Fico, un’ottima annata

da Redazione FruitJournal.com

Il 2020 per qualcuno sarà da cancellare. Sicuramente non per i coltivatori di fico che, anzi, quest’anno potranno ricordarlo con un sorriso.

In effetti, stando alle parole di Enzo Tropiano, direttore della Coldiretti di Salerno, l’annata in corso si prospetta particolarmente favorevole per la coltivazione di fico e, in particolare, per il Fico Bianco del Cilento.

Nonostante la piccola pezzatura, infatti, l’alto grado zuccherino e la buccia sottile sembrano poter garantire un’eccellente qualità del frutto.

La stagione, avviata il mese scorso, si protrarrà per tutto settembre, ma gli addetti al settore non hanno dubbi a riguardo: questa è l’annata migliore degli ultimi dieci anni. In particolar modo per la cultivar cilentana che ha fatto registrare oltre il 50% in più nella produzione rispetto alla scorsa stagione.

Con le sue novanta aziende impegnate nella raccolta e lavorazione di questo frutto, il Cilento vanta oggi il 70% della produzione campana di fichi, rappresentando un fiore all’occhiello per il Belpaese. Attualmente più della metà del prodotto è lavorato in stabilimenti semi-industriali, mentre il 30% da imprese artigiane.

In particolare, degno di nota è proprio il Fico Bianco del Cilento DOP, prodotto dalle caratteristiche uniche e di assoluto pregio, apprezzate anche all’estero, risultato dell’essiccazione della cultivar Dottato. L’areale adibito alla coltivazione di questo prodotto comprende 68 comuni, posti a Sud di Salerno, dalle colline litoranee di Agropoli fino al Bussento, e in gran parte nell’area del Parco nazionale del Cilento e del Vallo di Diano.

Accanto alla Campania, però, sempre più rilevanza stanno acquisendo gli areali di Puglia, Calabria e Abruzzo, dove le condizioni pedoclimatiche favoriscono la perfetta maturazione della frutticola. La biodiversità locale ha inoltre permesso lo sviluppo di molteplici varietà di fichi, garantendo così un’ampia offerta sul mercato.

A tal proposito, il prezzo del frutto fresco si attesta in media attorno ai 4 euro al chilo, sebbene la richiesta sia tendenzialmente più orientata verso il prodotto essiccato. In termini commerciali, la domanda maggiore proviene sicuramente dal mercato regionale, ma una significativa richiesta si registra sempre più frequentemente anche da parte di Regno Unito, Francia, Germania e USA.

In generale, la produzione resta comunque inferiore rispetto alla domanda. Quello della coltivazione del fico resta dunque un comparto di nicchia, sebbene la qualità eccellente dei frutti e l’aumento dei consumi stiano determinando un significativo incremento. D’altro canto, l’abbandono graduale dei terreni, la difficoltà delle coltivazione e i costi di lavorazione troppo elevati hanno minato profondamente l’affermazione completa di questa coltura negli areali meridionali.

A conti fatti, però, il 2020 resta un’annata d’oro per i produttori di fico che, forti della delicatezza e della bontà di questo frutto antico, potranno così godere al meglio dei risultati di tanto lavoro.

Ilaria De Marinis
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