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La pitahaya, conosciuta anche come pitaya, frutto del drago o dragon fruit, è un frutto esotico originario dell’America Centrale e appartenente alle piante del genere Hylocereus e Selenicereus, entrambe della famiglia delle Cactaceae. Questo frutto affascinante si distingue per il suo aspetto unico, con una buccia vivace che può variare dal rosa acceso al giallo, caratterizzata da protuberanze simili a scaglie, che gli conferiscono il celebre nome di “frutto del dragone“. La polpa, dolce e rinfrescante, può essere bianca, rossa o viola, punteggiata da piccoli semi neri commestibili. Coltivata principalmente in Messico, America Centrale e Sud America, la pitahaya ha trovato una seconda casa in paesi asiatici come Vietnam, Thailandia e Cina, dove è ampiamente apprezzata sia per il suo sapore delicato che per le sue proprietà nutrizionali. Tra le diverse varietà, negli ultimi anni, quella gialla (Selenicereus megalanthus) ha suscitato un crescente interesse per le sue eccezionali qualità nutrizionali e per le sue proprietà bioattive. Tuttavia, rispetto alle varietà rosse più diffuse, la pitahaya gialla è ancora poco studiata. Di qui un recente lavoro pubblicato su Foods che ha esaminato in dettaglio le sue caratteristiche agronomiche, nutrizionali e post-raccolta, evidenziando il suo potenziale commerciale.
Le varietà di pitahaya
Attualmente esistono diverse varietà di pitahaya, distinte principalmente dal colore della buccia e della polpa.
- Pitahaya gialla (Selenicereus megalanthus): considerata la più dolce tra tutte le varietà, dal contenuto di zuccheri più elevato rispetto alle altre, si distingue per la buccia gialla e la polpa bianca.
- Pitahaya rossa con polpa bianca (Hylocereus undatus): è la varietà più comune a livello globale. Ha una buccia rossa con squame verdi e una polpa bianca. Il sapore è delicato e meno dolce rispetto alla pitahaya gialla.
- Pitahaya rossa con polpa rossa (Hylocereus costaricensis o Hylocereus polyrhizus): presenta sia la buccia che la polpa di colore rosso intenso, con un alto contenuto di antiossidanti, in particolare betacianine, responsabili della colorazione.
- Pitahaya rosa (Hylocereus guatemalensis): meno conosciuta, questa varietà mostra una tonalità di rosa sia nella buccia che nella polpa, e un sapore simile a quello della varietà rossa.
- Pitahaya selvatica (Stenocereus spp.): cresce in ambienti più aridi e ha una buccia più dura e spinosa. La polpa può essere di vari colori e il sapore è più intenso e leggermente acidulo.
Le varietà di pitahaya non solo differiscono nel gusto e nelle caratteristiche nutrizionali, ma anche nelle condizioni di coltivazione e nei tempi di maturazione. Le rosse tendono ad avere cicli di crescita più brevi rispetto alla pitahaya gialla, rendendole più accessibili per la coltivazione su larga scala.
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Frutto immaturo ( sinistra ) e frutto maturo ( destra ) che mostrano la buccia gialla, la polpa bianca e i semi neri. Fonte: Foods
Caratteristiche e coltivazione della pitahaya gialla
La pitahaya gialla cresce principalmente in Colombia, Ecuador, Perù e Venezuela, adattandosi bene a suoli sabbiosi e climi tropicali. A differenza delle varietà rosse, presenta una buccia gialla con squame prominenti e una polpa bianca ricca di piccoli semi neri. Il ciclo di crescita è più lungo rispetto alle altre varietà, richiedendo fino a 125 giorni per la maturazione completa. Questo frutto è altamente resistente alla siccità e tollera temperature elevate, rendendo la produzione adatta a molte regioni con condizioni climatiche avverse. La fioritura avviene durante la notte e l’impollinazione è facilitata da insetti e pipistrelli.
Dopo l’impollinazione, il frutto attraversa una fase di crescita sigmoide, con un rapido sviluppo iniziale seguito da un periodo di riempimento della polpa e accumulo di zuccheri. Durante la maturazione, la buccia cambia progressivamente colore dal verde al giallo intenso, segnalando il momento ottimale per la raccolta. Il frutto è non climaterico, il che significa che non continua a maturare dopo la raccolta, rendendo fondamentale una corretta determinazione del momento di raccolta per garantire la massima qualità organolettica e commerciale.
Conservazione e post-raccolta
La gestione post-raccolta della pitahaya gialla è fondamentale per garantirne la qualità e la durata di conservazione. Il frutto è particolarmente sensibile alla disidratazione e agli sbalzi termici, con una shelf-life che può essere prolungata mediante refrigerazione a temperature intorno ai 6 °C con un’umidità relativa dell’85-90%. Recenti studi hanno dimostrato che l’applicazione di regolatori di crescita come l’acido jasmonico e l’acido salicilico può migliorare le caratteristiche organolettiche e la resistenza al deterioramento. Anche il confezionamento in atmosfera modificata e l’uso di rivestimenti edibili a base di pectina sono strategie promettenti per prolungarne la freschezza.

Buccia e polpa di pitahaya gialla. Fonte: Foods
Proprietà nutrizionali e bioattive
Uno degli aspetti più interessanti della pitahaya gialla è la sua composizione chimica. Ricca di vitamine C e B, minerali come ferro e fosforo, e composti bioattivi con elevata attività antiossidante, questa varietà si distingue per i benefici sulla salute. La presenza di polifenoli e carotenoidi contribuisce alla sua azione anti-infiammatoria e al potenziamento del sistema immunitario. Inoltre, il basso contenuto di zuccheri semplici e l’elevata concentrazione di fibre favoriscono la regolazione della glicemia e della digestione.
Potenziale di mercato e applicazioni
Il crescente interesse per alimenti funzionali e ricchi di composti bioattivi ha portato a un aumento della domanda di pitahaya gialla nel mercato globale. In Spagna, ad esempio, la coltivazione di questo frutto è in espansione grazie alle sue elevate proprietà nutrizionali e alla capacità di adattamento ai climi mediterranei. Oltre al consumo fresco, la pitahaya gialla trova applicazione in prodotti trasformati come succhi, marmellate, yogurt e integratori alimentari. Inoltre, i sottoprodotti derivati dalla sua buccia, ricca di fibre e pigmenti naturali, possono essere valorizzati nell’industria alimentare e cosmetica.
Grazie alle sue straordinarie caratteristiche nutrizionali e alla sua versatilità, la pitahaya gialla rappresenta una risorsa preziosa per l’agricoltura sostenibile e l’industria alimentare. Ulteriori ricerche per ottimizzare le tecniche di coltivazione, migliorare la conservazione post-raccolta e valorizzare i suoi sottoprodotti potrebbero aprire la strada a nuovi sviluppi per questo tesoro esotico ancora poco conosciuto.
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Ilaria De Marinis
©fruitjournal.com