Paesi MENA, nuova minaccia per l’export ortofrutticolo UE

Sono Marocco, Egitto, Israele e Turchia, realtà che stanno crescendo più dei fornitori storici, ridisegnando i flussi dell’import europeo e aprendo un nuovo fronte competitivo nel Mediterraneo

da Ilaria De Marinis
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Crescono più di tutti e stanno entrando nei mercati europei dell’ortofrutta a un ritmo che supera quello dei fornitori tradizionali. Sono i cosiddetti Paesi MENA, quelli situati nell’area che si sviluppa lungo le coste meridionali e orientali del Medio Oriente e del Nord Africa, oggi in rapido mutamento. Nello specifico si parla di Marocco, Egitto, Israele e Turchia. Un quadrante che per anni è rimasto ai margini delle analisi di molti operatori italiani, ma ora si impone come una delle aree più dinamiche dell’intero sistema. A rivelarlo è il Trend Report di FRUIT LOGISTICA, pubblicato da Fruitnet Media International in collaborazione con Fruit Logistica, che riporta come questa accelerazione non si configuri come un episodio isolato, ma sia il risultato di una crescita costante che sta modificando silenziosamente – ma con estrema chiarezza nei numeri – gli equilibri dell’import europeo. Come riportato, il Mediterraneo meridionale non è più un semplice “serbatoio” stagionale: è un fronte competitivo sempre più strutturato, capace di avanzare con continuità e con una presenza che merita più attenzione di quanta gli sia stata finora riconosciuta.

Paesi MENA e Europa: un asse commerciale in accelerazione

Dai dati riportati emerge che il 97% delle esportazioni di frutta dirette in Europa proviene proprio dal quartetto Marocco-Egitto-Israele-Turchia. Nel complesso, parliamo di oltre 1,75 milioni di tonnellate nel solo 2023, in crescita del 6% annuo nell’ultimo quinquennio. Secondo il Report, agrumi e meloni restano le colonne portanti del commercio, ma a trainare le nuove opportunità sono soprattutto bacche e avocado, categorie ad alto valore aggiunto e con domanda esplosiva nell’UE.

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Esportazioni dei principali prodotti verso UE e Regno Unito per fornitore nel 2023 (tonnellate)

Marocco ed Egitto: tra crescita, rallentamenti e nuove ambizioni

Il Marocco rimane il primo fornitore non UE dell’Europa occidentale, anche se le ultime due campagne – segnate da siccità e temperature estreme – hanno frenato un percorso che negli anni aveva portato a crescite sostenute su meloni, agrumi e avocado. Come si evince, le esportazioni complessive verso UE-UK hanno toccato le 630 mila tonnellate, mentre l’Egitto si è distinto per una crescita più stabile: +35% di export agrumicolo in un solo anno e un ruolo sempre più centrale sull’arancia da mensa, oggi prodotto-simbolo dell’export egiziano.

Parallelamente, l’Egitto sta spingendo su categorie premium come mango e fragola fresca, intercettando i mercati disposti a pagare di più a fronte di standard qualitativi elevati.

Turchia e Israele: modelli opposti, stessa traiettoria di crescita

Dai dati riportati appare evidente come la Turchia stia consolidando una presenza sempre più aggressiva sui mercati europei: 570.900 tonnellate di frutta esportata verso UE e Regno Unito nel 2023, con un tasso di crescita doppio rispetto alla media regionale. Agrumi, meloni e soprattutto ciliegie – delle quali la Turchia è ormai il primo produttore mondiale – guidano l’avanzata.

Israele, al contrario, poggia il suo successo su due sole colonne produttive: agrumi e avocado, che rappresentano il 96% dell’export verso l’Europa. I dati del Trend Report mostrano una crescita del 36% nel 2023, con un vero exploit dell’avocado: +190% sul mercato europeo.

Uno scenario destinato a pesare sulle strategie europee

Stando a quanto rilevato, la tendenza è chiara: la competitività dei paesi MENA non è episodica, ma strutturale. Costi più bassi, finestre di produzione favorevoli, prossimità geografica e progressivi investimenti tecnologici stanno di fatto trasformando l’area nella nuova piattaforma mediterranea dell’ortofrutta.

Per l’Europa, il messaggio da cogliere appare stringente: la concorrenza non arriva più solo da oltreoceano, ma da un vicinato sempre più attrezzato a scalare segmenti premium. E i dati riportati lasciano pensare che il baricentro commerciale del Mediterraneo sia solo all’inizio del suo spostamento.

 

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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