HLB: l’Europa definisce il nuovo perimetro di difesa

Monitoraggio, interventi calibrati, reporting: così il nuovo regolamento di esecuzione UE intende impedire l’ingresso dei batteri associati alla malattia

da Ilaria De Marinis
hlb degli agrumi

Ad oggi è la malattia che più di ogni altra inquieta l’agrumicoltura mondiale. È l’HLB, la stessa che in altri continenti ha riscritto geografie produttive e costretto interi distretti a reinventarsi. Ed è per impedire che questa minaccia trovi il suo primo varco in Europa che la Commissione ha adottato il regolamento di esecuzione (UE) 2025/2247 – un atto che traduce la prudenza in operatività.

Non parliamo solo dei tre batteri associati alla malattia, Candidatus Liberibacter africanus, americanus e asiaticus, inseriti nell’elenco EPPO A1 e classificati come organismi prioritari. Ma di un dispositivo completo di prevenzione, pensato per funzionare nel territorio: sorveglianza mirata, piani di emergenza aggiornati, zone delimitate da istituire senza ritardi, regole stringenti per la movimentazione di piante e frutti. È un manuale di difesa, non un semplice divieto.

Batteri HLB degli agrumi: una sorveglianza basata sul rischio

Il regolamento costruisce un sistema di indagini annuali basate sul rischio: ogni Stato membro deve monitorare piante ospiti e vettori (Diaphorina citri e Trioza erytreae) nelle aree dove l’insediamento è più probabile. Non si tratta di ispezioni formali: il testo rimanda esplicitamente alle linee guida EFSA per progettare campionamenti capaci di rilevare “con sufficiente livello di sicurezza, un basso livello di presenza” degli organismi nocivi.

Vivai, garden center, siti di produzione (anche isolati fisicamente dai vettori), spazi pubblici e altre aree a rischio diventano punti focali di un’attività di sorveglianza che combina esami visivi, trappole cromotropiche, analisi molecolari sulle piante e, quando necessario, anche sui vettori. Gli Stati membri dovranno inoltre aggiornare annualmente i piani di emergenza, includendo procedure chiare per notifiche, accesso alle proprietà private e distruzione delle piante ospiti.

Il legislatore concede un periodo di adattamento: i requisiti statistici più stringenti diventeranno obbligatori solo dal 2028-2029, riconoscendo la necessità di formare personale, potenziare laboratori e consolidare database territoriali.

Aree delimitate e interventi calibrati 

Se emerge una conferma ufficiale del patogeno, l’azione deve essere immediata: lo Stato membro istituisce un’area delimitata composta da una zona infetta (raggio minimo 50 metri dalle piante positive) e una zona cuscinetto di almeno 3 km. Nei vivai e garden center, la zona infetta coincide con l’intera struttura, per evitare qualsiasi movimento inconsapevole del patogeno.

Il regolamento prevede però una via d’uscita nei casi in cui si tratti di rilevazioni isolate non compatibili con un reale insediamento: niente area delimitata se non ci sono vettori nel raggio di 3 km o se la positività emerge in un sito di produzione fisicamente isolato. In quel caso si interviene con un raggio operativo ridotto (almeno 500 metri), rimozione immediata delle piante infette e adiacenti, campionamenti intensivi per tre anni e un’indagine dettagliata sull’origine del focolaio.

Nelle aree delimitate, la sorveglianza deve essere annuale e intensiva: gli schemi di campionamento devono rilevare l’1% di piante infette con almeno il 95% di sicurezza. La revoca dell’area scatta solo dopo tre anni consecutivi senza rilevazioni.

HLB agrumi sintomi

Sintomi associati a Huanglongbing (malattia del greening degli agrumi) in diverse cultivar di agrumi coltivate in diversi stati dell’India. Fonte: Diversità genetica e struttura di popolazione di “Candidatus Liberibacter asiaticus” associato all’Huanglongbing degli agrumi in India sulla base dei tipi di profago

Movimentazioni sotto controllo  

Il regolamento dedica particolare attenzione alle movimentazioni, da sempre uno dei punti deboli nella prevenzione fitosanitaria. Dopo l’istituzione di un’area delimitata, nessuna pianta ospite può muoversi verso l’esterno senza tre condizioni cumulative:

  • essere stata coltivata per tutto il ciclo in un sito di produzione fisicamente isolato dai vettori;
  • essere trasportata in modo da impedire qualunque infezione;
  • essere accompagnata da analisi molecolari con schemi capaci di individuare l’1% di piante infette con almeno il 95% di sicurezza.

I frutti, spesso trascurati, entrano invece in primo piano: possono essere movimentati solo privi di peduncoli e foglie, per eliminare le parti vegetali più a rischio di contenere il batterio.

Infine, la Commissione impone un sistema di reporting armonizzato: entro il 30 aprile di ogni anno, gli Stati membri devono comunicare i risultati delle indagini utilizzando i modelli standardizzati allegati al regolamento. Un linguaggio condiviso è infatti essenziale per confrontare i dati, individuare anomalie e prevenire errori di valutazione.

Nel complesso, il regolamento (UE) 2025/2247 intende così offrire un metodo. Un dispositivo capace di integrare sorveglianza, gestione del rischio, procedure operative e comunicazione tra Stati membri, con un obiettivo chiaro: impedire che l’HLB entri in Europa.

 

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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