Varietà di melograno: le 5 più diffuse in Italia

Negli ultimi anni il melograno ha conquistato sempre più spazio tra le colture italiane. A trainarne la crescita, nuove varietà selezionate per produttività, precocità e versatilità commerciale. Quali sono?

da Donato Liberto
varietà di melograno

Fino a pochi anni fa, il melograno era considerato quasi un frutto esotico, un prodotto di nicchia difficile da pulire, scomodo da mangiare e relegato a un consumo saltuario. Eppure, oggi, questo antico frutto è tornato in auge. Negli ultimi dieci anni, la superficie coltivata a melograno è cresciuta esponenzialmente. Le regioni del Sud – Sicilia, Puglia, Calabria, Campania e Lazio – sono state le prime a guidare questo trend, ma anche aree del Centro e del Nord, come Toscana, Emilia-Romagna, Marche e Veneto, stanno mostrando un crescente interesse.

Alla base di questo successo ci sono diversi fattori: un mercato in espansione, la possibilità di trasformare il prodotto in succhi, estratti e altri derivati salutistici, e l’introduzione di numerose varietà che hanno facilitato l’adattamento della coltura a climi e terreni diversi.

Dalle cultivar di melograno locali alle nuove selezioni varietali

All’inizio, chi si avvicinava alla coltivazione del melograno in Italia poteva contare su un numero limitato di ecotipi, tramandati dalla tradizione contadina. Si trattava perlopiù di frutti di grande pezzatura, dolci, destinati al consumo familiare e poco conosciuti al di fuori delle aree di produzione. Tra queste, nel Sud Italia, la Dente di Cavallo, con la sua buccia verde e gli arilli dolci e succosi, rappresentava un emblema di rusticità e semplicità, mentre la Gigante del Convento colpiva per le dimensioni straordinarie dei suoi frutti, spesso consumati in modo informale, “uno spicchio alla volta”.

Tuttavia, queste varietà, seppur ancora presenti in alcune realtà marginali, hanno rappresentato soprattutto un punto di partenza per la selezione e lo sviluppo di nuove cultivar più performanti dal punto di vista agronomico e commerciale. L’interesse crescente per questa coltura ha infatti favorito la diffusione di selezioni varietali capaci di garantire maggior produttività, migliore conservabilità, caratteristiche organolettiche più stabili e un’elevata adattabilità pedoclimatica.

varietà di melograno wonderful

Varietà Wonderful

Le 5 varietà oggi più coltivate: produttività, precocità e adattabilità

L’ampliamento dell’offerta varietale ha rappresentato uno dei principali motori dell’espansione della coltura del melograno. Oggi, il settore può contare su un ventaglio ampio di cultivar selezionate per adattabilità agronomica, qualità del frutto e diverse epoche di maturazione, così da coprire una finestra di raccolta che va da fine agosto fino a dicembre.

  1. Wonderful: tra le varietà maggiormente diffuse a livello globale, questa cultivar di origine statunitense, ha trovato nel clima mediterraneo un habitat ideale, grazie alla sua ottima adattabilità a diversi tipi di suolo, inclusi quelli meno fertili. È apprezzata per l’elevata produttività e per la costanza delle rese. I frutti, di grande pezzatura e forma tondeggiante, maturano generalmente all’inizio di ottobre. Presentano una buccia di colore rosso intenso e arilli rubino, dal sapore agrodolce ben bilanciato. La quasi totale assenza di semi duri la rende adatta sia al consumo fresco che alla trasformazione in succo su scala industriale.
  2. Mollar de Elche: una varietà di origine spagnola rinomata per il suo profilo gustativo particolarmente delicato. I frutti maturano anch’essi a inizio ottobre e si distinguono per la buccia chiara con sfumature rosate e per gli arilli rosa, estremamente teneri e dolci, con una presenza di semi quasi nulla. Per queste caratteristiche, la Mollar è considerata una delle varietà migliori per il mercato del fresco. La pianta, inoltre, è autofertile e ben tollerante alle manipolazioni post-raccolta, mostrando una buona conservabilità.
  3. Hicaz: si tratta di una selezione turca medio-tardiva molto diffusa nei moderni impianti. Si distingue per la sua vigorosa crescita vegetativa e per una fioritura prolungata durante l’estate. I frutti, pronti per la raccolta verso fine ottobre, sono caratterizzati da una buccia rosso-aranciata e da arilli succosi, dal sapore dolce e ben strutturato.
  4. Parfianka: proveniente dal Turkmenistan, presenta una pianta è robusta e resistente alle principali malattie, ma necessita di terreni ben drenati, poiché è meno tollerante all’umidità e ai ristagni idrici. I frutti, di grandi dimensioni e forma regolare, presentano una buccia rosso acceso e arilli particolarmente dolci, succosi e con semi morbidi, quasi impercettibili. Le sue elevate qualità organolettiche la rendono una delle varietà più apprezzate per produzioni orientate al fresco di alta gamma.
  5. Ako: è una varietà moderna selezionata per le sue caratteristiche precoci. I frutti, infatti, raggiungono la maturazione già a fine agosto, anticipando di diverse settimane le varietà tradizionali. Di dimensioni medie, con buccia rosso brillante e arilli scuri e succosi, si caratterizzano per un gusto molto dolce e una struttura del seme morbida, poco percepibile.

Una varietà fuori dagli schemi: la Viola di Grimilde

Tra le cultivar oggi disponibili, la Viola di Grimilde si distingue per l’aspetto decisamente atipico: la sua buccia, di un viola scuro tendente al nero, rappresenta una rarità nel panorama varietale del melograno. Con frutti di dimensioni medio-piccole, è una delle varietà più tardive, con maturazione tra fine novembre e metà dicembre, ideale per chi desidera prolungare il calendario di raccolta in aree dal clima mite.
La pianta, a portamento arbustivo e rustico, mostra una buona tolleranza alla siccità e può resistere fino a -15 °C in terreni ben drenati. Tuttavia, richiede maggiore attenzione fitosanitaria, essendo più suscettibile ad attacchi parassitari rispetto ad altre cultivar.
Gli arilli, rosso rubino e molto succosi, offrono un sapore dolce e aromatico, ma con semi legnosi, rendendola più adatta alla spremitura che al consumo fresco. Le sue caratteristiche estetiche la rendono interessante anche in ambito ornamentale o in impianti dimostrativi.

varietà di melograno nero

Varietà Viola di Grimilde

Conclusioni

Da frutto marginale e poco considerato, il melograno è oggi una coltura abbastanza diffusa nel panorama agricolo italiano. L’introduzione e la selezione di nuove varietà hanno contribuito in modo decisivo a strutturare una filiera più competitiva, capace di coprire un’ampia finestra di raccolta e di rispondere alle esigenze di diversi segmenti commerciali. Per i produttori, si tratta di una coltura strategica, con buone prospettive di redditività, mentre per i consumatori, il melograno è sempre più riconosciuto come simbolo di benessere, grazie al suo profilo ricco di antiossidanti, vitamine e polifenoli.
In questo contesto, la coltivazione del melograno in Italia deve essere considerata una realtà agricola destinata a consolidarsi, grazie anche all’innovazione varietale e alla ricerca agronomica in continua crescita.

 

Donato Liberto
© fruitjournal.com

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