Pesca e Nettarina di Romagna IGP: 2025 da ricordare

Secondo il Consorzio di Tutela, a garantire il risultato della campagna commerciale qualità dei frutti, tenuta delle forniture e una percezione del marchio in crescita

da Ilaria De Marinis

La campagna commerciale 2025 della Pesca e Nettarina di Romagna IGP si chiude con un bilancio più che positivo: qualità dei frutti, tenuta delle forniture e una percezione del marchio in crescita hanno trasformato una stagione partita sotto la pressione di condizioni climatiche avverse in una vetrina di successo per la Romagna ortofrutticola. A darne notizia è proprio il Consorzio di Tutela e Valorizzazione della Pesca e Nettarina di Romagna IGP, che – attraverso il lavoro di analisi del CSO Italy – ha individuato alcuni punti chiave della stagione conclusa: stabilizzazione delle superfici coltivate dopo il calo dei primi anni Duemila, un costante rinnovamento varietale capace di alzare ulteriormente l’asticella qualitativa e una ripresa dei consumi, trainati soprattutto dalle nettarine. Dati, numeri e testimonianze che raccontano non solo una buona annata commerciale, ma anche il consolidarsi di un modello produttivo che punta sulla distintività territoriale e sulla forza di una denominazione sempre più riconosciuta dentro e fuori i confini nazionali.

Italia e Germania premiano l’identità

In Italia la campagna 2025 ha beneficiato di un rinnovato interesse della grande distribuzione e dei consumatori per i prodotti certificati di origine. Le pesche e nettarine di Romagna IGP hanno trovato spazi crescenti sugli scaffali, rafforzando il legame tra territorio e acquisto quotidiano. Altrettanto positivo il riscontro della Germania, primo mercato estero di riferimento: i consumatori tedeschi si muovono ormai in cluster sempre più definiti e mostrano un’attenzione crescente verso il localismo certificato. Le occasioni di consumo si moltiplicano – dai frutti freschi agli smoothie, fino alle ricette plant-based – ampliando le prospettive di mercato per un prodotto che unisce gusto e identità. Non solo. Importante si è rivelato anche il progetto PSR della Regione Emilia-Romagna, che ha finanziato attività di comunicazione e promozione capaci di dare visibilità al marchio IGP sui mercati, sostenendo il posizionamento del prodotto nei mercati. 

Pesca e Nettarina di Romagna IGP: una filiera che si rinnova e si consolida

Come sottolineato, però, a sostenere il rilancio è stato soprattutto il lavoro certosino sulla filiera. Secondo CSO Italy, dopo il crollo delle superfici nei primi anni ’20 si registra oggi una stabilizzazione delle aree coltivate in Romagna e un rinnovamento varietale continuo, in grado di garantire frutti più performanti e adatti alle nuove richieste del mercato. Anche i consumi tornano a crescere: in Italia, leader europeo con circa 15 kg annui pro capite, negli ultimi due anni si è registrato un aumento del 4%, trainato in particolare dalle nettarine. Nonostante un leggero calo nei primi mesi del 2025 per la minore disponibilità di prodotto, la tendenza di fondo resta positiva. E la Romagna sembra aver trovato la ricetta per trasformare una fase di crisi in un’occasione di riposizionamento.

Pesca e Nettarina di Romagna IGP

La sfida del futuro: varietà, comunicazione, sostenibilità

Il successo della campagna non chiude il dibattito, lo apre. Al netto dei risultati conseguiti, infatti, produttori e consorziati concordano sulla necessità di aggiornare il disciplinare con nuove varietà più resistenti e capaci di mantenere standard elevati in termini di dolcezza, succosità e grado zuccherino. Allo stesso tempo sarà decisivo rafforzare la comunicazione, soprattutto digitale, per consolidare la riconoscibilità del marchio e intercettare consumatori sempre più consapevoli. Sostenibilità e innovazione diventano parole chiave: dagli investimenti su filiera e logistica alla valorizzazione del localismo come leva competitiva. La Romagna ortofrutticola, insomma, non guarda solo al buon esito del 2025, ma a un percorso di crescita che punta a rendere la sua pesca e nettarina un simbolo sempre più forte del made in Italy agroalimentare.

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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