Parco Agrisolare: 1 miliardo di euro dal PNRR

Al via l’iter per il nuovo decreto su "Parco Agrisolare": circa 1 miliardo di euro per promuovere la realizzazione di impianti fotovoltaici

da uvadatavoladmin
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Al via l’iter per il nuovo decreto su “Parco Agrisolare”: circa 1 miliardo di euro per promuovere la realizzazione di impianti fotovoltaici (e interventi accessori) sui tetti dei fabbricati agricoli.

Approvata nei giorni scorsi dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica la proposta di decreto volta a favorire interventi per l’autosufficienza energetica del settore agricolo e agroalimentare.

L’investimento si pone all’interno del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, misura 2, componente 1, e intende promuovere la realizzazione di impianti fotovoltaici (e interventi accessori) sui tetti dei fabbricati agricoli.
A dicembre era già stato emanato un primo bando attraverso il quale sono state assegnate risorse pari a circa 500 milioni di euro a oltre 7.000 imprese beneficiarie. Come chiarito nella circolare ministeriale, le residue risorse della misura ‘Parco Agrisolare’ vengono dunque programmate con questo nuovo decreto per un importo di circa 1 miliardo di euro.
In particolare, a favore delle imprese della produzione agricola sono attribuiti circa 775 milioni di euro. Questi sono ripartiti tra contributi a fondo perduto pari all’80%, con vincolo di autoconsumo (anche condiviso) per quasi 700 milioni di euro, e contributi a fondo perduto pari al 30%, senza vincolo di autoconsumo per 75 milioni di euro. Inoltre, sono assegnati 150 milioni di euro a favore delle imprese della trasformazione agricola (con contributo a fondo perduto fino all’80% senza vincolo di autoconsumo) e 75 milioni di euro a favore delle imprese dell’agroindustria (con contributo a fondo perduto pari al 30% senza vincolo di autoconsumo).

Nello specifico, l’agevolazione è così ripartita:

  • 50% a fondo perduto per le Regioni del SUD (aziende agricole e di trasformazione);
  • 40% a fondo perduto per le altre regioni (aziende agricole e di trasformazione);
  • 30% a fondo perduto (aziende di trasformazione di prodotti agricoli in non agricoli).

La maggiorazione del contributo a fondo perduto del 20% è invece prevista per:

  • giovani agricoltori o agricoltori che si sono insediati nei cinque anni precedenti la data della domanda di aiuto;
  • investimenti collettivi, come impianti di magazzinaggio utilizzati da un gruppo di agricoltori o impianti di condizionamento dei prodotti agricoli per la vendita;
  • investimenti in zone soggette a vincoli naturali o ad altri vincoli specifici ai sensi dell’articolo 32 del regolamento (UE) n. 1305/2013;
  • piccole imprese (settore trasformazione prodotti agricoli in non agricoli).

Alle medie imprese (settore trasformazione prodotti agricoli in non agricoli) è invece destinata una maggiorazione del 10%.

Parco Agrisolare: chi può beneficiarne

Potranno beneficiare delle risorse:

  • imprenditore agricolo che, iscritto nella sezione speciale del registro imprese, in forma di persona fisica o giuridica, esercita una delle seguenti attività, così come previsto dall’art. 2135 e s.m.i. del c.c.: coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse;
  • impresa agroindustriale, ossia l’azienda che, attiva nella lavorazione e trasformazione dei prodotti agricoli, alla data di presentazione della Proposta è in possesso, come codice ATECO prevalente, di uno dei codici ATECO di cui all’elenco pubblicato sul sito del Ministero (di seguito, anche Elenco ATECO);
  • cooperativa agricola, anche sotto forma di consorzio, che – alla stregua dell’imprenditore agricolo – svolge una delle attività di coltivazione del fondo, silvicoltura, allevamento di animali e attività connesse, e risulta iscritta nella sezione speciale del registro imprese.

Il beneficiario, inoltre, deve avere la disponibilità dei fabbricati su cui gli interventi sono realizzati. Sono altresì esclusi i soggetti esonerati dalla tenuta della contabilità IVA, aventi un volume di affari annuo inferiore ad € 7.000,00.

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Interventi ammessi

L’intervento principale e obbligatorio previsto dalla misura riguarda l’acquisto e posa in opera di pannelli fotovoltaici sui tetti di fabbricati con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp. Come specificato, possono essere ammessi ai contributi previsti dal Decreto “Parco Agrisolare” esclusivamente i progetti di realizzazione di impianti fotovoltaici la cui energia elettrica prodotta sarà destinata a soddisfare il fabbisogno energetico della azienda agricola nella titolarità del Soggetto Beneficiario (cosiddetti impianti in regime di cessione parziale/autoconsumo).

Ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture, sono inoltre ammessi interventi facoltativi di riqualificazione come:

  • rimozione e smaltimento dell’amianto (o, se del caso, dell’eternit) dai tetti, in conformità alla normativa nazionale di settore vigente: tale procedura deve essere svolta unicamente da ditte specializzate, iscritte nell’apposito registro;
  • realizzazione dell’isolamento termico dei tetti: la relazione tecnica del professionista abilitato dovrà descrivere e giustificare la scelta del grado di coibentazione previsto in ragione delle specifiche destinazioni produttive del fabbricato, anche al fine di migliorare il benessere animale;
  • realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria): la relazione del professionista dovrà dare conto delle modalità di aereazione previste in ragione della destinazione produttiva del fabbricato; a ogni modo, il sistema di aerazione dovrà essere realizzato mediante tetto ventilato e camini di evacuazione dell’aria, anche al fine di migliorare il benessere animale.

Nei limiti delle spese massime ammissibili previste dal Decreto, il soggetto beneficiario potrà inviare più proposte, che dovranno essere riferite a differenti impianti fotovoltaici (ed eventuali interventi complementari) da realizzare sui diversi siti produttivi.

Spese ammissibili

Gli interventi ammissibili all’agevolazione, da realizzare sui tetti di fabbricati strumentali all’attività agricola, zootecnica e agroindustriale, devono prevedere l’installazione di impianti fotovoltaici, con potenza di picco non inferiore a 6 kWp e non superiore a 500 kWp.
Unitamente a tale attività, possono essere eseguiti uno o più dei seguenti interventi di riqualificazione ai fini del miglioramento dell’efficienza energetica delle strutture:
a. rimozione e smaltimento dell’amianto;
b. realizzazione dell’isolamento termico dei tetti;
c. realizzazione di un sistema di aerazione connesso alla sostituzione del tetto (intercapedine d’aria).

In particolare, per la realizzazione di impianti fotovoltaici sono ammissibili le seguenti spese:

  • acquisto e posa di moduli fotovoltaici, inverter, software di gestione, ulteriori componenti di impianto;
  • sistemi di accumulo;
  • fornitura e messa in opera dei materiali necessari alla realizzazione degli interventi;
  • costi di connessione alla rete.

Il tutto fino a un limite massimo di euro 1.500,00/Kwp per l’installazione dei pannelli fotovoltaici, anche in considerazione delle dimensioni complessive dell’impianto da realizzare e delle correlate economie di scala, e fino ad ulteriori euro 1.000,00/Kwh ove siano installati anche sistemi di accumulo. In ogni caso, il contributo complessivo corrisposto per i sistemi di accumulo non può eccedere euro 50.000,00.

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Qualora siano installate colonnine di ricarica elettrica per la mobilità sostenibile e per le macchine agricole, potrà essere riconosciuta, in aggiunta ai massimali indicati, una spesa fino a un limite massimo ammissibile pari a:

  • € 1.500,00 (euro millecinquecento/00) per installazione di dispositivi di ricarica wallbox di potenza complessiva non superiore ai 22 kW;
  • € 4.000,00 (euro quattromila/00) per installazione di colonnine di ricarica di potenza complessiva non superiore ai 22 kW;
  • € 250,00/kW, e fino a un massimo di € 15.000,00 (euro quindicimila/00) per l’installazione di dispositivi di ricarica di potenza complessiva superiore ai 22 kW.

La spesa massima ammissibile per singolo progetto è pari a euro 750.000,00, nel limite massimo di euro 1.000.000 (un milione) per singolo soggetto beneficiario.

Parco Agrisolare: “una misura attrattiva”

Dopo l’ok da parte del Ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida, il testo del decreto sarà ora trasmesso alla Commissione europea per la relativa autorizzazione a cui seguirà la pubblicazione del bando.

“Per il Dicastero che rappresento – ha spiegato il Ministro Lollobrigida – la misura Parco Agrisolare realizza un obiettivo particolarmente importante nella direzione della sempre maggiore sostenibilità dell’intero comparto agricolo. Non solo perché consente di incrementare la produzione di energia da fonti rinnovabili, ma anche perché ciò avviene senza alcun consumo di suolo. Con questo nuovo decreto, recependo le istanze del mondo produttivo e valorizzando al massimo i benefici derivanti dai nuovi orientamenti per gli aiuti di stato, introduciamo importanti novità finalizzate a rendere la misura più attrattiva: incremento del contributo a fondo perduto concesso alle imprese agricole su tutto il territorio nazionale; introduzione del nuovo concetto di autoconsumo condiviso; eliminazione, in diversi casi, del vincolo di autoconsumo; raddoppio della potenza installabile senza consumo di suolo; raddoppio della spesa massima ammissibile per i sistemi di accumulo e ricarica”.

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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