Oltre 3 miliardi di finanziamenti all’agricoltura erogati nel 2020, ma nel confronto tra i PSR regionali la Puglia non tiene il passo. Stando al report 2020 del Mipaaf, è tra le regioni in maggiore ritardo sul target di spesa, complice anche l’emergenza sanitaria.
In generale, secondo i dati comunicati dal Ministero delle Politiche agricole, alla fine del 2020 risultano utilizzati complessivamente 12,1 miliardi di euro, corrispondenti al 58% dei 20,9 miliardi assegnati all’Italia per i PSR 2014-2020.
Il report realizzato dal Mipaaf con Ismea, nell’ambito della Rete rurale nazionale, rileva invece che nel terzo trimestre del 2020 sono stati erogati contributi pubblici pari a 507,96 milioni di euro, con una quota a carico del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR) di 251,22 milioni di euro, mentre nel corso dell’intero anno le risorse erogate hanno raggiunto i 3 miliardi di euro. Dati che confermano il trend di spesa sperimentato negli ultimi anni nel settore dello sviluppo rurale, con la spesa di 3,19 miliardi nel 2018, 3,03 miliardi nel 2019 e 3,05 miliardi nel 2020.
Nella programmazione 2014-2020 l’Italia ha inoltre sperimentato un incremento dei fondi per lo Sviluppo rurale disponibili rispetto al settennato 2007-2013, passando da quasi 9 miliardi di euro a 10,4 miliardi di euro di quota comunitaria, cui si aggiunge il cofinanziamento nazionale per un totale di 20,8 miliardi di euro, circa il 6% in più rispetto al ciclo precedente.
Ulteriori risorse sono state assegnate allo Sviluppo rurale in base ai trasferimenti tra il primo e il secondo pilastro derivanti dal cosiddetto “capping”, cioè la riduzione del 5% dell’importo dei pagamenti diretti per le aziende che percepiscono un premio superiore a 150mila euro, per cui i fondi pubblici programmati ammontano complessivamente a oltre 20 miliardi e 912 milioni di euro.
Dei 20,9 miliardi di euro complessivamente disponibili per l’intero periodo 2014-2020:
– il 27,3% è destinato al sostegno di investimenti in favore delle imprese agricole ed agroalimentari che intendono introdurre innovazioni nei processi produttivi;
– il 22,1% delle risorse è destinato al sostegno delle imprese agricole che mettono in atto impegni particolarmente virtuosi dal punto di vista ambientale (in particolare agricoltura biologica, con quasi il 10% delle risorse programmate);
– il 7,8% dei fondi è riservato alle imprese agricole che operano in aree montane e svantaggiate;
– il 7,1% è finalizzato al sostegno dei giovani che desiderano avviare nuove attività imprenditoriali nel settore agricolo,
– il 7% dei fondi è destinato a misure di gestione del rischio, per indennizzare gli agricoltori danneggiati da calamità naturali conseguenti ai cambiamenti climatici.
A livello nazionale i dati del Mipaaf coprono l’orizzonte temporale fino alla fine del 2020, registrando un’incidenza della spesa effettivamente sostenuta pari al 58% del totale, corrispondente a 12,1 miliardi.
Il dettaglio per Programma è aggiornato invece al terzo trimestre 2020, quindi al 30 ottobre, e rivela una percentuale di attuazione pari al 56,54% e una spesa pubblica sostenuta pari a circa 10,6 miliardi.
Un avanzamento ben superiore alla media si registra per le misure 13 Indennità zone soggette a vincoli naturali o specifici (88,27%), 14 Benessere animali (81,72%) e 11 Agricoltura biologica (78,42%), ma anche per i bandi a titolarità Mipaaf della misura 17 Gestione del rischio (73,99%).
Nel terzo trimestre 2020 le spese relative alle regioni più sviluppate raggiungono circa 219,7 milioni di euro, mentre per le regioni meno sviluppate la spesa pubblica rendicontata ammonta a 162,75 milioni di euro e per le regioni in transizione risulta pari a 52,08 milioni di euro.
A cura della redazione
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