Sabato, 26 Ottobre 2019 08:00

    Agrumi: Il punto di partenza delle buone produzioni | seconda parte

    "La nostra azienda collabora da anni con il CREA di Acireale, Università ed enti di ricerca, perchè siamo fortemente convinti che sia fondamentale investire in questo campo.

    Nel nostro Paese è necessario il contributo dei privati, non solo dei vivaisti, ma di tutti i produttori agrumicoli, affinchè la ricerca applicata sia sempre più vicina alle esigenze delle imprese". "Non abbiamo in produzione piante di molte varietà ottenute all’estero sia perché spesso queste sono coperte da brevetto, e non è facile acquisire la concessione per la moltiplicazione, sia perché spesso non si conosce l’adattabilità di queste varietà ai nostri ambienti pedoclimatici e pertanto non siamo in grado di dare garanzie ai nostri clienti. Molti, pur di impiantare la varietà coltivata in altri Paesi che sta spuntando dei buoni prezzi, decidono di acquistare le piante dall’estero, senza però prestare la giusta importanza allo stato fitosanitario delle stesse: l’importazione di materiale vegetale può portare al’introduzione di organismi patogeni non presenti nei nostri territori”, ha illustrato.

    L’introduzione del virus della tristeza (CTV) in Sicilia, infatti, si pensa sia avvenuta con l’importazione di materiale vegetale infetto. Oggi la presenza e la diffusione del virus sta imponendo la sostituzione dell’arancio amaro, estremamente sensibile al patogeno, con portinnesti tolleranti. I Citrange sono tra i più richiesti, soprattutto il Citrange carrizo; anche il Citrumelo swingle si sta rivelando un ottimo portainnesto, in particolare per le varietà tardive, ma in presenza di terreni con basso tenore di calcare attivo. Tra i portinnesti di più recente introduzione si ricordano C35, Forner Alcaide 5 per i terreni molto calcarei, F6P12, C22.“Negli ultimi anni il vivaio si è dotato di un sito internet, di una pagina facebook, strumenti che ormai non possono mancare nemmeno per un’azienda agricola, ma siamo fermamente convinti che il migliore strategia per la diffusione dei nostri prodotti sia puntare sulla qualità delle nostre produzioni. Per il nostro bacino di utenza è difficile veicolare queste informazioni tecniche attraverso un post o un link, per cui quasi quotidianamente accogliamo potenziali clienti a cui raccontiamo la nostra storia e mostriamo la nostra azienda e i nostri prodotti. Altra tecnica molto utile è il passaparola dell’agrumicoltore soddisfatto, che involontariamente pubblicizza il vivaio mentre le nostre piante crescono rigogliose nella sua azienda. Dico sempre che sbagliare è umano, ma noi cerchiamo di fare il nostro lavoro sempre nel migliore dei modi per evitare di commettere errori”.

                          Semenzale agrumi emergenza seme.

    Criticità del comparto

    Oltre alla produzione di piante, il vivaio cerca anche di fornire consulenza. “Ma il nostro lavoro non basta. Tutti i giorni mi interfaccio con imprenditori agricoli e ancora troppe volte riscontro una mancanza di consapevolezza nel comparto agrumicolo. Prima di investire in un impianto di agrumi è necessario partire dalle richieste del mercato. Ideale sarebbe fare parte di una OP, che meglio del singolo produttore può avere il polso del mercato, ma purtroppo l’aggregazione nel settore è ancora troppo bassa”. Per la vivaista è necessario conoscere anche le condizioni pedoclimatiche della propria azienda per fare le giuste scelte di combinazioni nesto-portinnesto, per poi tarare le strategie più idonee di gestione dell'impianto. “Affinchè ciò avvenga è necessario essere dotati di competenze specifiche o in alternativa avvalersi della consulenza di un tecnico. Inoltre sarebbe auspicabile muoversi per tempo per ottenere una pianta che meglio risponde alle proprie esigenze e, considerando i tempi tecnici del vivaismo, è necessario programmare per evitare di doversi accontentare di quello che si trova disponibile o di dover aspettare dei mesi”.

    I numeri

    I Vivai Milone producono oltre il 60% delle piante di agrumi certificate in Italia. Oltre a queste producono piante di olivo e fruttiferi certificati, ma anche piante ornamentali e prato pronto. Di recente hanno ideato e realizzato un laboratorio di micropropagazione dal sistema innovativo che consente la produzione di tante piante, in poco tempo e in poco spazio, senza tralasciare la qualità.Oggi l'azienda si sviluppa su circa 35 ha di superficie, dislocati in siti diversi, a cavallo di due comuni, Lamezia Terme e Curinga, e dispone di:

    • 230.000 m2 per l’attività vivaistica in pieno campo;
    • 1.000 m2 di serre termocondizionate provviste di 600 m2 di bancali per la radicazione;
    • 1.800 m2 di capannoni, deposito e magazzino;
    • 1.000 m2 di Screen house;23.000 m2 di ombrai;
    • 25.000 m2 di tunnel, di cui 5.000 m2 riscaldati;
    • 170 m2 di laboratorio di micropropagazione;
    • 250 m2 di serra di ambientamento per i materiali micro-propagati.

    Progetti futuri

    “Sicuramente continueremo ad investire per far crescere l’azienda e le sue produzioni, sia in termini qualitativi che quantitativi. Stiamo per realizzare un nuovo campo di piante madri, perché quello del Co.Vi.P. da cui ci approvvigioniamo inizia a non essere più sufficiente per le nostre esigenze produttive. Non guardiamo solo al mercato italiano, abbiamo già diversi clienti nel Medio Oriente e nel Nord Africa e stiamo lavorando per poterne acquisire di nuovi. Lavoriamo sul territorio per potenziare la cultura imprenditoriale e l'importanza della qualità, perché solo così possiamo pensare di dare un futuro alla nostra agricoltura”.

     

     Per la prima parte dell'articolo: Agrumi: Il punto di partenza delle buone produzioni CLICCA QUI.

    Autori: Maria Grazia ed Emanuela Milone, Vivai Milone - Lamezia Terme (CZ)

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