Martedì, 07 Luglio 2020 10:37

    Citrus Black Spot: che cos'è e come controllarla

    A causa dei numerosi casi di Citrus Black Spot (macchia nera degli agrumi) riscontrati, l’Argentina ha bloccato le esportazioni di limoni in Europa fino al 15 luglio.

    La macchia nera degli agrumi, causata dal fungo patogeno Guignardia citricarpa Kiely, è una delle più devastanti malattie degli agrumi e provoca la maculatura dei frutti e delle foglie di specie appartenenti ai generi Citrus, Poncirus, Fortunella e loro ibridi.

     

    Il limone risulta essere molto suscettibile alla malattia, è infatti la prima specie su cui tende a svilupparsi l’infezione. I sintomi caratterizzanti la macchia nera sono le macchie scure e le lesioni a chiazze sulla buccia del frutto, le infezioni più gravi, inoltre, possono portare la caduta prematura dei frutti soprattutto nelle annate favorevoli allo sviluppo della malattia, riducendo le rese. La malattia è estremamente insidiosa, anche i frutti asintomatici al momento della raccolta, possono manifestarne i sintomi nelle fasi di post raccolta.

     

    I frutti possono presentare diversi tipi di sintomi a seconda delle condizioni climatiche favorevoli o meno allo sviluppo del fungo, in linea di massima possiamo individuare 4 macro categorie di sintomi: macchia nera o punto nero, macchia a lentiggini, falsa melanosi, macchia virulenta. Per quanto riguarda, invece, i sintomi su foglie e rami, questi tendono ad apparire dapprima sulle foglie mature come piccole macchioline circolari di un colore tra il rosso ed il marrone, esse sono visibili su entrambe le pagine fogliari.

     

    Con il tempo, la parte centrale delle lesioni diventa di colore più bruno e appare un anello marrone scuro o nero attorno ad esse. Le lesioni rimangono di piccole dimensioni, non superano i 3mm di diametro e spesso sono circondate da un alone clorotico giallastro. Citrus Black Spot ad oggi non è mai stata rilevata in Europa. Attualmente, infatti, le zone mediterranee sono esenti dalla malattia quindi gli agrumi provenienti dalle zone infette (Australia, Nuova Zelanda, Cina sud-orientale, Russia orientale, Hong Kong, Indonesia, Giava, Filippine, Singapore, Kenya, Mozambico, Sud Africa, Uganda, Zambia, Zimbabwe, Argentina e Brasile) rappresentano un rischio per l'introduzione di questo patogeno nel nostro Paese.

     

    La diffusione della malattia è influenzata da diversi fattori quali: la presenza del patogeno, le condizioni climatiche favorevoli per il suo sviluppo e la fase fenologica della coltura ospite (fioritura, allegagione, ingrossamento frutto). Il fungo patogeno in quesione possiede un ciclo biologico costituito da due fasi: una fase sessuale rappresentata dalle ascospore di Guignardia citricarpa (microconidi) ed una fase asessuale rappresentata dalle picnidiospore di Phyllosticta citricarpa (macroconidi).

     

    La fase sessuale compare solitamente sulle foglie cadute a terra prima che si sviluppino gli ascocarpi, invece, la fase asessuata subentra sulle lesioni dei frutti, delle foglie, sui rametti, sui piccioli dei frutti ed in abbondanza sui residui colturali al suolo. La difesa contro questo tipo di patogeno prevede due modalità: 

    1. la potatura e la rimozione dei frutti e dei residui di potatura (così facendo si riduce la diffusione del patogeno); 
    2. Il controllo chimico che prevede l'uso di fungicidi a base di rame (solfato di rame, idrossido di rame, ossicloruro di rame) oppure a base di strobilurine. Un fungicida sistemico che sia in grado di prevenire lo svilupparsi delle infezioni quiescenti deve ancora essere determinato. Sono sul mercato statunitense, infine, alcuni fungicidi applicabili in post raccolta (Qol e fenilpirroli)

    AUTORI: Claudia Accoto, Teresa Manuzzi

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