Indice
45 miliardi di euro in più per la Politica agricola comune già dal 2028. È questa la modifica chiave annunciata da Bruxelles alla proposta di nuovo Quadro finanziario pluriennale (QFP) 2028-2034, la cornice che definirà il bilancio dell’Unione europea nei prossimi sette anni. Una revisione sostanziale, arrivata in risposta alle richieste dell’Italia, che rafforza il peso della PAC nel futuro assetto della spesa europea e riporta l’agricoltura al centro del negoziato sul bilancio Ue.
Questa decisione rappresenta uno degli snodi più delicati del negoziato sul nuovo bilancio europeo e riflette una mediazione tra le esigenze dei Paesi produttori di agroalimentare all’interno dell’Unione e l’ambizione di Bruxelles di modernizzare il QFP per adattarlo alle sfide globali, digitali e geoeconomiche.
La parola di Giorgia Meloni: soddisfazione e condizioni italiane
La decisione della Commissione è stata salutata con soddisfazione dal governo italiano. “Accolgo con soddisfazione la decisione della Commissione Europea di modificare, come richiesto dall’Italia, la proposta di nuovo quadro finanziario pluriennale per rendere disponibili, già dal 2028, ulteriori 45 miliardi di euro per la Politica Agricola Comune” – ha infatti dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Come da lei sottolineato, assieme alle risorse aggiuntive assegnate lo scorso novembre per venire incontro alle richieste del Parlamento europeo, tale iniziativa “non solo raggiunge l’obiettivo di confermare anche per il futuro, come richiesto dagli agricoltori italiani ed europei, il livello attuale di finanziamento, ma mette a disposizione risorse aggiuntive”.
Il riferimento italiano alla “linea di buon senso a sostegno dell’agricoltura europea” mira a garantire che la PAC resti un elemento centrale del bilancio Ue, anche alla luce delle trasformazioni politiche e commerciali in corso a livello globale.

Ma cos’è il nuovo quadro finanziario pluriennale
Il Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) è il bilancio a lungo termine dell’Unione europea, che copre un arco di sette anni. La proposta attuale, avanzata dalla Commissione nel luglio 2025, prevede un budget complessivo di quasi 2000 miliardi di euro per il periodo 2028-2034. Lo scopo è sostenere le principali priorità dell’Ue, tra cui coesione sociale e territoriale, competitività, ricerca, sicurezza, politica estera e – non ultimo – l’agricoltura.
Come già raccontato, rispetto alle bozze iniziali, la nuova formulazione del bilancio prevede una maggiore flessibilità nell’erogazione dei fondi e una semplificazione delle regole di accesso per gli Stati membri, con l’obiettivo di accelerare gli investimenti e rispondere meglio alle emergenze e alle necessità strategiche. L’anticipazione dei 45 miliardi per la PAC è particolarmente significativa: si tratta di risorse che in origine sarebbero state disponibili solo a seguito di una revisione intermedia del QFP, ma che ora possono essere spese sin dall’avvio del nuovo ciclo di bilancio grazie alla revisione concordata dalla Commissione.
Mercosur: perché i fondi agricoli sono centrali per l’accordo
Una delle principali ragioni dietro l’urgenza di aumentare le risorse per la PAC è il legame con l’accordo di libero scambio tra l’Unione europea e il Mercosur, il blocco sudamericano che include Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay.
L’intesa commerciale – in discussione da oltre due decenni – mira ad abbassare tariffe e barriere tra il mercato europeo e quello dei principali Paesi agricoli del Sud America. Tuttavia, alcuni Stati membri europei, tra cui l’Italia, hanno espresso forti preoccupazioni: l’apertura del mercato rischia infatti di aumentare la concorrenza sui prodotti agricoli e di mettere sotto pressione molti agricoltori europei.
In questo contesto, la Commissione ha visto nella revisione del bilancio e nel potenziamento della PAC uno strumento per attenuare le preoccupazioni interne e facilitare l’approvazione dell’accordo Mercosur da parte dei governi nazionali e dei parlamenti. Il rafforzamento della PAC appare così come una sorta di “garanzia” aggiuntiva per i settori agricoli dell’Ue, insieme alle salvaguardie su standard sanitari e ambientali richieste nel negoziato commerciale.
Implicazioni e prossimi passaggi
L’accordo sul fronte bilancio non è ancora definitivo: il via libera politico all’accordo è infatti atteso nei prossimi giorni, con il passaggio formale in sede di Coreper (Comitato dei Rappresentanti Permanenti, ossia l’organo preparatorio fondamentale del Consiglio dell’Unione Europea) e la successiva firma dei trattati, passaggi che richiedono un consenso interno ancora fragile sul fronte agricolo.
Allo stesso tempo, il collegamento tra PAC e Mercosur indica come la politica di bilancio europea sia sempre più intrecciata con questioni geopolitiche e commerciali. Per l’Italia, ottenere maggiori risorse per la PAC è visto non solo come una conquista per il settore agricolo, ma anche come un elemento chiave per sostenere la propria posizione in un negoziato di portata storica.
- Leggi anche: PAC 2025, via ai saldi: cosa cambia
Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com