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Nonostante la stagione delle ciliegie sia ormai in dirittura d’arrivo, parlare delle eccellenze del comparto cerasicolo italiano non basta mai. E tra queste, una delle protagoniste assolute è senza dubbio il ciliegio Black Star, una cultivar interamente italiana che ha saputo ritagliarsi un ruolo di primo piano nel panorama varietale grazie alle sue caratteristiche distintive. Nata con l’obiettivo di coniugare elevate qualità organolettiche, resistenza alle malattie e alta produttività, la Black Star è il risultato di un incrocio mirato tra le varietà Lapins e Burlat. La sua introduzione sul mercato risale al 2002, frutto di anni di ricerca condotti dall’Università di Bologna, presso la Facoltà di Agraria – Dipartimento di Colture Arboree, sotto la direzione dei genetisti Dr. Silviero Sansavini e Dr. Stefano Lugli. Un esempio virtuoso di innovazione agronomica made in Italy che continua a dare ottimi frutti.
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Caratteristiche del ciliegio Black Star
Certo, il ciliegio Black Star non è l’unico protagonista di rilievo nel panorama cerasicolo italiano. Tuttavia, questa varietà si distingue per una combinazione di caratteristiche che la rendono una scelta particolarmente strategica e interessante per i produttori. Innanzitutto questa cultivar si fa notare per la sua maturazione intermedia che la rende ideale per completare il calendario di raccolta, posizionandosi perfettamente tra le varietà precoci e quelle tardive. A livello vegetativo, si presenta con un vigore elevato, un portamento espanso e una ramificazione ordinata, che ne agevolano la gestione agronomica, anche in impianti intensivi. La fruttificazione varia sensibilmente in funzione del portinnesto utilizzato: si manifesta più lentamente su quelli vigorosi, mentre si stabilizza su tempi più rapidi e regolari con portinnesti di media vigoria. Un elemento strategico è la sua autofertilità, che consente di semplificare la progettazione dell’impianto, evitando la necessità di cultivar impollinatrici e facilitando la produzione anche in coltivazioni monovarietali.
Dal punto di vista produttivo, la Black Star garantisce rese elevate, sebbene non sempre perfettamente costanti da un anno all’altro. Tuttavia, ciò che la rende particolarmente competitiva è la sua elevata resistenza alle spaccature da pioggia, una problematica frequente durante la fase di maturazione, e la buona tolleranza agli attacchi di monilia, riducendo così la dipendenza da trattamenti fitosanitari intensivi. Due qualità che, in un contesto climatico sempre più incerto, rappresentano un plus decisivo per preservare la qualità del raccolto e garantire continuità nella produzione.

Il frutto: aspetto e qualità
Il vero punto di forza del ciliegio Black Star risiede senza dubbio nella qualità dei suoi frutti, che si distinguono per la notevole pezzatura, un aspetto particolarmente apprezzato tanto dai consumatori quanto dai produttori. Il frutto si presenta con la caratteristica forma cuoriforme e una buccia di colore rosso scuro intenso, che ne esalta l’aspetto visivo. Attenzione, però, in alcuni casi può comparire una leggera rugginosità superficiale, una peculiarità che incide marginalmente sull’estetica, ma non compromette affatto il valore organolettico complessivo. La polpa, soda e compatta, regala un’esperienza gustativa di alto livello, grazie a un equilibrio armonico tra dolcezza e aroma, elementi che contribuiscono a consolidare il successo di questa varietà sul mercato.
Ma perché scegliere il ciliegio Black Star?
La risposta è semplice: in un comparto cerasicolo spesso messo alla prova da sfide ambientali e di mercato, scegliere varietà che combinino qualità del frutto, produttività e resistenza agli agenti esterni è essenziale. In questo contesto, la Black Star si afferma come una delle opzioni più affidabili per gli impianti professionali. Frutto di una selezione genetica avanzata e con un’origine certificata, si caratterizza per un’ottima adattabilità agronomica a una vasta gamma di portinnesti, garantendo così una gestione del frutteto flessibile ed efficiente.
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Federica Del Vecchio
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