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“Fate presto!”, “La burocrazia fa più danni della Xylella!”: con questi slogan in tanti si sono ritrovati sul Lungomare di Bari nella giornata di ieri, mercoledì 19 febbraio 2025, durante il flash mob organizzato da Coldiretti Puglia. Centinaia di agricoltori provenienti da tutta la regione si sono dati appuntamento nel capoluogo pugliese per lanciare un grido d’allarme sul disastro causato da Xylella fastidiosa, responsabile della distruzione di milioni di ulivi e della trasformazione radicale del paesaggio pugliese. Tra le bandiere gialle di Coldiretti, striscioni e cartelli, il corteo si è mosso lungo il lungomare per poi fermarsi davanti al Palazzo dell’Agricoltura, dove in contemporanea si stava tenendo un incontro istituzionale con l’assessore regionale Donato Pentassuglia. Gli agricoltori, esasperati dall’inerzia burocratica e dalle promesse non mantenute, hanno chiesto interventi immediati per contrastare l’epidemia e un supporto concreto alle aziende agricole ormai in ginocchio.
A prendere la parola durante la protesta è stato Alfonso Cavallo, presidente di Coldiretti Puglia, che ha descritto una situazione ormai fuori controllo: “Abbiamo 22 milioni di ulivi ormai distrutti, un paesaggio devastato e oltre 100mila ettari di terre compromesse. L’avanzamento del batterio è preoccupante, soprattutto dopo il recente ritrovamento nella zona di Triggiano, che minaccia anche viti e frutteti“. La Xylella fastidiosa, identificata per la prima volta in Puglia nel 2013, ha continuato a diffondersi senza sosta per oltre un decennio, infettando circa 8.000 chilometri quadrati di territorio. Le misure adottate finora per arginare la piaga si sono rivelate inefficaci o insufficienti, e gli agricoltori denunciano l’enorme ritardo accumulato nella realizzazione dei piani di rigenerazione.
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Le parole di Pietro Piccioni, direttore Coldiretti Puglia
Tra i promotori dell’iniziativa organizzata ieri, anche Pietro Piccioni, direttore di Coldiretti Puglia che così ha risposto alle nostre domande. “Coldiretti Puglia è in mobilitazione da tempo. Già a luglio abbiamo organizzato una manifestazione con la partecipazione di 10.000 persone e 600 trattori, segno di un impegno continuo. La nostra non è una semplice protesta, ma un’azione costante per fornire alla politica tutti gli strumenti necessari per sviluppare interventi efficaci. Partecipiamo ai tavoli di discussione, sia a livello nazionale che locale, con progetti concreti e proposte strutturate” – ha chiarito. “Uno dei temi più urgenti è la questione Xylella, che da 12 anni avanza inesorabilmente, minacciando non solo gli oliveti, ma anche altre colture come l’uva da tavola. È essenziale un piano strategico che comprenda rigenerazione e contenimento. Dobbiamo valutare i progressi della ricerca scientifica, identificare le necessità di finanziamento e, soprattutto, evitare di ripetere gli errori del passato. Serve un nuovo piano di stanziamenti finanziari per compensare i danni subiti dalle imprese agricole, molte delle quali dal 2020 in poi non hanno ricevuto alcun indennizzo”.
Proseguendo, ha poi evidenziato come la crisi agricola abbia “conseguenze profonde non solo sull’ambiente, ma anche sul paesaggio e sull’economia locale, coinvolgendo settori come il turismo e l’intero tessuto sociale. Il disastro ambientale causato dalla Xylella ha portato alla perdita di olivi secolari – ha poi aggiunto – e sta aggravando il fenomeno della desertificazione, sia naturale che umana, con lo spopolamento delle aree rurali. La nostra mobilitazione non si limita alle rivendicazioni e infatti abbiamo già ottenuto risultati tangibili: grazie alla nostra mobilitazione, sono stati sbloccati 30 milioni di euro per contrastare la Xylella, mentre il nostro piano per il contenimento dei cinghiali è stato approvato dall’ISPRA. Inoltre, abbiamo proposto un piano idrico per affrontare il problema della carenza d’acqua, che è stato accolto. Il nostro impegno ora prosegue con la convocazione di un tavolo di discussione il 26 febbraio a Roma, presso il Ministero, per portare avanti un piano di rigenerazione del territorio e contenere la crisi agricola. È fondamentale superare le polemiche sterili – ha concluso – e concentrarsi su soluzioni concrete per il futuro dell’agricoltura pugliese.
Xylella avanza, la burocrazia si perde
La protesta, infatti, non ha puntato il dito solo contro la Xylella, ma anche contro la macchina burocratica, che secondo gli agricoltori sta rallentando ulteriormente la ripresa del settore. A tal riguardo, Demetrio De Magistris di Coldiretti Lecce ha evidenziato il paradosso della situazione: “Siamo al secondo piano di rigenerazione olivicola, ma ancora i soldi del primo piano non sono stati erogati in modo sufficiente e organizzato“. La scoperta recente di una nuova sottospecie di Xylella nella zona di Triggiano ha poi acuito ulteriormente la paura tra gli agricoltori, poiché potrebbe compromettere non solo gli ulivi, ma anche viti e frutteti, ampliando il raggio di distruzione del batterio. La richiesta è chiara: meno lungaggini burocratiche e più fondi immediati per consentire ai produttori di riprendersi e ripristinare le coltivazioni.
Durante l’incontro al Palazzo dell’Agricoltura, l’assessore Donato Pentassuglia ha ascoltato le richieste di Coldiretti e degli agricoltori, ma le parole non bastano più. “Abbiamo bisogno di azioni, non di promesse!” – hanno ripetuto più volte i manifestanti. La Coldiretti ha presentato un piano dettagliato per la rigenerazione olivicola che prevede non solo il reimpianto degli ulivi, ma anche una diversificazione delle colture e l’adozione di pratiche agricole più sostenibili per rendere il territorio più resiliente. Tuttavia, senza un sostegno economico concreto e tempestivo, ogni progetto rischia di rimanere sulla carta. La manifestazione di Bari rappresenta l’ennesimo disperato appello degli agricoltori pugliesi alle istituzioni: il tempo stringe, e ogni ritardo rischia di compromettere irreparabilmente l’economia agricola regionale e il patrimonio naturale della Puglia. La crisi causata da Xylella fastidiosa non è solo un’emergenza agricola, ma una questione che coinvolge l’intera comunità pugliese, e solo un’azione coordinata e tempestiva potrà impedire che il paesaggio del sud Italia venga irrimediabilmente stravolto.

Le parole dei manifestanti
Tra i manifestanti presenti al flash mob organizzato dalla Coldiretti c’era anche Donato Tatamaro, studente universitario e agricoltore, che – raggiunto dai nostri microfoni – ha sottolineato la necessità di intervenire con misure efficaci contro la diffusione della Xylella in Puglia.
“Si è discusso degli errori commessi in passato e del fatto che la Xylella è presente nella nostra regione da ormai 15 anni. Per evitare ulteriori danni, vengono disposti gli espianti, ma senza concedere la possibilità di reimpianto. Stiamo lottando proprio su questo aspetto” – ha spiegato Tatamaro.
L’agricoltore ha poi fatto riferimento alle misure imminenti per il contenimento del batterio: “Da oggi, a Triggiano, dovrebbero partire gli espianti nel raggio di 400 metri dai focolai individuati” – ha ricordato, ribadendo la rapidità di diffusione del batterio sul territorio e le nuove preoccupazioni. “Il batterio non colpisce più solo gli ulivi, ma anche altre colture di interesse economico, come la vite da tavola – ha infatti concluso – se non interveniamo tempestivamente, rischiamo di ritrovarci nella stessa situazione del Salento. Questo significherebbe compromettere l’intera economia circolare del sud-est della Puglia”.
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Ilaria De Marinis
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