Xylella, individuato un ulivo infetto a Bitonto

Un caso al momento isolato, ma sufficiente a far scattare i protocolli di contenimento e riaccendere l’attenzione sul fronte nord dell’emergenza Xylella

da Donato Liberto
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Un nuovo caso di Xylella si aggiunge alla mappa dei focolai pugliesi. Un ulivo infetto da Xylella fastidiosa sottospecie pauca è stato individuato nel territorio comunale di Bitonto, in provincia di Bari, nel corso delle attività di sorveglianza fitosanitaria dell’Osservatorio regionale. A darne notizia è Coldiretti Puglia, che parla di un episodio “al momento isolato”, ma che richiede l’immediata attivazione delle misure previste dalla normativa.

Il ritrovamento rientra nella zona delimitata di Modugno, un perimetro di contenimento in cui i controlli sono più serrati proprio per intercettare precocemente nuovi focolai. Il caso di Bitonto, però, non è isolato nel quadro più ampio dell’area metropolitana barese: negli ultimi mesi, nuovi episodi sono stati segnalati tra Giovinazzo e Palese, a conferma di una pressione che resta costante sul fronte nord dell’infezione.

Un fronte che si sposta: il contesto dei nuovi ritrovamenti

Negli ultimi anni, la strategia di contenimento della Xylella in Puglia si è progressivamente adattata allo spostamento del batterio, con un sistema di zone delimitate e controlli sempre più serrati nelle aree di confine. La fascia nord del Barese è oggi uno dei punti più sensibili di questo fronte.

I casi intercettati tra Giovinazzo e Palese hanno già mostrato come la sorveglianza attiva resti l’unico strumento in grado di individuare per tempo nuovi focolai e intervenire prima che l’infezione possa diffondersi in modo incontrollato. In questo scenario si inserisce anche il ritrovamento di Bitonto, che rientra formalmente nella zona delimitata di Modugno, un perimetro disegnato proprio per intercettare e circoscrivere nuovi episodi.

Come sottolinea Coldiretti Puglia nel comunicato diffuso sui propri canali, “nel territorio di Bitonto (BA) è stata individuata una pianta di olivo infetta da Xylella fastidiosa sottospecie pauca, nell’ambito delle attività di sorveglianza fitosanitaria dell’Osservatorio Fitosanitario della Regione Puglia». Un caso che, pur essendo al momento isolato, “impone l’immediata applicazione delle misure previste dalla normativa europea, nazionale e regionale”.

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La conferma dal CNR e il protocollo di intervento

L’infezione è stata confermata dal CNR di Bari, laboratorio nazionale di riferimento. Un passaggio formale che attiva automaticamente l’intero protocollo previsto dalla normativa fitosanitaria.

Il provvedimento adottato dall’Osservatorio Fitosanitario regionale prevede l’estirpazione immediata della pianta risultata infetta e di tutte le piante di olivo presenti nel raggio di 50 metri, indipendentemente dal loro stato fitosanitario. Sono inoltre previste la rimozione delle piante sintomatiche o sospette e la distruzione controllata del materiale vegetale. Restano escluse dalle misure di estirpazione, qualora presenti nell’area interessata, le specie non suscettibili alla Xylella fastidiosa sottospecie pauca, come agrumi, pesco, albicocco e susino.

L’obiettivo è chiaro: evitare qualsiasi ulteriore possibilità di diffusione del batterio. Si tratta di misure drastiche, ma pensate per agire in modo preventivo, eliminando ogni possibile fonte di inoculo prima che l’infezione possa espandersi.

In questo quadro rientrano anche i casi più delicati, come quello di eventuali ulivi monumentali presenti nelle aree interessate. Per queste piante, che hanno un valore storico, paesaggistico e culturale riconosciuto, la normativa prevede procedure specifiche e valutazioni dedicate. Tuttavia, la tutela non esclude automaticamente l’abbattimento, qualora venga accertata la positività al batterio.

Ristori e sostegno alle aziende

Accanto agli aspetti fitosanitari, resta aperto uno dei nodi più delicati: quello economico. L’estirpazione obbligatoria comporta perdite immediate per le aziende agricole coinvolte, che si trovano a rinunciare a piante spesso produttive.

Coldiretti Puglia ricorda che, a fronte delle misure imposte, è prevista la possibilità di riconoscimento di un contributo economico per ogni albero estirpato, nell’ambito del regime di aiuti regionali. Un sostegno che, secondo l’associazione, deve essere rapido, certo e adeguato.

Nel comunicato, Coldiretti ribadisce che “la Xylella fastidiosa resta una delle emergenze più gravi per l’agricoltura pugliese” e che “servono interventi tempestivi, rigore scientifico e sostegno concreto agli agricoltori, per difendere il patrimonio olivicolo e il territorio”.

Un’emergenza che resta aperta

Il caso di Bitonto riporta in primo piano una realtà che in Puglia è ben nota: la partita con la Xylella è tutt’altro che chiusa. Il contenimento resta un equilibrio fragile, fatto di monitoraggi costanti, interventi rapidi e decisioni spesso impopolari, ma necessarie.

Ogni nuovo ritrovamento, anche se isolato, rappresenta un banco di prova per l’intero sistema: dalla capacità di intercettare precocemente i focolai fino al sostegno concreto alle aziende che si trovano a pagare il prezzo più alto di questa emergenza.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

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