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Dai filari illuminati dalla luce dorata di fine estate arriva una protagonista destinata a far parlare di sé: la mela Coryphée. Questa nuova arrivata nel panorama ortofrutticolo è il frutto di un lungo e rigoroso lavoro di selezione avviato nel 2012 da Zouk, azienda familiare specializzata nella creazione di nuove varietà. Tra migliaia di incroci, la Coryphée si è distinta per le sue caratteristiche eccezionali, conquistandosi a pieno titolo lo status di prodotto d’eccellenza.
Sebbene la sua storia abbia avuto origine in Belgio, la Coryphée ha dimostrato grande versatilità agronomica anche in Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito, dove le prove di coltivazione hanno registrato risultati altrettanto convincenti. Un debutto promettente che conferma il suo potenziale per affermarsi stabilmente nel panorama ortofrutticolo europeo.
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La mela Coryphée: le caratteristiche
Il frutto si distingue per una buccia vivacemente colorata, con un sovraccolore rosso-arancio che si adagia su un fondo giallo, talvolta impreziosito da leggere striature. La percentuale di colorazione varia dal 50 al 100% della superficie, mentre il calibro medio oscilla tra i 75 e gli 85 millimetri. La polpa, di un giallo chiaro, è piacevolmente croccante e mantiene la sua consistenza anche dopo lunghi periodi di conservazione: se riposta correttamente in frigorifero, la Coryphée può rimanere intatta fino ai primi di gennaio.
Ma quali sono le esigenze della pianta? Per sviluppare appieno la sua caratteristica intensità cromatica, la varietà richiede una marcata escursione termica tra il giorno e la notte. La fioritura avviene a metà stagione e la pianta mostra una leggera sensibilità alle gelate notturne. La raccolta si colloca circa una settimana prima della Golden, con una durezza media del frutto compresa tra 8 e 9 kg/cm². Gli impollinatori più adatti sono Golden, Granny Smith e Idared.
Dal punto di vista vegetativo, la pianta presenta una crescita moderata e basale, con rami dalla base piatta. La fruttificazione avviene prevalentemente su gemme terminali robuste, caratteristica che contribuisce a evitare fenomeni di alternanza produttiva. Si tratta di una varietà estremamente prolifica, tanto da richiedere un attento diradamento per mantenere i calibri entro valori ottimali: le pezzature migliori, infatti, si attestano infatti tra i 75 e gli 80 millimetri.
Un vantaggio chiave: resistenza naturale
Uno degli aspetti più rilevanti della Coryphée è la sua elevata resistenza genetica alla ticchiolatura e alla peronospora, due delle principali avversità del melo. Questa caratteristica consente agli agricoltori di ridurre sensibilmente l’impiego di trattamenti fitosanitari, con un impatto positivo sia sui costi di produzione sia sull’ambiente.
Il risultato è un frutto più sano e sostenibile, che può essere commercializzato come prodotto a basso contenuto di residui, in linea con le richieste di un pubblico sempre più attento alla qualità e alla sicurezza alimentare.

Fonte: www.nicolai.be
Diffusione e prospettive di mercato
La produzione della Coryphée è oggi affidata a tre realtà specializzate – Neven Fruits, Wolfcarius e Gebroeders Bangels – che hanno creduto fin da subito sul potenziale di questa nuova varietà. I risultati non si sono fatti attendere: i frutteti più giovani, infatti, hanno già raggiunto il terzo anno di produzione, confermando l’espansione rapida e costante della filiera. Sul fronte commerciale, la distribuzione è attualmente riservata in esclusiva alla catena Colruyt. Tuttavia, questa fase di lancio controllato ha i giorni contati: l’accordo scadrà il 1° gennaio 2027, momento in cui la Coryphée diventerà una varietà libera e disponibile per l’intero mercato. Proprio in vista di questa apertura, l’interesse da parte di produttori e distributori sta crescendo in maniera significativa, preannunciando un futuro di forte espansione.
In un contesto in cui i consumatori cercano prodotti buoni, sostenibili e affidabili, la mela Coryphée sembra avere tutte le carte in regola per imporsi come una delle mele di riferimento dei prossimi anni. Unendo innovazione genetica, rispetto per l’ambiente e qualità organolettica superiore, si candida a diventare un punto di incontro perfetto tra le esigenze di chi la coltiva e le aspettative dei consumatori.
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Federica Del Vecchio
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