Pomodoro Exhibition 2025: il riepilogo della giornata

Si è conclusa ieri la Pomodoro Exhibition 2025. Incentrata sul pomodoro da industria, la giornata tecnica ha permesso di approfondire tematiche come innovazione varietale, gestione degli stress abiotici e analisi delle richieste di mercato

da Donato Liberto
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Tra i campi assolati del Tavoliere delle Puglie, in uno degli areali più rappresentativi per la coltivazione del pomodoro da industria, si è svolta ieri – 24 luglio – la Pomodoro Exhibition 2025. Un’iniziativa che, ospitata dall’Azienda Agricola Varraso Giuseppe situata a Borgo Cervaro, in provincia di Foggia, ha riunito tecnici, produttori e aziende del comparto per una giornata di confronto diretto sul campo.

Organizzato da Fruit Communication e Fruit Lab, con il supporto tecnico del centro di saggio SATA, l’evento ha offerto un’occasione concreta per osservare da vicino le performance delle più recenti selezioni varietali e approfondire, in un contesto operativo, le strategie agronomiche più efficaci per una coltura considerata simbolo del made in Italy.

Pomodoro Exhibition: una coltura simbolo del made in Italy

Ad aprire i lavori della giornata è stato Giovanni Varraso, titolare dell’azienda ospitante, che ha espresso la propria soddisfazione nell’accogliere un evento come la Pomodoro Exhibition. Un’occasione – ha sottolineato – per condividere da vicino la storia e l’evoluzione di una realtà produttiva profondamente radicata nel territorio. L’azienda è nata nel 1959 grazie all’impegno di mio nonno – ha ricordato – e sin da subito si è concentrata su due eccellenze dell’ortofrutticoltura italiana: il pomodoro da industria e il carciofo.” Da allora, il percorso non si è mai interrotto: oggi l’azienda si è evoluta, ha costituito una cooperativa e ha ampliato le proprie attività anche al settore del trasporto, puntando sul completamento dell’intera filiera di questo ortaggio d’eccellenza.

A seguire, l’intervento di Matteo Bosso, amministratore delegato del centro di saggio SATA, ha portato il saluto dell’organizzazione ribadendo l’importanza, per le aziende agricole, di aprirsi alla sperimentazione. Non a caso, proprio l’azienda Varraso ha ospitato nel corso dell’anno un progetto sperimentale curato dai tecnici SATA, che ha previsto la messa a confronto di 16 varietà di pomodoro da industria. Un lavoro condotto fin dalla fase di trapianto e orientato a valutare la risposta delle piante a due fattori chiave per questa coltura: lo stress da calore e lo stress idrico.

A illustrare le modalità operative della sperimentazione è stato Potito Gallo, ricercatore di campo e referente SATA per la Puglia. “Il trapianto è avvenuto a maggio, in condizioni inizialmente favorevoli per il pomodoro”, ha spiegato. Tuttavia, già da giugno si sono registrate ondate di calore e scarsità di piogge, mettendo presto alla prova le giovani piante. Condizioni ambientali complesse, ma utili per valutare la risposta delle varietà testate agli stress abiotici e alla pressione di eventuali patogeni.

Il pomodoro – ha aggiunto Ivano Ramon, responsabile tecnico della sperimentazione condotta da SATA – esprime il massimo potenziale produttivo in presenza di buona disponibilità idrica e temperature comprese tra i 13-16 °C di notte e i 24-28 °C di giorno. Per questo la scelta varietale è importante, ma deve sempre considerare l’adattabilità al territorio. Stress termici e idrici combinati, se prolungati, possono ridurre la produzione anche del 50%”. Da qui l’importanza di strategie integrate che combinino irrigazione mirata, conoscenza del contesto produttivo e uso di mezzi tecnici come fertilizzanti speciali e biostimolanti, capaci di mitigare gli effetti negativi dello stress ambientale.

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A completare il quadro tecnico della giornata, dopo aver affrontato i temi della selezione varietale, dell’irrigazione e della nutrizione, è intervenuto Alessandro Costanzo, Key Account Manager per i mezzi tecnici SATA. Il suo intervento si è concentrato sulla difesa fitosanitaria del pomodoro da industria, oggi sempre più condizionata da normative stringenti che riducono progressivamente il numero di sostanze attive autorizzate. “È un aspetto cruciale – ha sottolineato – perché impone un approccio alla difesa più ragionato, integrato e sostenibile, capace di conciliare efficacia tecnica e rispetto delle normative vigenti.” Ma l’innovazione – ha aggiunto in chiusura – passa anche attraverso strumenti economici. In particolare, la finanza agevolata può rappresentare un’opportunità concreta per le aziende agricole, grazie a fondi specificamente destinati all’introduzione di tecnologie e soluzioni avanzate. Un supporto fondamentale per affrontare sfide sempre più urgenti, soprattutto sul fronte della gestione idrica.

A concludere il ciclo di interventi tecnici è stato Luca Vitobello, responsabile tecnico di Rosso Gargano. Un intervento non casualmente collocato in chiusura, dal momento che ha spostato l’attenzione sulla fase finale della filiera: la trasformazione e la commercializzazione del pomodoro da industria. Al centro del suo intervento, le esigenze del mercato e dell’industria di trasformazione, elementi fondamentali da considerare già al momento della scelta varietale. “Conoscere in anticipo le richieste della filiera – ha spiegato – consente di orientare le decisioni in campo e valorizzare al meglio il prodotto, assicurandone qualità e rispondenza agli standard richiesti.”

Le aziende partner della Pomodoro Exhibition

Nel corso della giornata, alle relazioni tecniche si sono alternati anche gli interventi delle aziende partner dell’evento, che hanno colto l’occasione per presentare soluzioni e prodotti innovativi in grado di rispondere in modo concreto alle esigenze della coltura. 

Nell’ordine:

  • Domenico Labriola per Diachem ha illustrato le strategie dell’azienda per la nutrizione del pomodoro da industria;
  • Luca Di Leo per FCP Cerea ha spiegato le potenzialità della nanotecnologia e delle soluzioni più innovative per la nutrizione e gli stress abiotici;
  • Pietro Caporusso per ICL ha spiegato l’importanza dei fertilizzanti a cessione controllata, l’acidificazione della soluzione nutritiva e della biostimolazione dell’apparato radicale;
  • Alessandro Benvenuto per Gowan ha presentato Ibisco, un elicitore per la difesa delle piante per il controllo della batteriosi del pomodoro.

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Gli interventi delle aziende sementiere

A completare il quadro degli approfondimenti, non sono mancati i referenti delle aziende sementiere coinvolte nella sperimentazione, che hanno illustrato nel dettaglio ai partecipanti le caratteristiche delle varietà testate. Ogni tecnico ha descritto le specificità delle singole cultivar, soffermandosi su aspetti come le tolleranze varietali, le qualità organolettiche, la morfologia del frutto e le esigenze pedoclimatiche. Al termine dell’evento, inoltre, i partecipanti hanno avuto la possibilità di passeggiare tra i filari per osservare da vicino le 16 cultivar impiantate. Muniti di schede tecniche, hanno potuto analizzarne le peculiarità e confrontarsi con i tecnici del centro di saggio.

La giornata si è poi conclusa con un buffet conviviale, pensato come spazio informale per rinfrescarsi tra un brindisi e un assaggio, ma anche come ulteriore occasione di scambio tra partecipanti, tecnici e aziende partner presenti. Insomma, tra file ordinate di piante e discussioni tra esperti, la giornata si è rivelata un’occasione concreta per fare il punto su strategie colturali sempre più sostenibili, efficienti e aderenti alle nuove sfide produttive.

La prossima tappa? Per scoprirla, non resta che continuare a seguirci.

 

Donato Liberto
©fruitjournal.com

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