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La Flavescenza dorata (FD) è una delle più gravi fitopatie che colpiscono la vite da vino in Europa. Si tratta di una malattia sistemica causata da un fitoplasma, trasmesso quasi esclusivamente in natura dall’insetto vettore Scaphoideus titanus Ball, una piccola cicalina ampelofaga originaria del Nord America, oggi ben radicata nei vigneti italiani.
Nel nostro Paese, infatti, la diffusione di questa ampelopatia ha assunto proporzioni preoccupanti, in particolare in aree viticole di eccellenza come il Veneto, il Piemonte e l’Emilia-Romagna. La sua gestione non è solo una questione agronomica, ma anche normativa: la FD è infatti inserita nelle liste di quarantena dell’Unione Europea e la sua presenza impone misure obbligatorie di eradicazione, tra cui l’estirpazione delle viti infette e l’impiego mirato di prodotti fitosanitari per contenere il vettore, sebbene l’efficacia sia spesso parziale, complice la mobilità dell’insetto e la sua capacità di sopravvivenza a lungo termine.
È quindi evidente come un monitoraggio tempestivo e preciso della popolazione di S. titanus costituisca un pilastro strategico per la gestione della malattia. Ma quanto è efficiente il sistema attuale di sorveglianza? E come si può migliorare con l’aiuto della tecnologia?
- Leggi anche: Flavescenza dorata: fattori, sintomi e danni
Flavescenza dorata: dalla ricerca nuove possibilità di gestione
Un recentissimo studio condotto da un team di ricercatori italiani delle Università di Verona e Padova ha affrontato in modo innovativo questa problematica, proponendo un’alternativa alle tradizionali trappole adesive gialle: l’utilizzo di trappole elettroniche dotate di telecamera, capaci di monitorare S. titanus in modo continuo e remoto.
L’indagine, condotta in sei vigneti del Veneto tra luglio e settembre 2023, ha messo a confronto due modelli innovativi – Trapview e Xfarm – con due trappole gialle commerciali largamente utilizzate. L’obiettivo era duplice: valutare l’efficacia delle trappole elettroniche nel catturare l’insetto vettore e verificare se potessero rappresentare un valido strumento decisionale per interventi fitosanitari più mirati e sostenibili.
Numero medio (±SE) di catture di Scaphoideus titanus con trappole elettroniche (Trapview; 17 × 25 cm) e trappole adesive gialle standard (Serbios [40 × 24,5 cm] e Glutor [40 × 25 cm])
nei vigneti in sei intervalli di campionamento, (A) non standardizzati e (B) standardizzati per le dimensioni della trappola.
La trappola elettronica era inoltre dotata di una superficie adesiva gialla, ma il numero di insetti è stato conteggiato a distanza.
Il campionamento è avvenuto circa ogni 2 settimane tra il 5 luglio e il 25 settembre 2023 ( n = 6).
Lettere diverse indicano differenze significative tra le trappole all’interno di ciascun intervallo di campionamento (test di Tukey: p < 0,05).
Il protocollo sperimentale
La metodologia adottata è solida e operativamente valida, capace di garantire risultati attendibili in condizioni agronomiche reali: le trappole sono state collocate in condizioni di illuminazione omogenea e distanziate per evitare interferenze. Le catture su trappole adesive sono state conteggiate manualmente in laboratorio, mentre quelle sulle trappole elettroniche sono state osservate da immagini inviate quotidianamente a un repository online, ovvero l’ambiente di un sistema informativo, in cui vengono gestiti i metadati, attraverso tabelle relazionali.
Il modello Trapview, dotato di fotocamera da 8 MP, pannello solare, connessione GPRS e sistema autolavante per la sostituzione remota del foglio adesivo, ha dimostrato un’elevata capacità di intercettare gli adulti di S. titanus durante tutto il periodo di volo, inclusa la fase tardo-estiva, spesso trascurata, ma critica per la trasmissione del fitoplasma.
Il modello Xfarm, invece, si è rivelato inefficace nel rilevamento dell’insetto, probabilmente a causa di un design inadatto (ostruzione della visuale e superficie ridotta).
Risultati: tecnologia e trappole a confronto
Nel complesso sono stati catturati 1051 adulti di S. titanus, distribuiti come segue: 663 su trappole Glutor, 277 su Trapview e solo 111 su Serbios. Le Glutor si sono confermate le più performanti in termini assoluti, ma il confronto standardizzato per superficie di trappola ha ridotto le differenze tra Trapview e Glutor, suggerendo che la trappola elettronica può offrire un’efficacia comparabile, soprattutto se si considera la sua capacità di inviare dati in tempo reale e di ridurre drasticamente il lavoro manuale.
Un ulteriore elemento di merito del sistema elettronico è la possibilità di identificare anche altre cicaline nocive, come Hebata vitis e Zygina rhamni, aprendo scenari interessanti per il monitoraggio multi-specie.
Numero medio (±SE) di catture di Scaphoideus titanus con trappole elettroniche (Trapview; 17 × 25 cm) e trappole adesive gialle standard (Serbios [40 × 24,5 cm] e Glutor [40 × 25 cm])
nei vigneti in sei intervalli di campionamento, (A) non standardizzati e (B) standardizzati per le dimensioni della trappola.
La trappola elettronica era inoltre dotata di una superficie adesiva gialla, ma il numero di insetti è stato conteggiato a distanza.
Il campionamento è avvenuto circa ogni 2 settimane tra il 5 luglio e il 25 settembre 2023 ( n = 6).
Lettere diverse indicano differenze significative tra le trappole all’interno di ciascun intervallo di campionamento (test di Tukey: p < 0,05).
Prospettive e limiti di una nuova gestione della Flavescenza dorata
Lo studio evidenzia un chiaro potenziale delle trappole elettroniche nel rivoluzionare la gestione della Flavescenza dorata, consentendo un monitoraggio più capillare, frequente e tempestivo. Ciò potrebbe tradursi in interventi fitosanitari meglio sincronizzati, riduzione dei trattamenti chimici e risparmio di risorse.
Tuttavia, alcune criticità restano: la qualità delle immagini, seppur buona, non sempre consente una diagnosi morfologica dettagliata; il sistema di riconoscimento automatizzato poi non è ancora operativo e richiede il supporto dell’operatore. Inoltre, l’affidabilità dipende dalle condizioni di campo e dalla manutenzione del dispositivo.
In ogni caso, lo studio rappresenta un passo deciso verso la digitalizzazione della difesa fitosanitaria in viticoltura, in linea con i principi dell’agricoltura di precisione e della sostenibilità. Le trappole elettroniche, soprattutto nella versione Trapview, si candidano a diventare strumenti fondamentali per una strategia integrata contro la Flavescenza dorata, combinando efficacia, risparmio e innovazione.
Per un’applicazione operativa su larga scala, sarà tuttavia cruciale investire nello sviluppo di algoritmi di riconoscimento automatico in grado di distinguere accuratamente tra specie target e non target, riducendo così la necessità di intervento umano. Parallelamente, l’ottimizzazione della progettazione meccanica delle trappole (orientamento, esposizione, tipo di adesivo) potrebbe aumentare l’efficienza di cattura anche in condizioni ambientali variabili. Infine, l’integrazione di queste tecnologie in piattaforme di supporto alle decisioni (DSS) potrebbe consentire l’automazione completa della filiera del monitoraggio, abilitando interventi fitosanitari guidati da soglie di intervento dinamiche, specifiche per vigneto e fase fenologica. Che si traduce in una leva strategica per evolvere da un approccio reattivo a uno predittivo nella protezione del vigneto, con benefici tangibili in termini di tempestività, precisione e sostenibilità delle pratiche agronomiche anche nel contrasto a una delle principali avversità che interessano il mondo dell’uva da vino.
Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

