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L’Italia è entrata in agosto sotto una pioggia di ghiaccio. Il primo fine settimana del mese ha portato con sé una nuova ondata di eventi estremi, causando danni da maltempo ingenti, soprattutto nel Nord-Est e nelle zone costiere dell’Abruzzo. Le immagini che arrivano dalle campagne parlano chiaro: campi rasi al suolo, serre divelte, frutteti ridotti a legna secca, e raccolti spazzati via in pochi minuti da grandinate della portata di una sassaiola.
Eventi meteorologici estremi che, nel giro di poche ore, hanno trasformato intere zone rurali in scenari desolanti. Le province di Padova, Rovigo e Chieti sono tra le più colpite, con coltivazioni devastate e perdite economiche che si annunciano pesanti. Ma ciò che più allarma è la frequenza crescente di queste ondate di maltempo. E la difficoltà, strutturale, del sistema agricolo italiano nel rispondere in modo efficace.
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Danni da maltempo: le campagne sotto assedio
Il bollettino più grave arriva dal Veneto, dove una violenta perturbazione ha colpito la provincia di Padova con chicchi di grandine superiori ai 5 cm e raffiche di vento fino a 100 km/h. Secondo Cia Padova, sono 2.100 gli ettari colpiti, soprattutto mais e ortaggi, per un danno stimato in almeno 2,6 milioni di euro. I comuni più danneggiati? Anguillara Veneta, Gazzo, Piazzola sul Brenta, Selvazzano Dentro, Grantorto.
“La grandine ha distrutto tutto in venti minuti. Abbiamo già avviato le pratiche, ma sappiamo che non arriverà quasi nulla. Assicurarsi? Impossibile: troppo caro e inefficace”, racconta un orticoltore padovano.
La denuncia è corale. “È l’ennesimo schiaffo agli agricoltori padovani”, dice Maurizio Antonini, direttore Cia Padova e Veneto, che chiede interventi strutturali su assicurazioni agevolate, reti antigrandine e fondi di emergenza. I numeri parlano da soli: solo l’8% delle colture colpite era coperto da assicurazione.
Anche Confagricoltura Padova alza la voce. “Ogni temporale è ormai una roulette russa per le nostre imprese”, dichiara il presidente Michele Barbetta. Il rischio? Che la sfiducia alimenti l’abbandono dell’attività agricola, soprattutto tra i giovani. “La nostra agricoltura ha bisogno di energie fresche, ma quale giovane oggi sceglierebbe di investire in un settore dove l’incertezza climatica regna e le tutele sono fragili?”.
La grandine macina il lavoro di un anno
Nella Bassa Padovana, tra Anguillara Veneta e Boara Pisani, la grandine ha letteralmente cancellato interi raccolti. Le immagini mostrano campi di barbabietole, soia e vigne ridotti a un tappeto di foglie spezzate. “Anche se il fiore è rimasto – spiega un agricoltore – non sarà più in grado di produrre, perché non è più alimentato.”
La seconda grandinata in due giorni ha peggiorato la situazione: a Selvazzano Dentro, una delle località più colpite, i chicchi hanno divelto le serre e infranto parabrezza di automobili, testimoniando la violenza dell’impatto. E a poco valgono le polizze, considerate inefficaci e troppo costose. Gli esperti indicano la strada: difesa attiva, mutualità e fondi dedicati al rischio climatico.

In Abruzzo pioggia e vento spazzano la costa
Anche il Chietino è stato travolto. Raffiche anomale, pioggia torrenziale e grandine hanno colpito soprattutto la costa e le aree agricole. Vigneti, uliveti e ortaggi risultano “gravemente danneggiati o del tutto compromessi”, secondo quanto riportato da Cia Abruzzo.
“Stiamo monitorando costantemente la situazione grazie a un modulo online che consente alle aziende agricole di inviare segnalazioni dirette”, si legge in una nota dell’associazione, che annuncia sopralluoghi e richieste urgenti alle istituzioni. L’impressione è che la portata dei danni emergerà pienamente solo nei prossimi giorni, ma la conta sarà comunque pesante.
Danni da maltempo anche nel Polesine
Venerdì 2 agosto, poco dopo mezzogiorno, un altro fronte temporalesco ha investito il Polesine. La tromba marina osservata al largo della costa fortunatamente non ha toccato terra, ma grandinate intense hanno colpito l’Alto Polesine e la zona tra Badia Polesine, Lendinara e San Martino di Venezze. Strade bloccate da alberi abbattuti, campi allagati, e danni estesi a frutteti e vigneti già provati dalla siccità.
“Assicurarsi è diventato fondamentale – afferma Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Rovigo e Veneto – specie negli ultimi anni, con i cambiamenti climatici che portano a eventi di straordinaria violenza e frequenza”. Ma le assicurazioni restano inaccessibili per molte piccole imprese, che lamentano costi insostenibili e burocrazia paralizzante.

La risposta climatica che manca
Il maltempo di inizio agosto non è un’eccezione: è un campanello d’allarme. I fenomeni estremi stanno diventando la regola, mentre il sistema agricolo continua a rincorrere l’emergenza. “Serve una visione di lungo periodo” – ammonisce infatti Barbetta di Confagricoltura Padova. E aggiunge: “Se vogliamo davvero difendere il patrimonio produttivo e ambientale della nostra provincia, dobbiamo mettere l’agricoltura al centro delle politiche di adattamento climatico.”
Serve un cambio di passo: rendere le assicurazioni più accessibili, rafforzare i fondi mutualistici, promuovere tecnologie e tecniche agronomiche più resilienti. E soprattutto, uscire dalla logica dell’emergenza per entrare in quella della prevenzione.
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Ilaria De Marinis
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