Maltempo in Campania, danni per un milione di euro

da Redazione FruitJournal.com

Acqua e fango travolgono l’agro nocerino sarnese. Stimati i danni per un milione di euro.

L’ultima perturbazione di settembre si è abbattuta sul salernitano, colpendo le aziende agricole della zona che ora devono fare i conti con piante sradicate, serre divelte e produzioni in campo distrutte.

 

Ad essere principalmente compromessi oliveti e castagneti nei quali a breve sarebbero iniziate le operazioni di raccolta.
Così dopo la Sicilia, è stata la volta della Campania: da Pagani a San Marzano, da Scafati a Sarno, l’intero territorio è rimasto duramente colpito. Non solo violente piogge e raffiche di vento, ma anche frane e smottamenti hanno funestato tutto il territorio campano e nazionale nei giorni scorsi.


Dopo aver disposto i rilievi, Confagricoltura – Salerno ha stimato danni per almeno un milione di euro solo in agro di Battipaglia, dai primi rilevamenti si calcola che è stato perduto il 30% della produzione. Gli uffici comunali delle zone maggiormente colpite si sono attivati per richiedere lo stato di calamità naturale.


Purtroppo, come mostrano le elaborazioni Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd), la situazione in cui ora versa la provincia di Salerno si rivela, in realtà, come “la punta dell’iceberg di una drammatica emergenza che ha colpito a macchia di leopardo le campagne lungo tutta la Penisola”. Stando a quanto emerso, infatti, “rispetto allo scorso anno sono triplicate le tempeste nell’ultima settimana di settembre, che ha fatto segnare sull’Italia ben 89 eventi estremi tra nubifragi, tornado, bombe d’acqua, grandinate, vento forte e addirittura l’arrivo anticipato della neve sulle montagne”.


Un ulteriore aspetto che coinvolge direttamente agricoltori e addetti del settore è poi quello legato al territorio. Il monitoraggio effettuato dalla Coldiretti proprio in seguito a quest’ultima perturbazione di settembre ha infatti evidenziato che i cambiamenti climatici hanno fatto esplodere un vero e proprio “pericolo idrogeologico su un territorio indebolito dalla cementificazione e dall’abbandono”. Sono infatti 7.252 i comuni italiani, ovvero il 91,3% del totale, “a rischio frane e/o alluvioni”.
Il quadro si aggrava ulteriormente se si considera che “Negli ultimi 25 anni si è persa in Italia oltre ¼ (-28%) della superficie agricola, ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari, a favore di asfalto e cemento”.


D’altronde, è questo l’esito della tendenza alla tropicalizzazione del clima a cui si assiste da ormai un decennio: grandine di maggiori dimensioni, maggiore frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense. Un cambiamento che, accanto ai danni per milioni di euro arrecati alle aziende agricole, attualmente stima costi per oltre 14 miliardi di euro tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne di tutta Italia.

 

 

Ilaria De Marinis
©fruitjournal.com

 

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