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Accanto alla grande produzione che da sempre sostiene l’economia regionale, la Puglia custodisce un patrimonio prezioso di eccellenze certificate, sintesi di territorio, saper fare e autenticità. Al 2024 si contano 22 prodotti agroalimentari DOP e IGP e 38 vini di qualità: numeri che raccontano una terra capace di distinguersi non solo per quantità, ma per valore, autenticità e legame profondo con i luoghi.
Emblema assoluto di questa ricchezza, non può che essere l’olio extravergine di oliva, anima profonda del territorio pugliese. Qui, la straordinaria varietà di condizioni pedoclimatiche e di cultivar autoctone dà vita a oli dalle caratteristiche organolettiche ampie e riconoscibili, capaci di raccontare il territorio in ogni sfumatura. A partire dall’olio extravergine di oliva Dauno DOP, che riflette la complessità del paesaggio della Capitanata: il suo colore, che oscilla dal verde al giallo, anticipa un profilo sensoriale che può passare dal fruttato all’erbaceo, dal dolce all’amaro, fino al mandorlato e al piccante, a seconda delle varietà utilizzate. Sulle colline brindisine, invece, prende forma la Collina di Brindisi DOP, un olio che nasce prevalentemente dalla varietà Ogliarola e che unisce un gusto fruttato intenso a leggere sensazioni di amaro e piccante.
Nell’Arco Jonico tarantino, le condizioni pedoclimatiche uniche danno origine all’olio Terre Tarentine DOP. Qui Leccino, Coratina, Ogliarola e Frantoio si incontrano per creare un extravergine dal profilo fruttato. Il cuore produttivo della regione pulsa nella Terra di Bari DOP, dove varietà iconiche come la Coratina, la Cima di Bitonto e l’Ogliarola Barese danno vita a oli di grande personalità. Scendendo verso sud, la Terra d’Otranto DOP esprime l’anima più mediterranea della Puglia. Qui dominano la Cellina di Nardò e l’Ogliarola Leccese, che regalano oli dal colore verde o giallo con riflessi luminosi. Ultimo, ma non per importanza, è l’Olio di Puglia IGP, che abbraccia l’intero territorio regionale e ne racchiude la straordinaria diversità. È un olio che nasce dall’incontro tra numerose cultivar autoctone, ambienti pedoclimatici differenti e tecniche colturali ed estrattive radicate nella tradizione.
A completare il mosaico delle eccellenze pugliesi non ci sono solo gli oli extravergini, ma anche le olive da mensa, veri gioielli del territorio. Tra queste spicca La Bella della Daunia DOP, frutto della varietà autoctona Bella di Cerignola. Dall’olio alle olive da mensa, ogni prodotto certificato diventa così sintesi della Puglia stessa: plurale, autentica, generosa.
Uva da tavola e agrumi: profumi, colori e tradizione dell’agricoltura pugliese
La Puglia non è soltanto terra di olivi. È anche patria dell’uva da tavola, uno dei cuori pulsanti dell’economia agricola regionale. Con il 57% dell’intera produzione nazionale concentrata nella regione e quasi la metà dell’uva italiana prodotta nella sola provincia di Bari, la Puglia svetta come primo polo produttivo in Europa. Un peso economico che si traduce in valore concreto: secondo ISMEA, Puglia e Sicilia insieme coprono il 94% della produzione nazionale, per un valore ai prezzi origine che raggiunge una media di 640 milioni di euro annui nel periodo 2018-2023.
Ma l’uva di Puglia non è solo una questione di numeri. Fin dall’Ottocento infatti l’Uva di Puglia, oggi prodotto certificato IGP, è apprezzato per la capacità di conservare intatte croccantezza, dolcezza e aspetto anche dopo lunghi viaggi verso i mercati esteri, quando esportare significava affrontare tempi e distanze ben più impegnativi di oggi. Oggi, le varietà più antiche – Italia, Regina, Victoria, Michele Palieri e Red Globe – stanno lentamente lasciando il posto alle novità senza semi, ma senza per questo rinunciare a una storia che riunisce tradizione, mani esperte e una passione agricola capace di attraversare intere generazioni. Ogni grappolo è il risultato di questo equilibrio: il sole della Puglia, la competenza dei produttori e una terra che, attraverso l’uva da tavola, continua a rinnovarsi, senza perdere il suo ruolo da protagonista nel panorama agricolo nazionale e internazionale.
Un insieme di fattori che nel tempo hanno favorito l’affermazione di altre colture all’interno dell’agricoltura pugliese. Prime fra tutte le Clementine del Golfo di Taranto IGP, frutti dorati e succosi che crescono nei comuni di Palagiano, Massafra, Ginosa, Castellaneta, Palagianello, Taranto e Statte. Qui, le mutazioni spontanee del mandarino comune hanno dato vita a varietà iconiche come il Grosso Puglia e il Precoce di Massafra, che già nel nome portano l’identità di una comunità intera. Nel cuore dello “sperone d’Italia”, tra le colline e la costa, crescono poi le Arance del Gargano IGP. Gli ecotipi locali – il Biondo Comune del Gargano, dalla polpa croccante e dorata, e la Duretta del Gargano, nota come “Arancia tosta” – maturano lentamente sulla pianta grazie a un clima temperato e unico in Italia, offrendo frutti dall’aroma intenso e dalla dolcezza equilibrata, raccolti con cura manuale da mani esperte. A completare questo ventaglio di profumi, il Limone Femminello del Gargano IGP, un frutto leggendario, coltivato nei suggestivi “Giardini d’agrumi”, dove l’acqua sgorga dalle sorgenti e arriva a ogni pianta attraverso un’antica rete di canali. Il risultato sono limoni dal profumo penetrante, dal sapore fresco e vivace, simbolo di un territorio che sa coniugare natura, cultura e tradizione agricola in modo unico.

I sapori della terra: le orticole di Puglia
Tra le eccellenze certificate della regione, un ruolo di primo piano spetta anche agli ortaggi, espressione viva di un territorio che continua a raccontarsi attraverso la sua terra. La Cipolla Bianca di Margherita IGP è uno di questi simboli: coltivata lungo la costa adriatica, nei comuni di Margherita di Savoia, Zapponeta e Manfredonia, sfrutta la vicinanza del mare e saperi colturali tramandati nel tempo, dando vita a bulbi bianchi, teneri e croccanti.
Scendendo nel Salento, la Patata Novella di Galatina DOP racconta un’altra storia di stagioni e attese. Coltivata in diversi comuni della provincia di Lecce, nasce esclusivamente dalla varietà Sieglinde ed è riconoscibile per la sua forma lungo-ovale e per la buccia giallo intenso, brillante, spesso ancora velata di terra.
Nel cuore della provincia di Brindisi, invece, prende vita il Carciofo Brindisino IGP, un ortaggio che unisce eleganza e sostanza. I suoi capolini cilindrici, compatti e freschi, raccontano la cura con cui vengono coltivati. Le brattee esterne, di un verde intenso con delicate sfumature violacee, proteggono un cuore chiaro e tenero, simbolo di una produzione che punta alla qualità senza compromessi.
A CURA DI: Federica Del Vecchio
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