Le fragole in allerta: chi è Neopestalotiopsis

Un tempo marginale, questo fungo endofita sta causando gravi perdite nelle produzioni mondiali di fragola. Scopriamone ciclo biologico, azione e possibile gestione

da Ilaria De Marinis
le fragole

Le fragole, simbolo di gusto e salute, sono oggi al centro di un’allerta fitosanitaria che attraversa continenti. A lanciare l’allarme è un recente studio pubblicato su Horticulturae che individua in Neopestalotiopsis spp. patogeni emergenti responsabili di gravi marciumi di foglie, frutti, radici e colletto. Negli ultimi anni il fungo, un tempo considerato endofita innocuo, ha provocato epidemie devastanti in Messico, Stati Uniti, Cina, Egitto e Taiwan, con perdite fino al 50% delle piante trapiantate. La sua diffusione, favorita dal commercio internazionale di piantine infette e da condizioni climatiche favorevoli, impone una revisione profonda delle strategie di prevenzione e difesa.

Dalle Americhe all’Europa: una minaccia per le fragole

Come riporta lo studio, il ciclo di Neopestalotiopsis è sorprendentemente efficiente. Le spore, veicolate da vento, pioggia o strumenti contaminati, aderiscono ai tessuti vegetali grazie a un sofisticato meccanismo di secrezione adesiva, penetrano rapidamente e in pochi giorni colonizzano il parenchima fogliare. Le infezioni provocano macchie concentriche, necrosi del colletto, marciumi radicali e frutti coperti da picnidi neri. In condizioni ottimali – umidità oltre l’80% e temperature tra 20 e 30 °C – la malattia può provocare la morte della pianta in meno di un mese. Come se non bastasse, il fungo produce tossine fitopatogene e un ampio arsenale enzimatico (cutinasi, pectinasi) che gli consente di degradare le pareti cellulari e sopravvivere nei residui colturali per oltre un anno.

le fragole minaccia

Ciclo biologico di Neopestalotiopsis spp. sulle fragole

Dal 2018 le segnalazioni di Neopestalotiopsis rosae e specie affini si moltiplicano. In Florida, l’epidemia del 2019-2020 ha devastato oltre 80 ettari di fragoleto, mentre in Messico la varietà Camino Real è stata progressivamente abbandonata per la sua estrema suscettibilità. In Asia, la varietà Xiang-Shui ha perso il 30% delle piante appena trapiantate, nonostante la tolleranza all’antracnosi. Gli isolati più aggressivi, oggi geneticamente distinti da N. rosae, sono stati rinvenuti anche in Europa, inclusi Spagna e Italia. Nessuna varietà commerciale risulta realmente resistente, ma Galletta, AC Valley e Flavorfest mostrano sintomi limitati, aprendo spiragli per futuri programmi di breeding.

le fragole sintomi

Diagnosi molecolare e gestione

La diagnosi tradizionale, basata sulla morfologia delle spore, è ormai insufficiente. Neopestalotiopsis comprende specie criptiche non distinguibili a occhio nudo. Per questo la ricerca ha introdotto marcatori molecolari ITS, β-tubulina e tef1 – capaci di identificare il patogeno con precisione. Nuovi protocolli PCR/RFLP e test HRM consentono di differenziare N. rosae dagli isolati più virulenti, mentre l’uso di terreni semi-selettivi (NSM) permette di isolare il fungo dal suolo e dai residui vegetali. L’obiettivo è arrivare a kit diagnostici portatili basati su tecniche isoterme (LAMP, RPA) per la diagnosi diretta in campo, come già avviene per altri patogeni della fragola.

L’approccio più efficace resta la prevenzione: uso di piantine certificate, disinfezione di substrati e attrezzature, rimozione dei residui colturali. Tuttavia, come ricordato dai ricercatori, Neopestalotiopsis resiste a diversi fungicidi, incluse le strobilurine colpite da mutazioni nel gene cytb. Gli studi più recenti segnalano buoni risultati con fludioxonil, fluazinam e difenoconazolo, ma anche con combinazioni di principi attivi come cyprodinil + fludioxonil. Promettenti sono inoltre le soluzioni naturali: oli essenziali di cannella e chiodi di garofano hanno inibito la crescita del fungo fino all’80%, mentre Trichoderma asperellum e Bacillus cereus mostrano efficacia biologica elevata, anche grazie all’induzione di enzimi di difesa nella pianta.

La sfida continua

Le fragole restano uno dei simboli della dieta mediterranea e un prodotto chiave per l’export. Ma la minaccia di Neopestalotiopsis spp. impone una risposta coordinata. Gli autori della ricerca sottolineano la necessità di inserire il patogeno tra le priorità fitosanitarie globali e di investire nel miglioramento genetico di varietà resistenti. In parallelo, la pubblicazione del genoma del fungo apre la via a studi sui meccanismi molecolari dell’infezione e alla possibilità di sviluppare biostimolanti e soluzioni più sostenibili. La sfida è appena entrata nel vivo, ma la direzione è chiara: solo un approccio integrato, dalla genetica alla gestione agronomica, potrà proteggere la fragolicoltura mondiale da questa nuova e insidiosa minaccia.

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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