fbpx

    Colture

    Giovedì, 17 Dicembre 2020 15:41

    Balanino del nocciolo: ciclo biologico, conseguenze e difesa

    Dalle caratteristiche alla gestione: tutto quel che c’è da sapere su Curculio nucum, il coleottero diffuso in tutta Europa che colpisce il nocciolo, provocando la caduta precoce dei frutti.

    Il nocciolo è ormai diffuso in molte regioni della Penisola, portando oggi l’Italia a occupare la seconda posizione a livello mondiale in termini di produzione.

    Mai come in questo momento, è allora indispensabile familiarizzare con le problematiche fitosanitarie che riguardano la coltura. Così, accanto alla conoscenza di Megaplatypus mutatus, anche quella del Balanino appare adesso di primaria importanza per lo sviluppo in sicurezza di questa frutticola, soprattutto per gli areali del Centro e Sud Italia. Se non riconosciuto e combattuto, il Curculio nucum può infatti rappresentare un serio pericolo tanto per i noccioleti, quanto per tutto il comparto.

    Caratteristiche e ciclo biologico

    Particolarmente simile al Balanino del castagno, il Balanino del nocciolo è un coleottero curculionide diffuso in gran parte dell’Europa, dalla Finlandia al Mediterraneo. L’esemplare adulto ha dimensioni variabili (mediamente da 6 a 8,5 mm) ed è caratterizzato da un lungo rostro al cui apice è presente l’apparato boccale. Questo, nelle femmine, è sottilissimo e può raggiungere anche la lunghezza del corpo, a differenza dei maschi nei quali il rostro è più corto. Il corpo di questo insetto è di colore castano ed è ricoperto da una fitta peluria giallo-grigia. Le larve sono apode, carnose, di forma arcuata e colore biancastro, con capo e protorace di colore nocciola.


    Gli adulti del balanino compaiono a primavera e durante la bella stagione si alimentano sulle piante di nocciolo. La larva si sviluppa all’interno del frutto; una volta matura, si lascia cadere al suolo e si impupa sotto terra.


    Nello specifico, raggiunta la maturità, questi insetti forano il pericarpo legnoso e si lasciano cadere al suolo per interrarsi e trascorrere l’inverno in una celletta, a circa 20 cm di profondità. In primavera le larve si impupano e, a partire dal periodo di aprile-maggio, si ha lo sfarfallamento degli adulti. A questo punto gli insetti si portano sulla pianta e iniziano attivamente a nutrirsi, forando giovani frutti e foglie. Con la maturità sessuale gli insetti si accoppiano e, verso la seconda metà di maggio e giugno, le femmine ovidepongono. In particolare, quest’ultime - avvenuto l’accoppiamento - scavano con il rostro una piccola cavità nelle nocciole dove depongono le uova. Normalmente ogni femmina depone un solo uovo per ogni frutto e le larve nate dopo circa 10 giorni si nutrono divorando il seme. Dopo 30 giorni, raggiunta la maturità, abbandonano la nocciola caduta al suolo praticando un foro tondo di uscita e si interrano per svernare. Alcune larve possono rimanere nel terreno e sfarfallare negli anni successivi. In generale, però, il Balanino delle nocciole compie una sola generazione all’anno.

     

    Conseguenze e danni per le piante

    L’attività degli adulti del Curculio nucum provoca dei danni riconducibili essenzialmente all’attività di nutrizione delle larve che bucherellano le foglie e perforano i frutti. Sulle giovani nocciole perforate dalle femmine per l’ovideposizione, il danno si manifesta con la cascola precoce di gran parte dei frutti e l’ingiallimento delle foglie. Tuttavia, le nocciole colpite possono anche diventare facili prede di muffe. Non solo: le larve, nate dalle uova deposte internamente al frutto, per nutrirsi divorano il seme, determinando danni ingenti alla coltura. I frutti attaccati, infatti, sono completamente danneggiati dalle larve e risultano non commerciabili.

     


    Balanino: lotta agronomica e lotta chimica

    Per contrastare un attacco di Curculio nucum, a seconda della gravità dell’infestazione, è possibile scegliere tra due strategie: la lotta agronomica o la lotta chimica.

    La lotta agronomica è, in genere, l’alternativa più consigliata. Essa permette di ridurre il potenziale di infestazione attraverso due principali pratiche:
    - la raccolta e la distruzione delle nocciole cadute precocemente e che, verosimilmente, contengono le larve;
    - la lavorazione frequente del terreno, affinché le larve che stanno svernando a terra siano più vulnerabili sia nei confronti del clima, che per quanto riguarda eventuali nemici naturali.

    La lotta chimica viene solitamente preferita solo in casi di infestazioni massive. Consiste nell’impiego di specifici insetticidi che agiscono sullo sfarfallamento degli adulti. I principi attivi utilizzabili non sono molti e con limitazioni d’uso riportate o in etichetta o nei diversi disciplinari di produzione integrata redatti dalle varie Regioni.

    Nei Paesi in cui la produzione di nocciole è parte importante del comparto agricolo (come in Turchia, Italia, Francia e Spagna) si stanno cercando metodi di controllo alternativi che abbiano un effetto meno aggressivo sulle piante e sul terreno.
    Alcuni recenti studi, per esempio, sembrano suggerire la possibilità di usare nematodi entomopatogeni come l’Heterorhabditis in combinazione con specifiche tecniche agronomiche e agroeologiche. Questo nematode, infatti, è letale per tutte le larve che vivono nel terreno o sotto la chioma degli alberi e non causa alcun altro tipo di problema alla pianta.

    Un altro valido alleato alla lotta contro il Curculio nucum e degno sostituto della lotta chimica è l’impiego della Beauveria bassiana, capace di uccidere quasi tutte le larve nel terreno se applicato quando queste iniziano a impuparsi.


    Ad ogni modo, per un controllo razionale di questo parassita occorre effettuare campionamenti sulla popolazione adulta, con periodicità settimanale, dalla metà di maggio a fine luglio.

    La tecnica che permette di stimare la popolazione presente nel noccioleto consiste nello scuotere le pertiche degli alberelli di nocciolo (frappage) nella prima mattinata, quando gli adulti sono poco mobili, e dopo aver steso sotto la chioma un telo bianco. Gli adulti cadono sul telo in tanatosi e possono essere facilmente contati. Occorre campionare 8-10 piante per ettaro e, qualora vi siano almeno due adulti per pianta, si dovrebbe prevedere un intervento di difesa fitosanitaria.

    Tale metodo di lotta, insieme alla eliminazione tempestiva delle nocciole attaccate e cadute a terra, prima della fuoriuscita delle larve, può consentire di ridurre al minimo gli interventi chimici che - al contrario - incidono notevolmente sull’agroecosistema corileto.

     

    Ilaria De Marinis
    ©fruitjournal.com

     

    © Fruit Communication Srl.
    Tutti i diritti riservati.

    Iscrizione al Registro della Stampa presso il Tribunale di Bari n° 723/12 del 22/03/12
    Fruit Communication Srl | Sede legale Via Noicàttaro nc - Rutigliano (BA) | Partita IVA 07969090724
    Alcuni contenuti pubblicati possono essere rielaborati da feed rss forniti pubblicamente da altri siti. Alcune foto potrebbero essere prese dal web e ritenute di dominio pubblico. I proprietari contrari alla pubblicazione possono contattare la redazione scrivendo a info@fruitjournal.com e chiederne la rimozione.

    Cerca