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Nel panorama delle eccellenze agroalimentari italiane, un protagonista di stagione continua a rafforzare la propria presenza nei mercati, entrando con slancio nella sua seconda campagna di commercializzazione. È il Cavolfiore IGP della Piana del Sele, orticola che cresce nel cuore della provincia di Salerno, dove condizioni pedo-climatiche particolarmente favorevoli consentono alla coltura di svilupparsi senza ricorrere a tecniche di difesa particolarmente invasive, generando un prodotto naturalmente sano e caratterizzato dal tipico bianco brillante che lo contraddistingue.
Un successo costruito su un mix di qualità, identità territoriale e innovazione, che ha portato questa eccellenza campana a distinguersi all’interno della grande famiglia delle brassicacee.
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Caratteristiche e requisiti: come riconoscere il vero Cavolfiore IGP
La denominazione Cavolfiore della Piana del Sele identifica i corimbi appartenenti a diverse varietà e ibridi di Brassica oleracea L. var. botrytis, coltivati con cicli che possono variare dai 70 ai 215 giorni. Come anticipato, l’area di produzione è circoscritta alla provincia di Salerno e comprende dieci comuni a forte vocazione agricola: Albanella, Altavilla Silentina, Battipaglia, Bellizzi, Capaccio Paestum, Eboli, Giungano, Montecorvino Pugliano, Montecorvino Rovella e Pontecagnano Faiano.
Per ottenere la certificazione Igp, il prodotto deve rispettare precisi requisiti qualitativi. Tra questi figurano un calibro minimo di 13 centimetri, l’assenza di macchie o foglie interne, glomeruli ben serrati e foglie di rivestimento integre. Il cavolfiore deve inoltre presentare un contenuto di sostanza secca superiore al 6%, un residuo rifrattometrico pari o superiore a 8,7 °Brix e una consistenza alla raccolta pari a 3 psi (pound per square inch). Standard stringenti che sottolineano la qualità superiore del prodotto e la sua selezione accurata.

Un cavolfiore ricco di nutrienti e benefici per la salute
Ma il valore del Cavolfiore della Piana del Sele non si esaurisce nell’aspetto impeccabile. Questo prodotto presenta infatti livelli di vitamina C superiori ai 50 mg/kg e un apporto di magnesio non inferiore a 18 mg per 100 grammi. Un profilo nutrizionale che lo colloca tra gli alimenti a più alta vocazione nutraceutica, con benefici importanti per la salute. A ciò si aggiunge la particolare consistenza del corimbo, che garantisce una migliore tenuta alla cottura e una croccantezza più decisa. Questa compattezza, frutto delle condizioni agronomiche dell’areale, favorisce una maggiore attività fotosintetica e contribuisce sia alla naturale dolcezza del prodotto, confermata dagli elevati valori di residuo rifrattometrico, sia alla formazione del caratteristico colore verde brillante delle foglie embricanti.
È dunque evidente come la reputazione del Cavolfiore della Piana del Sele non sia frutto del caso: a distinguerlo sono proprietà organolettiche e nutrizionali specifiche, risultato di una combinazione unica di fattori ambientali e qualità produttive. Caratteristiche che nel 2024, hanno portato questa orticola a diventare il primo cavolfiore a ottenere l’Indicazione Geografica Protetta (Igp), un riconoscimento che celebra non solo la sua origine, ma anche la qualità superiore e l’unicità di un prodotto capace di raccontare la vocazione agricola e l’autenticità della Piana del Sele.
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Federica Del Vecchio
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