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Fattore determinante per la produttività dei frutteti, l’impollinazione è da tempo sotto l’occhio del ciclone. Il cambiamento dell’uso del suolo, le monocolture, le pratiche agricole intensive e l’uso diffuso di agrofarmaci stanno riducendo l’attività degli insetti impollinatori, mettendo a rischio la fase di allegagione nei frutteti. A complicare la situazione interviene il cambiamento climatico, sempre più imprevedibile, che in molti casi provoca una desincronizzazione tra fioritura e attività degli insetti, diminuendo la vitalità del polline e compromettendo il successo dell’impollinazione naturale.
In questo contesto è nata BioPollen, azienda cilena che dal 2019 sviluppa una tecnologia di impollinazione assistita basata sull’estrazione e la conservazione del polline in un mezzo liquido, offrendo agli agricoltori uno strumento concreto per proteggere e incrementare la produzione.
L’impollinazione assistita di BioPollen
L’iniziativa di BioPollen nasce all’interno di un gruppo agricolo con decenni di esperienza nella produzione di frutta da esportazione, con un focus particolare sull’avocado. Gli esperti, infatti, hanno osservato che ogni albero produce migliaia di fiori, ma meno dello 0,1% arriva a diventare frutto. Un potenziale enorme, fino a oggi inutilizzato, che i ricercatori hanno deciso di valorizzare. A complicare il quadro, i fiori di avocado attirano poco le api, rendendo l’impollinazione naturale ancora più limitata. La soluzione ideata dall’azienda combina innovazione e tecnica: i fiori vengono raccolti manualmente poco prima dell’apertura, il momento in cui il polline è più abbondante e facile da estrarre grazie a un processo proprietario.
Il polline viene poi conservato a basse temperature per settimane e distribuito nei frutteti tramite droni, elicotteri o aerei, a seconda delle dimensioni e della conformazione del terreno. L’obiettivo è chiaro: aumentare la quantità di polline vitale che raggiunge i fiori femminili, migliorando così l’allegagione.

Fonte: Biopollen
Risultati e applicazioni future
I dati aziendali confermano l’efficacia della tecnologia: l’impollinazione assistita consente di aumentare la produzione di avocado di circa il 20%, con risultati ancora più significativi negli anni caratterizzati da condizioni climatiche avverse. Va sottolineato che questa tecnica non sostituisce le api, ma le affianca, potenziandone l’efficacia. In alcuni casi, l’impollinazione assistita è stata applicata anche in totale assenza di insetti, garantendo comunque raccolti soddisfacenti e aprendo nuove prospettive per la frutticoltura moderna.
Ma non finisce qui. Dopo aver perfezionato il metodo sugli avocado, BioPollen ha esteso la sua tecnologia ad altre colture di alto valore come mandorle, ciliegie, nocciole e pistacchi. Sono state condotte anche sperimentazioni su mais e altre colture annuali, con incrementi produttivi che in alcuni casi hanno raggiunto il 40%. Attualmente, la tecnologia è in fase di convalida su kiwi, noci, mirtilli e altre colture, mentre l’azienda collabora con università internazionali per confermare scientificamente i risultati.
BioPollen: innovazione globale e opportunità per l’Italia
Oggi BioPollen opera in Cile, Stati Uniti, Perù e Colombia, portando innovazione e sostenibilità in migliaia di ettari coltivati e aprendo la strada a una frutticoltura più sicura e produttiva. L’azienda ha superato i 10.000 ettari di superficie coltivata nelle Americhe, con un tasso di crescita annuo vicino al 30%, e solo nell’ultima stagione la tecnologia è stata applicata su circa 5.000 ettari. Nel frattempo, il team continua a perfezionare il metodo, migliorando precisione ed efficienza.
E per l’Italia? L’introduzione di sistemi di impollinazione assistita potrebbe rappresentare un’opportunità concreta per aumentare la produttività e la stabilità dei frutteti, proteggere gli impollinatori naturali e innovare il settore agricolo. La chiave del successo sarà però un approccio equilibrato, capace di integrare tecnologia, ricerca scientifica e pratiche agricole sostenibili, adattandosi alle specificità del territorio italiano.
Federica Del Vecchio
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