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    Colture

    Mercoledì, 31 Marzo 2021 16:41

    Aleurodide spinoso degli agrumi, una specie aliena pericolosa

    Dopo l’individuazione di alcuni focolai di Aleurocanthus spiniferus in diverse aree agricole della Sicilia, l’agronomo Thomas Vatrano illustra ciclo biologico, piante ospiti, danni e controllo dell’insetto polifago originario dell’Asia che attacca gli agrumi.

    In Europa sono state registrate più di 14000 specie, metà delle quali sono divenute invasive e il loro numero è in continuo aumento con un simultaneo incremento del loro tasso di diffusione (Roques A. et. al. 2016). L’Italia è uno dei territori d’Europa più colpiti da specie straniere, a causa della frammentazione degli habitat e della conseguente creazione di diverse nicchie.

    Aleurocantus spiniferus (Quaintance) (Hemiptera: Aleyrodidae), (orange spiny whitefly - OSW), aleurodide spinoso degli agrumi, è originario della Cina e Sud Sud-est Asia e rappresenta uno dei più importanti parassiti degli agrumi.
    Dall’inizio della sua descrizione, nell’arco di un secolo si è diffuso attraverso Asia, Africa, Australia e nelle Isole del Pacifico. È stato inserito nella lista A2 di EPPO come insetto da quarantena.

    OSW è stato segnalato per la prima volta nel 2008 in Puglia (nella provincia di Lecce) e in seguito si è diffuso nella regione, invadendo altri comuni vicino Lecce, raggiungendo i territori di Brindisi, Bari e Taranto. Tuttavia la sua diffusione è limitata unicamente all’area sud-est dell’Italia per circa un decennio. Nel 2017 OSW è stato segnalato nella provincia di Salerno. Nel resto dell’Europa, invece, è stato rilevato nella penisola balcanica in Croazia (2012), Montenegro (2013) e Grecia (2016).

     

    Ciclo biologico
    Le femmine depongono le uova posizionandole a spirale nella pagina inferiore delle foglie. Una volta schiuse le uova, l’insetto sviluppa 3 stadi di ninfa, fino ad arrivare allo stadio di pupa, assumendo l’aspetto dei caratteristici corpuscoli neri di forma ellittica con filamenti spinosi sul dorso, circondati da un anello di cera bianca.
    Le uova sono piccole (0.2 x 0.1 mm), gialle, curve e marcate, con aree poligonali.

    La larva ha una forma ellittica o ovale, da marrone a nero, e possiede un corto margine di cerca che ne avvolge il corpo. Man mano che OSW si sviluppa dallo stadio ninfale sessile al secondo stadio presenta dimensioni di 0.4 x 0.3 mm e un distinto bordo marginale crenulato.
    Il quarto stadio della larva o la pupa è di colore nero intenso, convessa, approssimativamente di 1.23 mm di lunghezza e 1.88 mm di larghezza con forti spine dorsali scure. I tubi marginali cerosi producono un margine corto, cotonoso che si trova sul margine della pupa.
    Gli adulti hanno dimensioni molto piccole: la femmina è lunga 1.7 mm, mentre il maschio è leggermente più piccolo. Le ali sono di colore grigio-blu metallizzato e si muovono solo se disturbati (Gyeltshen J. et al.  2005).

     

    Piante ospiti
    OSW infesta circa 90 specie di piante appartenenti a 38 differenti famiglie.

    Oltre agli agrumi- la specie più colpita - nell’area del primo ritrovamento in Europa, è stato individuato su diverse piante ospiti ancora non riportate, tra cui alcune ornamentali di importanza commerciale come: Hedera helix L., Laurus nobilis L., Prunica granatum L., Malus spp., e Prunus spp. (Cioffi M. et al. 2013).


    Bubici G. et al. (2020) hanno segnalato la presenza dell’aleurodide sull’albero del paradiso (Ailanthus altissima) nella provincia di Bari. OSW sta inoltre creando nuove associazioni trofiche con piante ospiti precedentemente non riportate come la vite, Parthenocissus sp. e altre piante coltivate e ornamentali (Mokrane S. et al. 2020 and references cited therein).
    Nugnes F. et al. (2020) hanno condotto un’attività di monitoraggio su OSW da cui sono emerse nuove piante ospiti riassunte nella tab.1.

    Danni
    OSW può indebolire le piante provocando danni sia diretti che indiretti. Questi sono ascrivibili alla suzione della linfa delle forme giovanili dell’insetto mediante gli stiletti boccali e la successiva produzione di melata, la quale richiama lo sviluppo di fumaggine con effetti negativi sull’attività fotosintetica.

     

    Controllo
    Il controllo chimico contro OSW non è efficace e, come succede spesso, il frequente uso di agrofarmaci di sintesi può causare danni alla popolazione dei nemici naturali.
    Mokrane S. et al. (2020) hanno verificato l’efficacia di insetticidi organici per un controllo sostenibile di OSW.  
    I prodotti testati sono stati: oli essenziali di arancio dolce, estratti di Clitoria ternate, olio minerale, piretrine e azadiractina.
    Nonostante nessuno dei composti abbia causato una significativa mortalità su alcuno degli stadi di OSW, è stato osservato un effetto di repellenza interessante ad opera degli oli essenziali di agrumi e dalle piretrine, con compromissione delle oviposizioni e degli spostamenti di OSW sulle piante trattate.

     

    Nemici naturali
    Diversi studi condotti nei territori nativi di OSW hanno evidenziato la presenza di un ampio gruppo di nemici naturali, includendo predatori, parassitoidi e patogeni (Niu J.Z. et al. 2014). Tra i predatori si annoverano specie appartenenti alle famiglie dei ditteri, neurotteri e una dozzina di coccinelle. Tuttavia, il complesso di organismi utili che controllano OSW è aumentato a causa di due altre specie native della regione Paleartica che sono stati registrati in Italia come predatori: Clitostetus arcuatus (Rossi) (Coleoptera: Coccinellidae: Coccidulinae), che è un predatore specializzato sugli aleurodidi, e sporadicamente Oenopia conglobata (L.) (Porcelli, Pers. Comm.), che preda principalmente gli afidi e i psillidi.
    Focalizzando il campo sugli imenotteri parassitoidi, sono state raccolte più di 10 vespe su popolazioni di OSW nel mondo e molte di esse appartengono alla famiglia degli afelinidi (Ablerus connectans Silvestri, Encarsia smithi (Silvestri), e Eretmocerus spp.), mentre solo uno della famiglia Platygastride (Amitus hesperidum Silvestri).

    Inoltre, nel paese di origine, sono stati riportati alcuni funghi entomopatogeni il cui ruolo, però, non è ancora ben definito probabilmente a causa della loro scarsa specificità (Nugnes et al. 2020 and references cited therein).
    Tra gli aleurodidi si segnala anche Aleurocanthus woglumi.

     

    A cura di: Thomas Vatrano
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