fbpx

    Colture

    Giovedì, 08 Aprile 2021 13:33

    Nocciole, i primi risultati della raccolta meccanizzata in Basilicata

    Con produzioni d’eccellenza, il comparto della frutta a guscio in Italia continua ad attirare investimenti e curiosità di ricercatori e produttori che, da Nord a Sud, si aprono a sperimentazioni nel settore.

    Particolarmente trainante risulta la corilicoltura, settore in cui l’Italia conserva saldamente il secondo posto a livello mondiale, dopo la Turchia, con una produzione di nocciole che oggi si attesta su 165.000 tonnellate, cifra raddoppiata rispetto all’annata precedente.


    Come emerso da uno studio elaborato da Besana, nel panorama italiano, accanto alle storiche regioni produttrici, come Piemonte, Lazio, Campania e Sicilia, oggi si aggiunge la Basilicata.

    Proprio nella regione lucana, infatti, sono stati impiantati circa 300 nuovi ettari di nocciole in aziende agricole che hanno aderito al “Progetto nocciolo Italia” della Ferrero, tramite la Rete di impresa “Basilicata in Guscio”.

    Secondo quanto riportato nell’articolo pubblicato sulla rivista Agrifoglio, a cura di Giovanni Pecora, Dottorato in Scienze Agrarie, Forestali e degli Alimenti, i primi risultati della raccolta meccanizzata, pari a circa 10 q, hanno evidenziato che la resa degli impianti di nuova generazione è stata soddisfacente (con una media di 750 grammi per pianta). Inoltre, non sono stati rilevati danni meccanici alle nocciole. L’operazione meccanizzata - si legge nell’articolo - ha consentito anche di raccogliere nocciole in periodi ravvicinati, aumentando la qualità finale del raccolto e, dunque, consentendo di aumentare la redditività per ettaro coltivato.

    D’altra parte, come la Basilicata, sono diverse le regioni italiane che recentemene hanno attivato programmi e sperimentazioni nel settore. Basta guardare il caso dell’Umbria, dove il settore della frutta a guscio è sostenuto anche dalle misure del Psr, con un programma che prevede un finanziamento pubblico di 5,7 milioni di euro e l’impianto di circa 1300 ettari di noccioleto.
    Al progetto hanno aderito tre aziende capofila cui sono collegate complessivamente 170 imprese agricole. Il valore è di oltre 12 milioni di euro di investimenti complessivi e le imprese agricole hanno già stipulato accordi con le imprese di trasformazione.

    Difatti, nonostante il crescente interesse per la coltura da parte del settore agricolo nazionale, la filiera italiana del nocciolo non riesce ancora a soddisfare pienamente il fabbisogno industriale di trasformazione, in costante aumento.

    Con il progressivo incremento della domanda, le aziende dolciarie richiedono standard qualitativi sempre più elevati e necessitano di una nocciola sgusciata, sana e priva di difetti. Del resto, a livello di ettari coltivati a nocciolo, attualmente il Belpaese è ai massimi storici (fonte: FAO): dai 52.600 ettari di inizio anni Sessanta, oggi le superfici coltivate contano oltre 79.000 ettari. All’interno di queste, si annoverano anche produzioni di qualità come la Tonda Gentile, la Tonda di Giffoni IGP e la Tonda Gentile Romana DOP.

    Così, tra progetti e ricerche, il nocciolo continua a guadagnare consensi in tutto il comparto agricolo nazionale, determinando un progressivo aumento delle zone - soprattutto del Sud Italia - che decidono oggi di convertirsi a questa coltura.

    Ilaria De Marinis
    © fruitjournal.com

    © Fruit Communication Srl.
    Tutti i diritti riservati.

    Iscrizione al Registro della Stampa presso il Tribunale di Bari n° 723/12 del 22/03/12
    Fruit Communication Srl | Sede legale Via Noicàttaro nc - Rutigliano (BA) | Partita IVA 07969090724
    Alcuni contenuti pubblicati possono essere rielaborati da feed rss forniti pubblicamente da altri siti. Alcune foto potrebbero essere prese dal web e ritenute di dominio pubblico. I proprietari contrari alla pubblicazione possono contattare la redazione scrivendo a info@fruitjournal.com e chiederne la rimozione.

    Cerca