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Anche se l’estate è ancora lontana, l’agricoltura italiana guarda già a uno dei suoi simboli più iconici: l’anguria. Un prodotto che continua a registrare numeri in crescita, confermandosi protagonista della stagione estiva e del mercato ortofrutticolo nazionale. A evidenziarlo sono i dati diffusi da CSO Italy, che indicano come negli ultimi quattro anni (2022-2025) la superficie coltivata a anguria in Italia è aumentata del +12,5%, raggiungendo circa 18 mila ettari. La produzione nel 2025 ha toccato quota 1,2 milioni di tonnellate, con un incremento di oltre 200 mila tonnellate rispetto agli anni precedenti. In aumento anche i consumi: lo scorso anno l’anguria ha segnato un +4%, arrivando a rappresentare il 7% del consumo totale di frutta nel nostro Paese.
A sostenere questa crescita è soprattutto l’innovazione varietale, che ha saputo intercettare le nuove esigenze dei consumatori puntando su praticità, gusto, dimensioni ridotte e assenza di semi. Un esempio emblematico è rappresentato dall’anguria italiana nera senza semi Dolce Passione, che nel 2026 consolida ulteriormente la propria presenza produttiva. Il progetto può contare oggi su oltre 350 ettari in coltivazione, distribuiti in 11 regioni italiane, una scelta strategica che consente di estendere il calendario di produzione e garantire continuità di approvvigionamento al mercato.
Un progetto tutto italiano, dalla genetica al mercato
Alla base del progetto c’è la varietà Giotto, selezionata dalla casa sementiera bolognese Lamboseeds. Un prodotto che si è imposto all’attenzione del mercato grazie a caratteristiche qualitative ben definite. La buccia sottile, liscia e di un nero intenso e uniforme ne valorizza l’aspetto, mentre all’interno spicca una polpa rosso vivo, dalla consistenza croccante e particolarmente succosa. Il sapore è uno dei suoi punti di forza, dolce e pieno, con un grado Brix superiore a 12, indice di un’elevata concentrazione zuccherina. L’assenza di semi, oltre a facilitare il consumo, contribuisce a migliorare la percezione di qualità e ad aumentare l’apporto di fibre. Con un peso compreso tra 3 e 6 chilogrammi, Dolce Passione si colloca nel segmento delle angurie “midi”, una pezzatura sempre più richiesta dai consumatori perché più maneggevole, facile da conservare e adatta alle esigenze delle famiglie moderne.
A valorizzarne il potenziale produttivo e commerciale è il Consorzio Dolce Passione, considerato una significativa case history di innovazione nel panorama ortofrutticolo italiano. Costituito nel 2023 da Ortofrutta Castello, Cico Mazzoni e Lorenzini Naturamica, il Consorzio è il risultato di anni di prove in campo e valutazioni commerciali. Da allora ha continuato a investire sull’anguria midi a buccia nera, contribuendo a far crescere i consumi sia sul mercato nazionale sia su quelli esteri.

Fonte: Consorzio Dolce Passione
Mini e midi rivoluzionano il mercato dell’anguria
A confermarlo sono i dati del CSO Italy, che inquadrano il successo di Dolce Passione all’interno di un trend di mercato ormai consolidato. Negli ultimi dieci anni il comparto dell’anguria ha vissuto un vero e proprio ribaltamento delle preferenze di acquisto: nel 2015 l’anguria tradizionale di grande pezzatura copriva il 48% delle vendite, affiancata dalla mini al 47%, mentre la midi restavano marginali con appena il 5%.
Dieci anni dopo lo scenario appare radicalmente diverso. Nel 2025 le varietà tradizionali scendono al 9%, perdendo circa 40 punti percentuali, mentre le mini conquistano il 60% del mercato e le midi salgono fino al 31%. Sono dunque le angurie di pezzatura più contenuta a registrare le migliori performance, a dimostrazione di come l’innovazione varietale rappresenti oggi una leva strategica fondamentale per creare valore lungo l’intera filiera, dalla produzione al consumo. In questo scenario, Dolce Passione si afferma dunque come simbolo di un nuovo modo di intendere l’anguria italiana, capace di unire ricerca genetica, organizzazione di filiera e attenzione alle reali esigenze del consumatore, costruendo progetti strutturati e riconoscibili. Un modello virtuoso che guarda al futuro e che, stagione dopo stagione, contribuisce a rafforzare la competitività del Made in Italy sui mercati nazionali ed europei.
Federica Del Vecchio
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