Pozzi irregolari in Puglia: arriva la sanatoria 2025

Nuove regole, controlli più severi e un percorso chiaro per chi vuole mettersi in regola: ecco novità, scadenze, beneficiari

da Ilaria De Marinis
pozzi puglia

Quando il Consiglio regionale pugliese ha approvato all’unanimità la Legge Regionale 7/2025, ha messo un punto fermo su una delle questioni più delicate nel rapporto fra agricoltura, risorse idriche e tutela ambientale: la gestione dei pozzi. Una normativa attesa da anni, che porta finalmente ordine in un settore caratterizzato da norme frammentarie, prassi locali e migliaia di pozzi non autorizzati.
La nuova legge introduce regole uniche per ricerca, estrazione e utilizzo delle acque sotterranee e superficiali, riorganizza completamente le procedure amministrative e apre ufficialmente la strada alla sanatoria dei pozzi esistenti non autorizzati, un passaggio cruciale per centinaia di aziende agricole e privati.

Pozzi e utilizzo dell’acqua: cosa cambia con la nuova legge

Cosa è cambiato? La nuova legge – approvata il 30 maggio 2025 – disciplina in modo organico tutti gli aspetti relativi a ricerca, estrazione, derivazione e utilizzo delle acque pubbliche, sostituendo norme ormai superate e offrendo un impianto chiaro sia agli agricoltori sia agli uffici competenti.
Sei gli elementi principali:

  • la durata delle concessioni fissata a un massimo di 15 anni, con obbligo di analisi chimiche e batteriologiche ogni tre anni;
  • l’introduzione del canone binomiale (una quota fissa e una variabile), in sostituzione della precedente tariffa unica;
  • l’obbligo di installazione di contatori e comunicazione dei volumi prelevati tramite la piattaforma regionale;
  • nuovi obblighi nelle Zone Vulnerabili ai Nitrati (ZVN) e controlli più severi;
  • il divieto assoluto di cessione dell’acqua a terzi, a qualsiasi titolo;
  • sanzioni più chiare e più incisive per chi non rispetta le prescrizioni.

La Regione ha inoltre integrato tutte le procedure sulla piattaforma telematica “Procedimenti Derivazioni Idriche”, che diventa l’unico canale ufficiale per richieste, rinnovi, comunicazioni e controlli.

Questa normativa – ha spiegato Massimiliano Lamendola, responsabile Acque sotterranee della Regione, in un incontro tecnico-divulgativo promosso da CIA Due Mari – permette di sanare il pregresso e sistemare innumerevoli casistiche. Puntiamo all’utilizzo consapevole di una risorsa preziosa ma sempre più precaria”.

pozzi sanatoria puglia

La sanatoria dei pozzi 2025: chi deve mettersi in regola

La novità più attesa è la sanatoria per pozzi esistenti non autorizzati, uno strumento che permette di evitare sanzioni, chiusure forzate e provvedimenti di ripristino.
Secondo la normativa, sono tenuti a presentare domanda di regolarizzazione:

  • proprietari e conduttori di terreni agricoli con pozzi in falda superficiale o profonda;
  • utenti in possesso della sola autorizzazione alla ricerca ma privi di concessione d’emungimento;
  • titolari di pozzi mai denunciati, privi di autorizzazione o storicamente “tollerati”;
  • privati con pozzi a uso domestico o antincendio non censiti;
  • utilizzatori di pozzi situati in aree soggette a contaminazione salina.

Per quanto riguarda l’iter, la procedura richiede:

  1. la dichiarazione del pozzo non autorizzato tramite piattaforma digitale;
  2. la domanda di concessione o di regolarizzazione presso l’ente competente;
  3. la relazione tecnica di un professionista abilitato (geologo o ingegnere), comprensiva di rilievi, documentazione storica, conformità tecnica e valutazione dell’uso idrico;
  4. il rispetto dei limiti di legge: distanza da altri punti di captazione, portata massima, rispetto delle norme nelle ZVN, obbligo di contatori.

Per farlo c’è tempo fino al 24 febbraio 2026.

Come riportato dal vicepresidente regionale vicario di CIA Puglia, Giannicola D’Amico, la legge “introduce norme chiare e specifiche rispetto al passato. Il comparto agricolo l’attendeva da anni, anche se restano margini per migliorarla con il contributo dei tecnici. Il tema dell’acqua è oggi una delle emergenze più attuali”.

Cosa cambia per agricoltori, aziende e privati

Regolarizzare un pozzo non è solo un obbligo di legge: significa proteggere l’attività agricola o industriale, evitare sanzioni e valorizzare il proprio immobile. La nuova normativa introduce infatti un sistema di identificazione univoca di ogni derivazione, tramite una targa permanente da installare obbligatoriamente presso l’opera di presa, e un sistema informatico che permette controlli puntuali e incrociati.

Per i soggetti che si mettono in regola, la concessione garantisce:

  • uso legittimo della risorsa;
  • certezza giuridica e continuità dell’attività;
  • accesso a contributi e misure agricole che richiedono pozzi autorizzati;
  • prevenzione delle chiusure e dei provvedimenti sindacali.

Per gli agricoltori pugliesi, inizia dunque una nuova era: chi utilizza l’acqua in modo corretto viene tutelato da un sistema più trasparente e controllato, mentre chi preleva in modo abusivo viene esposto a sanzioni, revoche e obblighi di ripristino.

In un contesto segnato da siccità ricorrenti, aumento dei consumi e salinizzazione delle falde, la sanatoria dei pozzi 2025 non è solo una regolarizzazione: è un passo strutturale verso una gestione più responsabile della risorsa idrica, fondamentale per il futuro dell’agricoltura pugliese. 

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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