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    Colture

    Martedì, 04 Maggio 2021 13:49

    Xylella, via libera agli impianti di agrumeti e alberi da frutto

    Dopo anni di attesa, il Comitato fitosanitario nazionale concede il via libera agli impianti di agrumeti e alberi da frutto nelle zone del territorio salentino colpite da Xylella.

    Un risultato storico per il Salento: dopo tanta attesa, il Comitato fitosanitario nazionale ha accolto le istanze presentate per riconvertire le colture salentine, offendo così un’ulteriore opportunità di rinascita al territorio vessato dalla Xylella.

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    A renderlo noto l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, a margine della riunione che si è tenuta ieri presso il Ministero delle Politiche Agricole e cui ha preso parte l’Osservatorio fitosanitario regionale con il supporto scientifico dell’Istituto per la Protezione Sostenibile delle Piante – CNR di Bari.

    “Siamo soddisfatti per un risultato che rappresenta un ulteriore tassello per diversificare e riqualificare il nostro territorio - ha infatti dichiarato - si tratta di una deroga importante concessa grazie alle interlocuzioni avviate con il Ministero, di concerto con le Organizzazioni di categoria, per riconvertire le colture del Salento”. “Pertanto - ha aggiunto - sulla base delle indicazioni del Servizio fitosanitario regionale, gli agricoltori e i proprietari di terreni ricadenti nelle aree colpite potranno far richiesta di impiantare specie arboree che, sebbene teoricamente suscettibili alla Xylella, si sono dimostrate resistenti o tolleranti all’organismo nocivo”.

    Come sottolineato, le piante cui si fa riferimento sono quelle del genere citrus e della famiglia delle drupacee, agrumi, peschi, ciliegi, mandorli, susini, albicocchi. “Obiettivo ultimo è offrire ulteriori prospettive di sviluppo alle zone particolarmente colpite dalla batteriosi - ha concluso Pentassuglia - anche in un quadro di valorizzazione di un paesaggio così duramente colpito”.

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    Dopo questo risultato storico per l’agricoltura salentina, finalmente nei campi colpiti dal virus si potranno quindi impiantare agrumeti e alberi da frutto. D’altra parte, come dimostrato dallo studio condotto dall’IPSP del CNR di Bari, la presenza del batterio già risulta in media inferiore all’11% su mandorli e ciliegi.
    “Il mandorlo è da tempo considerato resistente e tollerante in una misura almeno uguale, se non superiore, alle varietà di olivo resistenti, per le quali è autorizzato l’impianto - ha riferito infatti Coldiretti Puglia - mentre gli agrumi, il pesco, l’albicocco e il susino sono risultate immuni alla Xylella fastidiosa sottospecie Pauca da prove scientifiche del CNR di Bari, già ampiamente validate nel 2016, e quindi anche prima dei due anni richiesti dal regolamento”.
    “È possibile l’impianto - ribadisce Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia - perché le piante specificate si sono dimostrate resistenti o immuni all’organismo nocivo, in base ad attività di ricerca svolte almeno negli ultimi due anni e piantate nelle zone infette in cui si opera l’eradicazione, e ciò riguarda agrumi, il pesco, l’albicocco, il susino, il mandorlo”.

    Inoltre, come sottolineato da Gianni Cantele, presidente di Coldiretti Lecce, è stato richiesto di “inserire nell’elenco delle colture arboree da frutto, oltre ad agrumi e prunus, anche avocado, mango, papaia, more, mirtilli e lamponi, oltre alle specie boschive, anche da reddito, al fine di prevedere degli interventi di carattere forestale, paesaggistico-ambientale, per le aree più marginali che già in passato erano associate a bosco o macchia mediterranea”. Resta da ottenere la deroga da parte del MIBACT all’impianto “anche in area a vincolo, dove - ha concluso Cantele - vige l’obbligo di piantare solo ulivi”.

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    “Tutto ciò – ha aggiunto soddisfatta Coldiretti Puglia – è utile a permettere il ripristino e la nuova creazione di riforestazione al servizio degli operatori e dell’indotto turistico sull’area infetta da Xylella che in Puglia ha colpito 8mila chilometri quadrati di territorio. In questo modo sarà possibile mettere in atto una gestione forestale sostenibile e certificata di area vasta i cui attori potranno essere, se opportunamente incentivati, i consorzi forestali capaci di organizzare e coordinare le proprietà private, pubbliche nonché demaniali”.

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    Ilaria De Marinis
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