I marroni dell’Emilia Romagna: un’annata eccellente 

Tra condizioni climatiche favorevoli e castagneti curati con passione, queste cultivar  valorizzano la tradizione e rafforzano l’identità territoriale di un prodotto simbolo delle montagne locali

da Federica Del Vecchio
i marroni

Un’annata da ricordare per i marroni dell’Appennino emiliano-romagnolo. A confermarlo è l’Associazione dei Castanicoltori dell’Emilia-Romagna, che definisce il 2025 il miglior raccolto degli ultimi vent’anni. Non un record assoluto, ma un risultato che segna una netta ripresa del comparto e ribadisce la vocazione di un territorio che da secoli vive in simbiosi con la coltura. A determinare questo exploit è stato soprattutto il clima che ha garantito un’abbondante fioritura seguita da un’ottima allegagione con piogge primaverili generose, cui si sono aggiunte – seppur più contenute – quelle di fine agosto e metà settembre. Un mix che ha favorito la maturazione di una quantità eccezionale di ricci.

Il periodo di raccolta, poi, è stato caratterizzato da un’assenza quasi totale di precipitazioni, condizione ideale sia per la raccolta manuale sia per l’impiego delle sempre più diffuse macchine aspiratrici, indispensabili in un contesto in cui reperire manodopera è diventato complesso. Del resto, il territorio è talmente vocato alla castanicoltura che negli anni ha sentito l’esigenza di organizzarsi creando marchi collettivi capaci di tutelare e valorizzare il prodotto. È il caso del Marrone dell’Appennino Romagnolo e del Marrone dell’Appennino Emiliano. Ma andiamo con ordine.

Marrone dell’Appennino Emiliano: un progetto che unisce tre territori

Per valorizzare al meglio il proprio patrimonio castanicolo, i Consorzi dei castanicoltori dell’Appennino Bolognese, Modenese e Reggiano hanno deciso di unire le forze dando vita a un nuovo raggruppamento, destinato a diventare un Consorzio di secondo grado. L’obiettivo è ambizioso: rafforzare il peso commerciale del comparto e portare sul mercato una linea unificata di prodotto identificata dal marchio Marrone dell’Appennino Emiliano. La strategia poggia su un punto di forza riconosciuto: la produzione proveniente dagli antichi castagneti tradizionali coltivati secondo il classico Sesto Matildico, capace di garantire frutti omogenei, dolci, di buona pezzatura e caratterizzati dalla tipica colorazione biondo-avana, espressione diretta dei suoli locali.

L’intera filiera è regolata da un disciplinare rigoroso, elaborato dagli stessi produttori, che esclude l’uso di mezzi chimici e privilegia invece metodi di lotta biologica, come quelli impiegati per contrastare il cinipide o le cidie del castagno. Una scelta che ribadisce la volontà di preservare la qualità del prodotto e l’equilibrio degli ecosistemi montani.

i marroni emiliani

Marrone dell’Appennino Romagnolo: una produzione regolata da un disciplinare dedicato

Non è da meno la Romagna, che ha definito la propria identità castanicola attraverso un disciplinare specifico volto a regolamentare la coltivazione e la commercializzazione dei marroni locali. La zona di produzione del Marrone dell’Appennino Romagnolo comprende l’intero territorio collinare e montano delle province di Ravenna e Forlì-Cesena, toccando comuni storicamente vocati come Castel Bolognese, Faenza, Riolo Terme, Casola Valsenio, Brisighella, Castrocaro Terme, Modigliana, Dovadola, Meldola, Predappio, Montiano, Tredozio, Rocca San Casciano, Roncofreddo, Civitella di Romagna, Portico e San Benedetto, Galeata, Mercato Saraceno, Borghi, Sogliano al Rubicone, Premilcuore, Santa Sofia, Bagno di Romagna, Sarsina e Verghereto.

Possono fregiarsi della denominazione solo i marroni provenienti da castagneti situati tra i 200 e i 1.000 metri sul livello del mare, in grado di garantire la qualità tipica del territorio. La certificazione è riservata esclusivamente ai frutti appartenenti a cloni del genotipo marrone della Castanea sativa Mill., riferiti alla cultivar Marrone Fiorentino, mentre sono escluse tutte le altre varietà non corrispondenti a questo specifico genotipo.

i marroni

Un patrimonio agricolo che continua a dare valore al territorio

L’annata 2025 conferma ancora una volta la vocazione straordinaria dell’Appennino emiliano-romagnolo alla produzione di marroni di qualità. Grazie a condizioni pedoclimatiche favorevoli, alla dedizione dei castanicoltori e a percorsi condivisi di tutela e valorizzazione, l’intera filiera può celebrare un risultato eccellente. D’altronde, i marchi collettivi nascono proprio con questo obiettivo: salvaguardare una tradizione agricola secolare, sostenere le aziende locali e rafforzare l’identità del marrone, simbolo delle montagne emiliano-romagnole, così da garantire con coerenza e costanza qualità e garanzia sulle tavole italiane. 

 

Federica Del Vecchio
© fruitjournal.com

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