Colture

    Mercoledì, 16 Dicembre 2020 16:18

    Xylella: due nuovi focolai intercettati nel barese

    Non si arresta l’avanzata di Xylella fastidiosa: trovati anche in due areali del barese tre ulivi infetti. Con due piante malate a Monopoli e una a Polignano, sale il numero di ulivi pugliesi colpiti dal batterio che, stando agli ultimi aggiornamenti, raggiunge così anche la provincia di Bari finora indenne.

    Complessivamente, i nuovi ulivi infetti oggi divengono 81. Le ultime intercettazioni di piante colpite confermano, d’altra parte, quanto già segnalato nel nostro ultimo articolo dedicato all’olivo: Xylella sta virando sia in direzione Nord nel barese, che verso Ovest nel tarantino.


    Coldiretti Puglia, dopo il nuovo rilevamento, ha quindi ribadito la necessità di una seria riflessione circa il nuovo regolamento comunitario approvato il 14 agosto scorso. La normativa ha ridotto a 50 metri - rispetto ai 100 inizialmente previsti - larea buffer intorno alle piante infette soggetta a taglio obbligatorio, per proteggerle dall’azione infettiva svolta dagli insetti vettori, come la sputacchina.

    “Uno scenario privo di alcun tipo di difesa, soprattutto nell’attuale contesto pugliese dove è determinante l’attività di contenimento della malattia, è inimmaginabile” - ha dichiarato Savino Muraglia, presidente di Coldiretti Puglia. “Monitoraggi e campionamenti sono attività cruciali, considerato che non esiste ancora una cura, per l’individuazione dei focolai nei primissimi stadi dell’infezione su piante sensibili e la successiva rimozione secondo legge”. Allo stesso modo il controllo della presenza di potenziali vettori contaminati, restano l’unica soluzione per ridurre la velocità di avanzamento dell’infezione. La frequenza dei controlli è l’unico strumento efficace per proteggere le aree pugliesi - e delle regioni limitrofe - ancora indenni. Non è da mettere in discussione.

    “Anzi - ha aggiunto Muraglia - il sistema dei monitoraggi e campionamenti va potenziato, perché la lotta all’insetto vettore è stata trascurata e monitoraggi e campionamenti degli ulivi ancora oggi si basano principalmente su analisi visiva di piante troppo spesso asintomatiche”.

     

    La vastità del problema, la rilevanza economica della coltura per l’intero territorio regionale e le prescrizioni della normativa fitosanitaria comunitaria e nazionale (in caso di ritrovamento di patogeni da quarantena) – ha sottolineato Coldiretti Puglia - impongono scelte e provvedimenti urgenti. Considerando anche che la diffusione del patogeno ha effetti disastrosi sull’ambiente, sull’economia e sull’occupazione.

     

    Nel frattempo, l’associazione che raggruppa gli agricoltori pugliesi lancia un appello alla Prefettura di Lecce, affinché assegni una priorità o un protocollo particolare per i certificati antimafia utili alla liquidazione delle risorse per le calamità 2016 e 2017 causate dalla Xylella fastidiosa.

    La Coldiretti Puglia ha esortato Maria Rosa Trio, Prefetto di Lecce, a dare priorità assoluta nel rilascio della documentazione antimafia. Questo permetterebbe ai Comuni coinvolti di erogare agli agricoltori i 67 milioni di euro, come indennizzo della calamità subita dalla Xylella fastidiosa, entro il 31 dicembre 2020, scongiurando quindi che vadano persi.

    Si tratta di 31,78 milioni di euro per l’annualità 2016 e 35,086 milioni di euro per l’annualità 2017. I comuni interessati sono 97, tutti della provincia di Lecce

    “Dopo il pressing di Coldiretti affinché venisse garantito agli agricoltori il ristoro per la calamità subita nel 2016, bisogna fare in fretta per non perdere le risorse da spendere entro il 31 dicembre, con le ragionerie dei Comuni che chiudono a giorni”, ha dichiarato il presidente Muraglia.


    Il problema Xylella avanza, è il caso di dirlo, a macchia d’olio.
    Ad oggi ha già colpito il 40% della regione, con un danno al patrimonio olivetato che ha superato 1,6 miliardi di euro e 5 mila posti di lavoro persi. Occorre quindi uno sforzo collettivo per affrontare il problema in maniera corale, rendendo almeno i procedimenti più fluidi e fruibili.

     

    Ilaria De Marinis
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