Agricoltura biologica, in Campania cresce la superficie

Con un’incidenza del 21% sul totale della superficie coltivata, nella regione partenopea cresce il bio. A confermarlo i dati Bioreport 2023

da Donato Liberto
agricoltura biologica

La Campania si conferma una delle regioni di punta nel panorama dell’agricoltura biologica italiana. Secondo il Bioreport 2023, curato dalla Rete Rurale Nazionale e giunto alla sua decima edizione, la regione partenopea continua a registrare dati positivi e una crescita costante nel settore.

Agricoltura biologica in Campania: in crescita superfici e aziende 

Con 102.895 ettari di superficie agricola utilizzata (SAU) destinata al biologico, la Campania raggiunge un’incidenza del 20,9% sulla SAU totale, segnando un incremento dell’1,1% rispetto all’anno precedente. Questo dato conferma l’impegno della regione nella promozione di pratiche agricole sostenibili e nella valorizzazione delle sue produzioni tipiche.

Le aziende biologiche campane, pur avendo una dimensione media di 15,1 ettari, si distinguono per la specializzazione nei seminativi (41% della SAU biologica regionale) e nella produzione di frutta in guscio (oltre il 10%). Questa tendenza riflette la vocazione territoriale e la qualità delle colture tipiche locali, che trovano un mercato sempre più attento alla sostenibilità e alla qualità dei prodotti.

A seguire il trend positivo, anche il numero di operatori biologici impiegati in Campania, cresciuto significativamente tanto da raggiungere quota 7.473 (+2,1% rispetto al 2022). Tra questi, i produttori esclusivi sono 6.244 (+2,5%), mentre produttori/trasformatori e trasformatori esclusivi registrano una crescita più contenuta (+0,2%).

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Le dichiarazioni di Confagricoltura Campania

Secondo i vertici di Confagricoltura Campania, il Bioreport 2023 evidenzia “come l’agricoltura biologica rappresenti un pilastro fondamentale per lo sviluppo sostenibile dell’economia regionale, confermando il ruolo della Campania come esempio virtuoso a livello nazionale”. Tuttavia, non mancano le sfide da affrontare, tra cui l’ampliamento della dimensione media delle aziende, la diversificazione produttiva e il miglioramento dell’accesso ai mercati.

Fondamentale sarà poi investire nella trasformazione delle materie prime biologiche al fine di accrescere il valore aggiunto del settore e migliorare la competitività delle aziende campane.

Le specificità territoriali nelle province campane

L’agricoltura biologica è distribuita in modo differenziato nelle cinque province campane, ciascuna con peculiarità produttive e vocazioni territoriali.

  • Napoli si caratterizza per la forte presenza di coltivazioni specializzate, come il melo e altri frutteti, che alimentano la filiera locale e la commercializzazione diretta.
  • Salerno è la provincia leader per superficie biologica, con una forte specializzazione in frutta, olivicoltura e ortofrutta destinata anche all’export. Qui le aziende si distinguono per l’innovazione nei metodi agronomici.
  • Avellino vede la coltivazione biologica concentrarsi su frutta in guscio e cereali, grazie alle condizioni climatiche favorevoli dell’Irpinia.
  • Benevento registra una forte presenza di foraggere biologiche e olivicoltura, in un contesto di agricoltura sostenibile sempre più attenta alla tutela ambientale.
  • Caserta punta sulla viticoltura biologica, mantenendo un equilibrio tra seminativi e colture permanenti.

I dati del Bioreport 2023 confermano così il ruolo di primo piano della Campania nel settore del biologico, con una crescita costante e una produzione sempre più orientata alla qualità e alla sostenibilità. Per garantire uno sviluppo duraturo, sarà però necessario affrontare le sfide con politiche mirate e investimenti strategici.

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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