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Coltivare in montagna non è solo una scelta produttiva, ma un presidio essenziale per la tutela del territorio, del paesaggio e delle comunità rurali. Tuttavia, operare in questi contesti significa affrontare condizioni ambientali complesse e costi di produzione più elevati. Proprio per contrastare l’abbandono delle superfici agricole, sostenere la permanenza delle imprese nelle aree svantaggiate e preservare il valore ecologico, paesaggistico ed economico del territorio rurale, la Regione Toscana ha attivato l’intervento SRB01 – Sostegno alle zone con svantaggi naturali montane, rivolto alle aziende agricole che operano in aree montane, dove altitudine, pendenza dei terreni e difficoltà orografiche limitano le opportunità di reddito.
Agricoltura di montagna: chi può beneficiare e quali superfici sono ammesse
Il sostegno è rivolto agli agricoltori in attività, così come definiti dal Piano Strategico della PAC 2023-2027, che conducono superfici agricole situate in aree montane riconosciute come ammissibili. Rientrano nel perimetro dell’intervento i terreni localizzati nelle zone montane designate ai sensi dell’articolo 32 della normativa europea di riferimento.
Le superfici interessate devono essere correttamente dichiarate e validate nel fascicolo aziendale; il mancato rispetto dei requisiti di ammissibilità, fatta eccezione per i casi di forza maggiore o circostanze eccezionali, comporta la perdita del diritto al contributo.
Importo del sostegno e durata dell’impegno
Per l’annualità 2026, la dotazione finanziaria destinata all’intervento SRB01 ammonta a 7,5 milioni di euro, confermando l’impegno della Regione Toscana a favore dell’agricoltura montana. L’aiuto consiste in un pagamento annuale per ettaro di superficie agricola utilizzata (SAU), finalizzato a compensare gli svantaggi strutturali legati alla localizzazione montana. Alle aziende agricole interessate è riconosciuto un contributo pari a 360 euro per ettaro, a prescindere dalla tipologia di coltura praticata, a condizione che le superfici restino regolarmente coltivate per l’intera durata dell’impegno, ossia dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026.
Qualora le risorse finanziarie disponibili non siano sufficienti a coprire l’intero fabbisogno, l’importo viene ridotto tramite una ripartizione proporzionale tra i beneficiari, applicando un criterio di degressività. Il contributo annuo riconoscibile è comunque compreso tra un minimo di 250 euro e un massimo di 25.000 euro per domanda.

Come presentare la domanda
La domanda di sostegno deve essere presentata entro il 15 maggio 2026, salvo eventuali proroghe stabilite a livello nazionale. La procedura è esclusivamente informatizzata e deve essere effettuata tramite la piattaforma dell’Anagrafe regionale delle aziende agricole, gestita da ARTEA, accessibile dal sito ufficiale www.artea.toscana.it.
La domanda deve essere sottoscritta e trasmessa secondo le modalità previste dal decreto del Direttore di ARTEA n. 140 del 31 dicembre 2015 e successive modifiche e integrazioni. Per il testo completo del bando, gli aggiornamenti e i dettagli operativi, è possibile consultare il sito istituzionale della Regione Toscana, punto di riferimento per tutte le misure del CSR e del PSP 2023-2027.
Federica Del Vecchio
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