Xylella, primo ulivo espiantato nel Nord Barese

Primo espianto per Xylella fastidiosa a Minervino Murge, in provincia di BAT. Le autorità regionali attivano la procedura di contenimento delimitando l'area.

da Donato Liberto
Xylella - espianto

È stato disposto a Minervino Murge, in provincia di BAT, il primo espianto ufficiale di un ulivo infetto da Xylella fastidiosa nel Nord Barese. A darne notizia è Coldiretti Puglia, precisando che la decisione è stata presa a seguito della conferma di positività della pianta nell’ambito delle attività di monitoraggio e contenimento attive sul territorio regionale.

Pur non trattandosi della prima segnalazione di infezione nell’area – un precedente caso era stato infatti riscontrato in una pianta presente in un vivaio a Canosa di Puglia (BAT) – l’espianto di Minervino rappresenta il primo intervento ufficiale in pieno campo in questa porzione della Puglia. Il focolaio, puntiforme, è stato circoscritto secondo le procedure previste, con la definizione di una zona infetta e l’istituzione di una fascia cuscinetto di 2,5 km di raggio.

Dopo oltre dieci anni dalla prima identificazione della Xylella nel Salento, l’estensione della presenza del batterio in nuove aree conferma la necessità di mantenere attive misure di sorveglianza, contenimento e prevenzione. L’intervento di Minervino si inserisce in un quadro più ampio di gestione fitosanitaria, che richiede il coordinamento tra istituzioni, operatori agricoli e soggetti pubblici territoriali.

Xylella fastidiosa, un focolaio puntiforme

Con apposito provvedimento dirigenziale, la Regione Puglia ha ufficialmente istituito l’area delimitata per “Xylella fastidiosa sottospecie pauca – Minervino Murge”, in applicazione dell’art. 4, comma 2, lettera a) del Regolamento (UE) 2020/1201. Il documento, dichiarato immediatamente esecutivo, prevede la presenza di un focolaio puntiforme, individuato in agro di Minervino Murge (BAT), con la definizione di una zona infetta del raggio di 50 metri attorno alla pianta risultata positiva, circondata da una zona cuscinetto estesa per 2,5 chilometri.

Tale delimitazione ha lo scopo di attivare tempestivamente le misure di eradicazione e contenimento previste dal piano fitosanitario regionale. I riferimenti catastali e la cartografia ufficiale dell’area sono stati pubblicati sui portali istituzionali della Regione Puglia e del sito dedicato all’emergenza Xylella, dove è possibile verificare puntualmente la posizione delle particelle coinvolte.

A conferma della situazione, Coldiretti Puglia ha precisato che si tratta di un focolaio localizzato e circoscritto, identificato grazie alle attività di monitoraggio fitosanitario attivo. L’espianto della pianta infetta è stato eseguito secondo le procedure previste, con l’obiettivo di evitare la diffusione del batterio verso nuove aree a rischio.

Xylella - minervino murge

Area delimitata per Xylella fastidiosa subsp. pauca nell’agro di Minervino Murge (BT)

Il ruolo della sputacchina e le lavorazioni obbligatorie

Uno degli aspetti più rilevanti nella gestione del rischio fitosanitario legato alla Xylella fastidiosa riguarda il controllo del suo vettore principale: la sputacchina (Philaenus spumarius). Questo insetto, presente in forma giovanile (neanidi) prevalentemente nei mesi primaverili, si sviluppa su erbe spontanee incolte e rappresenta il principale responsabile della trasmissione del batterio da pianta a pianta.

Per ridurre la popolazione del vettore e interrompere la catena epidemiologica, è fondamentale intervenire con tempestività tramite lavorazioni del suolo obbligatorie. A tal proposito, il recente atto dirigenziale n. 66 del 18 aprile 2025 stabilisce che nei comuni pugliesi situati anche al di sopra dei 200 metri slm, tali interventi – arature, fresature, erpicature e trinciature – devono essere eseguiti entro il 12 maggio 2025.

Un approccio integrato: prevenzione e monitoraggio

Nel contesto attuale, dove non esiste ancora una cura per la batteriosi, la strategia di contenimento si fonda su tre pilastri fondamentali: prevenzione, monitoraggio sistematico e interventi tempestivi. Oltre alle analisi visive e ai campionamenti, si stanno diffondendo tecnologie avanzate di telerilevamento e diagnosi precoce, strumenti cruciali per individuare focolai nella fase iniziale e limitarne l’estensione.

Coldiretti sottolinea che la sistematicità delle operazioni e la piena applicazione delle misure previste rappresentano l’unica garanzia concreta per rallentare l’avanzamento della malattia e tutelare le aree ancora indenni, non solo in Puglia, ma anche nelle Regioni limitrofe.

Tra queste, la Basilicata è oggi particolarmente sensibile al tema. Nei giorni scorsi, nella provincia di Matera, si è svolto un incontro dal titolo “Xylella alle porte della Basilicata”, con l’obiettivo di informare e sensibilizzare operatori del comparto, tecnici e istituzioni sull’avvicinamento della fitopatia ai confini regionali. “La Xylella che sta colpendo gli oliveti del sud della Puglia – ha evidenziato Cosimo Gaudiano della CIA Matera, promotore dell’iniziativa – ci vede, come Regione e come provincia materana, esposti alla presumibile espansione dell’area colpita dalla patologia”.

Un segnale, quello emerso in Basilicata, che evidenzia quanto il fronte della prevenzione debba ormai superare i confini regionali e rafforzarsi ovunque vi sia il rischio concreto di espansione. L’intervento di Minervino Murge, pur contenuto nelle dimensioni, assume quindi un significato strategico: non solo come risposta a un’infezione, ma come indicatore della necessità di non abbassare la guardia. La tempestività nell’espianto e l’attivazione delle procedure previste dimostrano che il sistema di sorveglianza è attivo e funziona, ma richiede il massimo impegno da parte di tutti gli attori coinvolti.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

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