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    Colture

    Lunedì, 07 Giugno 2021 13:18

    Ciliegie: guerra dei prezzi, al via un tavolo tecnico

    Dopo settimane di proteste, per i produttori di ciliegie pugliesi non sembra esserci pace. Sulle bancarelle di frutta e verdura di Lugano, in Svizzera, il prezzo della Ferrovia si attesta su 34,90 euro.

    La campagna cerasicola procede senza sosta in Terra di Bari, ma ancora una volta per i produttori pugliesi non c’è pace: acquistata dai cerasicoltori a prezzi oscillanti fra 1,20 e 1,50 euro il chilo, le ciliegie ferrovia vengono vendute sulle bancarelle di Lugano, in Svizzera, a 34,90 euro.

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    A renderlo noto alla Gazzetta del Mezzogiorno, Stefano Nanna, produttore di Casamassima (Ba), epicentro della protesta cerasicola: “Dopo tutto questo lavoro, adesso i grandi commercianti svalutano la frutta. La varietà Ferrovia ieri era quotata a 1,50 euro, ma stamattina è scesa a 1,30 il chilo”. Quotata 5,50 euro il chilo alla borsa merci della Camera di commercio di Bari, la ciliegia Ferrovia è infatti acquistata dai produttori pugliesi a 1,50 euro. Un prezzo che sembra svalutare del tutto una delle varietà di ciliegia più pregiate.

    “La ciliegia Ferrovia nel Nord Italia costa così tanto che è diventata appannaggio dei ricchi, ormai - ribadisce il cerasicoltore - sulla bancarella a Padova un chilo costa 15 euro. Non tutti se lo possono permettere”.

    Non a caso la Ferrovia è stata ribattezzata l’oro rosso di Puglia. Eppure, proprio nella sua terra, questo frutto tanto amato viene pagato a prezzi stracciati, per poi essere venduta a peso d’oro nell’Italia settentrionale o in Europa. È il caso di Lugano, nella Svizzera italiana, dove un chilo di Ferrovia costa 34,90 euro, con un prezzo d’acquisto al produttore moltiplicato per 23 volte.

    “Quando porto le mie ciliegie dal grande commerciante - aggiunge Nanna - mi sento dire ‘questo è il prezzo se me la vuoi lasciare altrimenti vai dove vuoi’. Ogni mattina i grandi commercianti della provincia di Bari si mettono d’accordo sul prezzo da imporre a noi produttori: non dobbiamo superare 1,50 euro il chilogrammo. Se il frutto è di calibro piccolo si scende anche a 1,20 euro”.

    Questa anomalia, le cui dinamiche appaiono ingiustificate, mette in grave difficoltà l’intera filiera produttiva delle ciliegie: se da un lato, il livello dei prezzi riconosciuti in produzione non assicura la copertura dei costi sostenuti, a causa della grande offerta di quest’anno, dell’alta percentuale di scarto del prodotto e delle ingenti spese da sostenere; dall’altro, un prezzo di vendita troppo alto e poco sostenibile penalizza i consumatori.

    Oggi, però, l’eco della protesta dei cerasicoltori che, proprio nei giorni scorsi si sono riversati nelle piazze e nei municipi di diversi comuni pugliesi, è giunto in Regione.
    In queste ore, infatti, l’assessore Donato Pentassuglia e il presidente della commissione Sviluppo economico, Francesco Paolicelli, sono in Municipio a Casamassima per dare luogo a un tavolo tecnico nel corso del quale affrontare la questione. L’iniziativa è promossa dal primo cittadino casamassimese Giuseppe Nitti, che ha invitato a partecipare gli omologhi di Conversano, Rutigliano, Castellana, Turi e Sammichele, oltre al presidente Anci Puglia Domenico Vitto e alle associazioni di categoria.

    Ilaria De Marinis
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