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Negli ultimi anni, la Sicilia ha assistito a una crescente diffusione della coltivazione del mango. A favorire questa e altre colture come avocado o frutto del drago, le conseguenze dei cambiamenti climatici, che hanno reso il clima siciliano più adatto a colture tipicamente tropicali. Basti pensare che la produzione di mango in Italia è passata da 500 ettari nel 2019 a oltre 1.200 ettari nel 2023, con la Sicilia principale regione produttrice e un’espansione che ha aperto nuove opportunità di mercato sia a livello nazionale che internazionale. Tra le diverse varietà, la più diffusa nella Regione è la Kensington Pride. Per quali aspetti si caratterizza? E come avviene la gestione?
Origine e diffusione del mango Kensington Pride
Originaria dell’Australia, questa varietà è nota per la sua elevata qualità organolettica. In Sicilia, è diventata la più diffusa grazie alla sua capacità di adattamento alle condizioni climatiche locali. L’aumento delle temperature e la tropicalizzazione del clima hanno infatti reso l’Isola un ambiente favorevole per questa coltura. Tuttavia, le variazioni climatiche possono rappresentare una sfida, richiedendo strategie di gestione sostenibili per affrontare periodi di siccità o eventi meteorologici estremi.
Aspetti agronomici
La pianta è caratterizzata da una vegetazione vigorosa e da una chioma sempreverde densa, che offre una naturale protezione ai frutti e permette una buona tolleranza agli stress ambientali. Questo la rende particolarmente idonea alla coltivazione in aree collinari, dove la ventilazione contribuisce a ridurre la pressione di malattie fungine come l’antracnosi (Colletotrichum gloeosporioides).
Il frutto presenta una forma ovale e un peso che varia tra 300 e 500 grammi. La buccia, inizialmente verde, assume sfumature rosso-aranciate con la maturazione, segno distintivo della sua piena maturità fisiologica. La polpa, di un intenso colore giallo dorato, è ricca di carotenoidi e possiede una texture succosa con ridottissimo contenuto di fibre, caratteristica che conferisce al frutto un’elevata qualità organolettica. Il sapore, dolce e aromatico, è determinato da un equilibrio ottimale tra zuccheri (principalmente saccarosio) e composti volatili che ne esaltano il profilo sensoriale, rendendola varietà altamente competitiva sui mercati internazionali.
Il Kensington Pride ha un periodo di maturazione che si estende da fine agosto a settembre. La raccolta avviene manualmente per preservare l’integrità del frutto ed evitare danni meccanici che potrebbero comprometterne la conservazione post-raccolta.

Gestione della coltura
Per ottenere rese ottimali e frutti di alta qualità, la gestione della coltura richiede pratiche agronomiche mirate. L’irrigazione è un fattore chiave, con particolare attenzione al periodo di fioritura e allegagione, quando un apporto idrico equilibrato favorisce una buona formazione dei frutti. L’adozione di sistemi di microirrigazione, come il gocciolamento, consente di ottimizzare l’uso dell’acqua e ridurre gli sprechi.
Altrettanto cruciale è poi la potatura del mango: interventi regolari favoriscono infatti la penetrazione della luce e la circolazione dell’aria nella chioma, riducendo il rischio di malattie fungine. A tal riguardo, il controllo fitosanitario deve includere monitoraggi costanti per prevenire attacchi di parassiti come la mosca della frutta, che può compromettere la produzione.
Infine, la fertilizzazione deve essere bilanciata, con un adeguato apporto di azoto, fosforo e potassio, oltre a microelementi come calcio e magnesio, essenziali per migliorare la consistenza della polpa e la resistenza post-raccolta del frutto. Nel complesso, l’integrazione di pratiche di agricoltura sostenibile, come la pacciamatura e l’uso di biostimolanti naturali, può ulteriormente migliorare la produttività e la qualità della coltura.
Proprietà salutistiche del mango Kensington Pride
Accanto al sapore caratteristico, non vanno tralasciati i molteplici benefici che il mango Kensington Pride può apportare alla salute. Si tratta infatti di un frutto ricco di composti bioattivi, che si caratterizza per l’elevato contenuto di vitamina C, indispensabile per rafforzare il sistema immunitario e favorire la sintesi del collagene. La presenza di carotenoidi, come il beta-carotene, aiuta inoltre a proteggere la vista e ha effetti antiossidanti che contrastano lo stress ossidativo. Il mango è poi una fonte naturale di fibre alimentari, che favoriscono il transito intestinale e la salute del microbiota. Inoltre, i polifenoli contenuti nel frutto hanno dimostrato proprietà anti-infiammatorie e cardioprotettive, che contribuiscono a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari e metaboliche.
Prospettive di mercato e sviluppo futuro
Sia in Italia che all’estero, la domanda di mango di alta qualità risulta in costante crescita. Entro questa prospettiva, la produzione siciliana – grazie alla vicinanza ai mercati europei e alla freschezza del prodotto – può dunque contare un vantaggio competitivo interessante rispetto ai Paesi extraeuropei.
Per sostenere questa crescita, però, la corretta gestione agronomica non basta e per fare la differenza sarà essenziale investire in ricerca e sviluppo, migliorando le tecniche di coltivazione e promuovendo il mango siciliano attraverso strategie di marketing mirate.
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Ilaria De Marinis
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