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Un nuovo, importante traguardo nella lotta contro Xylella con il tavolo tecnico organizzato presso il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (Masaf ) lo scorso mercoledì 26 febbraio 2025 per discutere dell’emergenza che dal 2013 interessa il territorio pugliese.
Per la prima volta, l’incontro ha riunito rappresentanti del governo, delle regioni e delle associazioni agricole, con l’obiettivo di definire una strategia condivisa per contrastare efficacemente la diffusione della Xylella e promuovere la rigenerazione delle aree colpite. Alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, il Ministro Francesco Lollobrigida, il Sottosegretario Patrizio La Pietra, rappresentanti delle regioni Puglia e Basilicata, e diverse organizzazioni agricole.
Tavolo tecnico Xylella, il Ministro Lollobrigida: “Siamo di fronte a una svolta”
Durante l’incontro, il Ministro Lollobrigida ha sottolineato l’importanza di un approccio strutturale e non emergenziale nella gestione della Xylella, evidenziando la necessità di interventi coordinati tra tutti gli attori coinvolti.
“Stiamo finalmente di fronte a una svolta. Per la prima volta, oggi, abbiamo riunito tutti gli attori della filiera: dalle istituzioni ai rappresentanti del territorio, dal mondo della ricerca alle associazioni di categoria, che hanno sensibilità sia come operatori sia come soggetti politici, rispetto a un problema che è al tempo stesso un’emergenza, a causa della costante espansione della Xylella, e una questione consolidata, che non va affrontata con logiche emergenziali, ma con interventi strutturali” – ha infatti dichiarato. “L’organizzazione di questa riunione, con il coinvolgimento anche del Ministero della Salute e del Ministero dell’Ambiente, insieme alle regioni – in particolare Puglia e Basilicata – ha voluto creare un’osmosi operativa tra i ministeri che hanno competenze dirette sul sistema aggredito dalla fitopatia. Sono sicuro che, con la collaborazione di tutte le parti coinvolte, riusciremo a realizzare gli interventi necessari per rispondere concretamente a questo problema“.
Per La Pietra, Gemmato e Barbaro occorre ora dare risposte concrete
“Dobbiamo procedere uniti, governo, regione e associazioni – le parole del sottosegretario al Masaf, senatore Patrizio La Pietra – per capire dove migliorare ed effettuare un cambio di paradigma, che finalmente ci porti a elaborare una strategia condivisa da cui ripartire per nuovi stanziamenti, perché prima di chiedere soldi al governo, che si è reso disponibile fin da subito, o avanzare richieste in Europa, è opportuno, anzi doveroso, sapere come si intende impiegare i fondi che si richiedono. L’attenzione al tema Xylella – ha concluso il sottosegretario La Pietra – da parte del nostro ministero è alta e lo conferma la volontà di inserire un passaggio specifico nel piano olivicolo nazionale, la cui bozza presenterò la prossima settimana a Verona in occasione della manifestazione Sol2Expo“.
“La lotta alla Xylella fastidiosa compie un passo avanti significativo grazie a un nuovo approccio che prevede, oltre a risorse per 30 milioni di euro previste dal Dl Agricoltura, un coordinamento più efficace tra i diversi livelli istituzionali” – il commento del Sottosegretario alla Salute On. Marcello Gemmato. “Per la prima volta i Ministeri dell’Agricoltura, della Salute e dell’Ambiente si riuniscono attorno a un tavolo comune, insieme agli assessori regionali all’Agricoltura di Puglia e Basilicata e alle associazioni di categoria per affrontare in maniera strutturata un’emergenza che da anni colpisce duramente il patrimonio olivicolo pugliese. Un tavolo altamente rappresentativo, nato con l’obiettivo di dare risposte concrete e durature ed evitare gli errori del passato, quando a problematiche complesse si è risposto con soluzioni semplicistiche e poco efficaci“.
In continuità con quanto osservato dall’On. Gemmato, le dichiarazioni del Sottosegretario all’Ambiente, Claudio Barbaro: “Considero questa iniziativa di confronto con più Ministeri particolarmente lodevole ed importante”, ha infatti evidenziato. “Per parte del Mase ho garantito la massima disponibilità, sia per la valutazione del rischio ambientale nell’utilizzo dei fitofarmaci di contenimento, sia per partecipare agli interventi per rigenerare il patrimonio degli ulivi in Puglia“. “La malattia – ha poi concluso – ha determinato la morte di oltre 20 milioni di alberi, con gravissime conseguenze ambientali, oltre quelle socioeconomiche“.
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L’intervento della CIA
Ad accogliere positivamente l’istituzione del tavolo tecnico, la Confederazione Italiana Agricoltori (CIA) che lo considera un segnale di un nuovo inizio nella lotta contro la Xylella. Come dichiarato da Gennaro Sicolo, presidente di CIA Puglia e vicepresidente nazionale: “Il monitoraggio sulla presenza della Xylella nel territorio pugliese è necessario, ma occorre intervenire in maniera ancora più forte sul contenimento, sostenendo le buone pratiche messe in campo dai produttori e coinvolgendo anche i Comuni“. A tal riguardo, durante l’incontro, la CIA ha manifestato soddisfazione per lo stanziamento di 30 milioni di euro da parte del governo a supporto della ripartenza economica delle province di Lecce, Brindisi e Taranto. D’altra parte, Sicolo ha sottolineato l’importanza di tempi rapidi e certi nell’erogazione dei fondi, auspicando una sinergia efficace tra Regione e Masaf per garantire interventi tempestivi ed efficienti. La Confederazione ha anche proposto la nomina di un Commissario straordinario con poteri speciali per velocizzare le azioni di contrasto e rigenerazione, evidenziando la necessità di procedure snelle e azioni strutturali per fermare l’avanzata del batterio e sostenere gli agricoltori locali.
Il contributo del CREA
Tra i presenti anche il Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CREA), centrale per il contrasto a Xylella fastidiosa. Durante il tavolo tecnico, il presidente del CREA, Andrea Rocchi, ha infatti illustrato le attività di ricerca in corso, focalizzate sulla selezione di varietà di ulivo resistenti al batterio e sullo sviluppo di tecniche innovative per il monitoraggio e la diagnosi precoce delle infezioni. Particolare rilevanza quella riservata al progetto “Novixgen”, che mira a monitorare e campionare le aree colpite dalla Xylella per selezionare materiale genetico utile a definire il livello di infezione e la tolleranza o resistenza genetica a lungo termine. Inoltre, come spiegato, il CREA sta lavorando all’identificazione di marcatori associati alla resistenza o tolleranza al batterio, al fine di integrare il germoplasma di ulivo resistente o tollerante alla Xylella, attualmente limitato alle varietà Leccino e FS17 autorizzate per il reimpianto dalla Regione Puglia. Tutti lavori fondamentali per ridurre l’impatto ambientale dei trattamenti fitosanitari obbligatori e migliorare la sostenibilità economica e ambientale delle aziende produttrici nelle aree infette.
Il ruolo di Copagri
A esprimere apprezzamento per l’iniziativa del Masaf, anche la Confederazione Produttori Agricoli (Copagri) che ha rimarcato l’importanza di una concertazione tra tutti gli attori coinvolti per elaborare un nuovo piano di contrasto e prevenzione della Xylella. Copagri ha evidenziato la necessità di interventi mirati sia al contenimento del batterio sia alla rigenerazione delle aree olivicole compromesse, promuovendo l’adozione di varietà resistenti e sostenendo la ricerca scientifica per sviluppare soluzioni innovative. Inoltre, la Confederazione ha richiesto una maggiore attenzione alle esigenze degli agricoltori locali, proponendo misure di sostegno economico e formazione per favorire la ripresa del settore olivicolo nelle zone colpite.
“Ora diventa fondamentale puntare sulla rapidità di spesa, così da scongiurare il rischio che la burocrazia e la poca semplificazione facciano più danni della Xylella stessa – ha dichiarato Alfonso Guerra, direttore della Copagri Puglia – servono, inoltre, maggiore chiarezza e trasparenza, soprattutto da parte della Regione Puglia, per evitare che si ripeta quanto già accaduto con i 300 milioni di euro previsti dal Piano straordinario per la rigenerazione olivicola del 2020, dei quali non esistono dati certi in termini di spesa, se non per quanto concerne i 120 milioni di euro relativi alle indennità compensative per il quadriennio 2016-19”. E concludendo, il direttore ha aggiunto: “In altre parole, bisogna passare da una gestione emergenziale a una visione che preveda misure strutturali, puntando sul confronto e sulla concertazione tra tutti gli attori interessati, come sembra si sia cominciato a fare già oggi, con il fondamentale coinvolgimento dei ministeri della Salute e dell’Ambiente, del mondo della ricerca e della struttura commissariale per l’emergenza idrica”.
Presenti anche Confagricoltura e Coldiretti
Non hanno mancato di far sentire la loro voce anche le associazioni di categoria Confagricoltura e Coldretti. Nel primo caso, il presidente Luca Lazzaro, dopo aver ribadito l’importanza dei 30 milioni stanziati a favore della rigenerazione produttiva delle province di Lecce, Brindisi e Taranto, ha evidenziato come il tavolo al ministero sia servito anche a ricordare un altro problema strettamente legato alla rigenerazione dell’olivicoltura della Puglia: la carenza d’acqua nelle campagne, emergenza da affrontare con urgenza “partendo dalla rete distributiva, assolutamente inadeguata”.
Coldiretti ha altresì ricordato i numeri dell’epidemia, ribadendo come “la diffusione di Xylella fastidiosa potrebbe costare miliardi di euro nei prossimi 50 anni in Europa, mentre in Italia, se l’espansione della zona infetta non venisse arrestata, l’impatto economico potrà crescere fino a 5,2 miliardi di euro”.
Ilaria De Marinis
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