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Tra le eccellenze agroalimentari più rappresentative della Basilicata spicca senza dubbio il Peperone di Senise IGP, facilmente riconoscibile per la sua buccia sottile, il colore rosso porpora e il gusto dolce e delicato. Le sue origini risalgono ai secoli XVI-XVII, quando questo ortaggio fece il suo ingresso nell’area lucana, trovando condizioni ambientali ideali per crescere rigoglioso. Inizialmente coltivato soprattutto per l’autoconsumo familiare, il peperone si impose rapidamente per le sue caratteristiche uniche, diventando nel tempo una risorsa economica preziosa per le comunità locali e trasformandosi in un prodotto tutelato, apprezzato ben oltre i confini della Basilicata.
La produzione del Peperone di Senise IGP si concentra nel comune di Senise e in numerosi centri limitrofi delle province di Matera e Potenza, nel cuore della regione lucana. Ma quali sono le sue caratteristiche?
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Le caratteristiche dei Peperoni di Senise IGP
I Peperoni di Senise a indicazione geografica protetta, si distinguono per tratti fisici e organolettici ben definiti che ne garantiscono autenticità e qualità. Il tipo Appuntito presenta un peduncolo saldo, che rimane attaccato alla bacca anche dopo l’essiccazione, una forma leggermente irregolare con costole poco evidenti e un apice a punta. Le bacche misurano tra i 10 e i 17 centimetri di lunghezza, con un diametro basale di 3,5-5 centimetri e una polpa sottile, tra 1,5 e 2,2 millimetri. Il colore, al momento della maturazione commerciale, varia dal verde al rosso porpora, e il sapore è dolce e delicato.
Il tipo Uncino mantiene anch’esso un peduncolo robusto, con la caratteristica bacche dall’apice ricurvo a forma di uncino. Le dimensioni sono leggermente diverse: le bacche misurano tra gli 11 e i 16 centimetri, con diametro basale tra 3,5 e 5,2 centimetri e spessore della polpa identico all’Appuntito. Anche in questo caso il colore evolve dal verde al rosso porpora, conferendo al peperone un gusto dolce e gradevole.
Il tipo Tronco, infine, si riconosce per la forma conica leggermente deformata e le costole molto evidenti, solitamente tre, di cui una più sviluppata e ricurva nella parte apicale, e per l’apice a tronco, spesso definito “a naso di cane”. Le bacche hanno lunghezza compresa tra i 9 e i 14 centimetri, diametro basale tra 3 e 5,1 centimetri e polpa sottile di 1,5-2 millimetri. Anche qui il colore a maturazione commerciale spazia dal verde al rosso porpora, mentre il sapore rimane dolce, confermando la coerenza delle caratteristiche organolettiche che rendono i Peperoni di Senise un’eccellenza riconosciuta a livello nazionale.

Tecniche di semina e coltivazione
La coltivazione dei Peperoni di Senise IGP segue tecniche tradizionali che uniscono esperienza contadina e attenzione alle esigenze della pianta. Si parte dal seme che deve provenire da piante madri sane, accuratamente selezionate nei campi dei comuni di riferimento.
La semina avviene generalmente tra febbraio e marzo e può essere effettuata manualmente a spaglio su semenzai a letto freddo o caldo, oppure in contenitori alveolari con metodi meccanici. Il trapianto si realizza tra maggio e giugno, disponendo le piantine in solchi già preparati o in buche praticate con cavicchi in legno o strumenti appositi, quando raggiungono la terza-cinque foglia e un’altezza di 10-15 centimetri. L’impianto può avvenire in fila semplice, fila binata o a rasole, con o senza pacciamatura, rispettando una densità che varia da 30.000 a 57.000 piante per ettaro. La coltivazione è priva di trattamenti a calendario, mentre l’irrigazione, necessaria in base alle condizioni climatiche, può essere effettuata a scorrimento, per aspersione o a goccia. La raccolta, che segue il naturale andamento scalare della maturazione, viene effettuata esclusivamente a mano a partire dal raggiungimento della maturazione commerciale delle bacche.
La pratica di trasformazione ed essiccazione
Anche la trasformazione dei peperoni segue pratiche consolidate: i frutti destinati all’essiccazione vengono raccolti quando il colore vira dal verde al rosso porpora, e possono sostare per due o tre giorni in casse o su reti in locali asciutti e ben ventilati, lontano dalla luce diretta. L’essiccazione può avvenire infilando i peperoni a formare le tipiche collane, dette serte, oppure disponendoli su graticci. Durante questa fase i frutti, sia interi che in serte, vengono esposti indirettamente ai raggi solari o in locali arieggiati appositamente attrezzati. Infine, i peperoni destinati alla macinatura possono ricevere un trattamento in forno per eliminare eventuali residui di umidità, garantendo così polveri e conserve di alta qualità.
Proprio questa cura meticolosa in ogni fase, dalla coltivazione alla trasformazione, ha portato nel 1996 il Peperone di Senise a conquistare il prestigioso marchio IGP – Indicazione Geografica Protetta, riconoscimento ufficiale che sancisce il legame indissolubile tra prodotto, territorio e tradizione. Il sigillo tutela non solo la qualità e l’autenticità del peperone lucano, ma ne garantisce anche la tracciabilità, preservandone il valore storico e culturale.
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Federica Del Vecchio
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