volume rispetto allo stesso periodo del 2024. Non si tratta solo di un picco estemporaneo: il trend positivo prosegue ormai da diversi anni, trainato da una combinazione di fattori economici, culturali e nutrizionali. La crescita è alimentata anche da un’identità di marca sempre più riconoscibile – i “berries” sono di tendenza, sani, visivamente accattivanti e versatili – e da una spinta produttiva che sta rimodellando l’assetto agricolo italiano.
Non è solo una moda salutista, insomma. È una trasformazione strutturale del mondo ortofrutticolo che sta coinvolgendo imprese, consumatori e politiche europee.
Chi compra i piccoli frutti?
Il successo dei piccoli frutti è strettamente legato a un cambiamento nel comportamento d’acquisto. I dati Nielsen analizzati da CSO Italy tracciano il profilo di un consumatore attento, urbano e orientato alla qualità.
A guidare la crescita sono soprattutto le famiglie piccole: single (33%) e coppie senza figli (28%). Ma c’è anche un’impennata tra gli under 34, una fascia che fino a qualche anno fa era marginale e che oggi rappresenta la nuova frontiera del mercato. Il loro consumo è raddoppiato in cinque anni. Per questa generazione i berries non sono semplicemente frutta, ma una scelta di stile: perfetti per uno snack sano o un post su Instagram.
La produzione italiana dei piccoli frutti tra espansione e maturità
Se la domanda cresce, l’offerta si adegua. La superficie coltivata a piccoli frutti in Italia ha raggiunto i 2.500 ettari, con un incremento del 20% rispetto al 2019. Tuttavia, rispetto al 2024 si nota una leggera flessione dell’1%: non una crisi, ma un segnale di consolidamento dopo anni di espansione.
Il Nord Italia guida la produzione, con Piemonte (780 ettari), Lombardia (400 ettari), Trentino-Alto Adige (350 ettari), Veneto (330 ettari) ed Emilia-Romagna (140 ettari). Il Centro supera i 170 ettari, mentre il Sud, pur con superfici più contenute, sta crescendo rapidamente, superando i 250 ettari.

BerrySwing: quando il frutto diventa messaggio
A sottolineare quanto il comparto dei piccoli frutti sia in fermento anche dal punto di vista della comunicazione, CSO Italy ha lanciato BerrySwing – Little Heroes Against Climate Change, un progetto europeo triennale cofinanziato dall’UE e da aziende leader del comparto.
Obiettivo: promuovere i piccoli frutti come alimenti amici della salute e dell’ambiente. La strategia? Una forte presenza digitale, eventi sportivi e azioni mirate verso i consumatori più giovani. L’Italia e la Germania sono i due mercati target. L’idea è trasformare il consumo di berries in un gesto consapevole, con un messaggio etico e ambientale integrato.
I piccoli frutti come nuova leva strategica
Per chi lavora nella filiera ortofrutticola, i piccoli frutti rappresentano oggi non solo una categoria in crescita, ma una leva strategica su cui costruire valore. L’evoluzione della domanda – più segmentata, informata e attenta alla sostenibilità – impone una riflessione strutturata su produzione, logistica, branding e posizionamento a scaffale.
L’adattamento varietale al clima, la gestione della shelf-life, l’ottimizzazione della raccolta scalare e la tracciabilità lungo la catena del freddo sono temi sempre più centrali. A questi si aggiungono la pressione crescente sul fronte dei costi energetici, l’esigenza di certificazioni ambientali e la necessità di comunicare in modo coerente e tecnico le caratteristiche nutrizionali e ambientali del prodotto.
Per gli operatori, cogliere questa fase di transizione significa investire in innovazione, integrazione di filiera e narrazione qualificata. I piccoli frutti non sono più un segmento di nicchia, ma un driver reale per ripensare il ruolo dell’ortofrutta italiana nei mercati europei.
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Ilaria De Marinis
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