Colture

    Mercoledì, 27 Maggio 2020 10:50

    Sicilia Avocado, innovazione colturale per il Sud Italia

    Con Andrea Passanisi, responsabile marketing del brand, per parlare di un' interessante realtà che conta oggi oltre 100 ettari tra avocado (sopratutto), mango e altri frutti esotici.

    Nei primi anni del 2000 un imprenditore agricolo siciliano, Andrea Passanisi, decide di puntare tutto sulla frutta tropicale. Proveniente da una famiglia di agricoltori specializzati nella coltivazione di agrumi, a causa della profonda crisi che colpisce il settore agrumicolo italiano alla fine degli anni ‘90, Passanisi trasforma i limoneti coltivati dell'azienda familiare in campi di avocado.

     

    Tale progetto, forte di numerosi studi effettuati da alcuni ricercatori della facoltà di Agraria dell’Università di Catania, prende subito forma. Nasce così “Sicilia Avocado”, un brand siciliano attivo nella produzione di avocado e frutta sub tropicale. Andrea Passanisi, oggi responsabile Marketing del brand e presidente della Coldiretti Catania, spiega a Fruit Journal: “Non ho inventato nulla, ritengo solo di essermi trovato nel posto giusto al momento giusto.

     

    La mia idea nasce circa 15 anni fa, avevamo un limoneto di famiglia e stavamo attraversando una parentesi commerciale tragica. In quei casi o si abbandona la terra o si investe, tenendo ben presenti le caratteristiche e le potenzialità del territorio”. Già negli anni ‘60 e ‘70, proprio in virtù degli studi compiuti presso l’Università di Catania, alcuni produttori lungimiranti avevano deciso di impiantare delle colture subtropicali alle pendici dell’Etna. “Il pioniere in questo settore, è stato nel 1957, Francesco Russo (CRA-Acireale, oggi CREA) il quale l'anno successivo realizzò il primo impianto sperimentale.

    In quegli anni però non c’era una domanda sostenuta di avocado e di frutta tropicale in genere, quindi mancava una risposta commerciale perchè il comparto era inesistente. Il nostro punto di forza è stato investire sulla comunicazione e la promozione non solo del prodotto, ma anche del territorio. Nei primi anni del 2000, dopo aver fatto alcune prove, ho notato che avocado, mango, guava e passion fruit oltre a crescere regolarmente e in modo vigoroso, avevano immediati sbocchi commerciali all’estero, in particolare in Francia. Erano anni in cui l’avocado cominciava a godere di popolarità e i consumatori avevano scoperto gli effetti nutraceutici e salu- tari del frutto”, spiega. Sicilia Avocado nasce ufficialmente nel 2001, con l’azienda Passanisi che comincia con un impianto di avocado di 3 ettari e mezzo, che oggi ha raggiunto una superficie di circa 24 ettari.

     

    In seguito Andrea ha cercato di avvicinare al progetto le aziende che già negli anni '70 avevano creduto in queste coltivazioni. Attualmente il gruppo è formato da oltre 12 soci e nel complesso si raggiunge un’estensione totale di circa 100 ettari. Il brand conferisce il 25-30% della produzione totale in modo diretto sul territorio italiano grazie ad un proprio sito di e-commerce. La restante parte del prodotto è venduta sul mercato nazionale ed internazionale, soprattutto in Francia e Polonia, oltre che sui circuiti della GDO. Quest’anno è prevista una produzione complessiva variabile tra 400 e 600 mila kg di avocado. “Si tratta della resa del 60-70% dei circa 100 ettari gestiti dal brand, la restante superficie entrerà in produzione nei prossimi anni”.

     

    “Sicilia Avocado, nasce come esempio virtuoso volto a raccontare territorio, frutto e sforzi dei coltivatori. Grazie alla rete di produttori riusciamo a trasmettere ai consumatori i nostri valori e a comunicare le differenze tra le varie cultivar. Il nostro punto di forza è la qualità del prodotto che proponiamo: biologico, rispettoso dell’ambiente e fresco”, continua l’imprenditore. In una terra ed in un settore in cui regna su tutto l’individualismo, Sicilia Avocado è la dimostrazione che lo spirito di collaborazione ed aggregazione sia sinonimo di qualità ed eccellenza e trasparenza, grazie anche ad una logistica ed un marketing organizzati. I Paesi europei, che affinano sempre più la propria capacità di competere su volumi e qualità delle produzioni, non rappresentano un problema per Passanisi, che non sente la competizione delle produzioni estere: “Noi non siamo come la Spagna, vogliamo puntare sulla qualità, non sui volumi.

     

    Non considero il Paese Iberico un mio competitor, ma un riferimento dal punto di vista organizzativo e commerciale. Dobbiamo imparare a rispondere con la qualità e l’eccellenza del prodotto. È come se fossimo dei sarti che realizzano dei vestiti su misura”, precisa Passanisi. Grazie alla collaborazione continua con la Facoltà di Agraria di Catania, è stato prima individuato l'areale di Giarre (Ct) come luogo particolarmente vocato, con precise caratteristiche pedoclimatiche consone a far crescere le piante subtropicali vigorose e produttive. Il terreno in quest’area è sabbioso e di origine vulcanica, ricco di microelementi ed humus.

     

    L’acqua utilizzata per l’irrigazione sgorga dall’Etna e viene prelevata a 130-160 metri di profondità. Altro elemento fondamentale che contribuisce a rendere il prodotto di qualità è il clima, che in quella precisa zona della Sicilia è effettivamente subtropicale, con inverni in cui le temperature non scendono mai al di sotto dei tre gradi centigradi. “Sicuramente le piante non sarebbero così rigogliose e produttive se coltivate in un terreno differente, ad esempio calcareo o di medio impasto. Alcuni produttori impiantano avocado in zone non vocate perché attratti dal prezzo di vendita del prodotto, ma tale investimento rischia di trasformarsi in un buco nell’acqua se la zona di coltivazione non rispetta le esigenze delle piante”. Il ventaglio produttivo per l’avocado è di 8-9 mesi.

     

    “Le varietà coltivate dalla Sicilia Avocado sono Bacon, la cui raccolta comincia ad ottobre, Fuerte, con raccolta a partire da novembre, Hass, varietà considerata la punta di diamante del nostro gruppo per il frutto compatto che si raccoglie da dicembre ad aprile. Infine qui si coltiva anche la varietà Reed, con raccolta da maggio a luglio”. Spesso all’introduzione di nuove colture corrisponde l’ingresso di nuove fitopatie, “Sembra assurdo, ma in questi anni non abbiamo riscontrato alcuna problematica fitosanitaria. Effettuiamo operazioni colturali molto semplici. Ad esempio le concimazioni fogliari, con aminoacidi e alghe, sono indispensabili per una buona allegagione.

    Fondamentali sono anche le operazioni di potatura, ordinarie e straordinarie, che assumono un ruolo strategico perché influenzano l’aspetto produttivo della pianta. Le nostre produzioni sono condotte totalmente in Bio e sono seguite da esperti dell’Università che a loro volta fanno parte del gruppo con coltivazioni di loro proprietà”. Per Sicilia Avocado lavorare insieme vuol dire certo risparmiare, ma anche confrontarsi e rafforzarsi: “Fare gruppo significa ripartire i costi della logistica o avere sconti sull’acquisto del concime se si effettua l’ordine per tutti gli ettari interessati dal brand.

     

    Vuol dire anche riconoscere i propri limiti e risolvere i problemi grazie alle capacità e alle conoscenze dei singoli”. Con Passanisi abbiamo cercato di capire l’entità dell’investimento che dovrebbe sostenere un imprenditore interessato a produrre avocado: “In primis sottolineo nuovamente l’importanza dell’areale di coltivazione prescelto per l'impianto. Bisogna considerare una base di circa 40mila euro ad ettaro per avviare la produzione e l’investimento viene ammortizzato in 5/7 anni circa. Se in Sicilia ci sono produttori interessati a collaborare con noi non devono far altro che condividere l’idea di lavorare insieme”.

     

    Sicilia Avocado però, non si occupa solo di avocado, bensì anche di passion fruit, che ha un ventaglio produttivo da luglio a marzo, e di mango, la cui campagna comincia a fine agosto e finisce a dicembre. Per il mango ci sono cultivar diverse: Irwin, Palmer, Maya e altre, ma la Kent è ritenuta la migliore. La produzione totale del gruppo Sicilia Avocado è costituita all’80% da avocado e al 20% da mango e altri frutti. “L’avocado costituisce la maggior parte della produzione perché, come detto, questa pianta nel nostro territorio ha trovato le perfette condizioni pedoclimatiche e cresce più rigogliosa e robusta rispetto al mango”. Essendo l’avocado un frutto che solo negli ultimi anni viene coltivato in Italia, Passanisi ha spiegato come avviene la raccolta e la commercializzazione: “La raccolta è semplice, non raccogliamo scaricando completamente l’albero, ma effettuiamo dei programmi in base alla pezzatura e alla zona di coltivazione".

     

    In merito agli aspetti commerciali l’imprenditore spiega l’importanza della shelf life del prodotto: “Senza temperatura controllata il frutto ha una vita di 12-18 giorni. Gli avocado che raccogliamo in Sicilia giungono a Milano in 12-24 ore e in 48 ore raggiungono la Francia. La shelf life del mango è di 12 giorni. Effettuiamo ogni passaggio in temperatura controllata. Lavoriamo sempre con la calibratura elettronica”. “Ovviamente il nostro brand ha l’obiettivo di crescere sia dal punto di vista delle superfici, che da quello commerciale. Speriamo di avvicinare sempre più frutticoltori che credono in questo prodotto.

     

    Gli imprenditori agricoli dovrebbero imparare a non agire di pancia e a non lasciarsi guidare solo dal listino prezzi. In questo settore è fondamentale prima di tutto capire cosa potrebbe offrire il territorio in cui abitiamo. D’altronde l’agricoltura è l’arte di saper aspettare”, conclude orgogliosamente il responsabile marketing di Sicilia Avocado, consapevole di aver contribuito ad apportare nella propria Regione innovazione non solo colturale, ma anche sociale.

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