Radicchio rosso di Treviso tra tradizione e rilancio della filiera

Tra identità territoriale e innovazione produttiva, questa cultivar conferma il suo ruolo di eccellenza del Veneto

da Federica Del Vecchio
radicchio rosso di treviso

Il Veneto è terra di ortaggi d’eccellenza, tra cui spiccano numerose varietà certificate che ne valorizzano origine e qualità. Tra queste, il Radicchio Rosso di Treviso IGP, emblema di una tradizione agricola capace di trasformare un alimento povero in un’eccellenza riconosciuta a livello europeo. Appartenente alla varietà Silvestre della specie botanica Cichorium intybus L., si declina in due tipologie distinte – precoce e tardivo – che rappresentano due anime della stessa identità produttiva, entrambe con ampi margini di crescita in termini di volumi e posizionamento sul mercato.

La sua zona di produzione coinvolge numerosi comuni delle province di Treviso, Padova e Venezia, nel cuore del Veneto: un territorio dalle condizioni pedoclimatiche uniche, determinanti nel conferire al prodotto le sue inconfondibili caratteristiche qualitative.

Caratteristiche: due anime dello stesso prodotto

Il tipo precoce si distingue per un cespo voluminoso e ben chiuso. Le foglie, di colore rosso intenso, presentano una nervatura centrale bianca molto marcata. Il sapore è leggermente amarognolo, mentre la consistenza è mediamente croccante.

Diversa la struttura del tardivo: le foglie sono più serrate e avvolgenti, con una chiusura apicale più accentuata. Il colore vira verso un rosso vinoso intenso, il gusto resta gradevolmente amarognolo ma più raffinato, mentre la consistenza si fa decisamente croccante, elemento molto apprezzato anche nell’alta cucina.

radicchio rosso di treviso

Radicchio di Treviso IGP precoce e tardivo

Metodo di produzione: tra agronomia e artigianalità

La produzione del Radicchio Rosso di Treviso IGP segue un calendario agronomico preciso, che può partire dalla semina o dal trapianto. La semina in pieno campo si colloca tra il primo giugno e il 15 agosto, mentre il trapianto avviene entro il 31 agosto per la tipologia precoce ed entro il 30 settembre per quella tardiva. Anche la raccolta si differenzia: da settembre per il precoce e da ottobre per il tardivo, segnando l’avvio delle fasi successive della lavorazione.

È proprio nel ciclo del tardivo che si concentra l’elemento più distintivo della produzione. Solo questa tipologia, infatti, viene sottoposta alle operazioni di preforzatura e forzatura-imbianchimento, passaggi fondamentali per valorizzarne le qualità organolettiche ed estetiche. Il processo si svolge in assenza di luce, utilizzando acqua di risorgiva a temperatura controllata tra 11 e 22 °C: condizioni che favoriscono la nascita di nuove foglie prive di clorofilla, dal colore rosso intenso, dalla consistenza croccante e dal sapore armoniosamente amarognolo. Il ciclo si conclude con la fase di “toelettatura”, che rifinisce il prodotto prima della commercializzazione: i cespi vengono puliti, privati delle foglie deteriorate, sottoposti alla rifinitura del fittone e infine lavati in acqua corrente. Un passaggio finale che restituisce al radicchio la sua forma elegante e inconfondibile, pronta per il mercato.

Dalle origini contadine al rilancio sui mercati

Le origini del Radicchio Rosso di Treviso affondano nel XVI secolo, proprio nel territorio trevigiano. Nato come alimento della tradizione contadina, nel tempo si è trasformato in un prodotto di pregio grazie all’affinamento delle tecniche di coltivazione e lavorazione.

Un momento chiave nella sua valorizzazione fu la prima mostra dedicata al radicchio, organizzata nel 1900 dall’agronomo Giuseppe Benzi. Il riconoscimento ufficiale è arrivato nel 1996 con l’ottenimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP), sancendo definitivamente il suo ruolo nel patrimonio agroalimentare italiano. Oggi il Radicchio Rosso di Treviso IGP si trova in una fase di rilancio. I dati preliminari indicano una dinamica positiva, mentre la filiera dimostra una crescente capacità di adattamento e valorizzazione. Se i trend venissero confermati, il prodotto potrebbe rafforzare ulteriormente la propria presenza sui mercati, sia nazionali che internazionali di un prodotto che da secoli rappresenta il vero punto di forza del territorio. 

Federica Del Vecchio
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