Martedì, 22 Ottobre 2019 09:44

    Introdurre nuove cultivar per essere competitivi

    Francesco Paolo Gallo rappresenta la terza generazione di una famiglia che sin dal dopoguerra produce agrumi non comuni, puntando fortemente sulla destagionalizzazione.

    Oggi l’azienda, ubicata a Massafra, nel Tarantino, presenta due divisioni, quella commerciale, la “Comercial Gallo”, e quella agricola “Gallo società agricola”. A fondare la società agricola Gallo è stato nel dopoguerra Pasquale Gallo, che comincia a coltivare agrumi. Poi le redini sono passate a Cataldo Gallo, ed oggi, accanto a Francesco Paolo, figlio di Cataldo, c’è anche la 4^ generazione che conduce l’azienda. Tutto inizia nel dopoguerra, con la produzione di mandarino “Avana”.

    Negli anni ‘70 la prima intuizione: sostituire il mandarino comune con seme con un clementino apirene presente in azienda. Spiega Francesco Gallo: “Il primo passo è stato dismettere gli appezzamenti di mandarino che impollinavano la nuova varietà in modo da impedire la formazione dei semi. Erano anni durante i quali il mercato e altri produttori indicavano nel Monreal il clementino da impiantare, ma noi abbiamo deciso di seguire l’intuizione che avevamo avuto e siamo andati per la nostra strada.

    Così l’azienda ha introdotto al suo interno le varietà apirene, anche se più difficili da coltivare”. Durante la fine degli anni ‘80 l’azienda apre le porte alle nuove varietà precoci di arancio e clementine capaci di portare a maturazione i frutti già nel mese di settembre e si afferma la varietà Satsuma Okitsu, oltre al clementine. “Già nei primi anni ‘90 immaginavamo il declino commerciale del Satsuma, così è stato fondamentale la ricerca di nuove varietà precoci: in seguito alla collaborazione con l’istituto spagnolo A.V.A.S.A. abbiamo deciso di impiantare la varietà Loretina. Era il 2002 - specifica Gallo-, e con il passare degli anni si rafforzavano i rapporti con gli enti di ricerca iberici. Dalla semplice produzione di agrumi abbiamo iniziato a sviluppare un ramo dell’azienda che si occupava della commercializzazione delle piante: nasceva così la Comercial Gallo”. "Ho sempre girato per i Paesi del Mediterraneo alla ricerca di nuove varietà capaci di offrire un calendario di raccolta di almento 6 mesi”, spiega Francesco Gallo.

    “Nel 2004 abbiamo introdotto la Clemenrubi e la Orogros per clementine. Dal 2000 con la Loretina abbiamo iniziato a cambiare il piede perché cominciavano a farsi strada le problematiche legate alla presenza del virus Tristeza. Ad oggi utilizziamo solo materiale tollerante proveniente dalla Spagna e in possesso di certificazioni europee”. La collaborazione con gli istituti di ricerca spagnoli continua e dopo 12 anni di trattative l’azienda Gallo giunge in possesso di una varietà tardiva di mandarino Tango. All’Italia viene concesso il permesso di coltivarne 400 ettari. “Per noi era una grandissima opportunità - spiega il signor Gallo - questa varietà offriva una pezzatura interessante, un’ottima epoca di maturazione e tanta produttività”. Il ricambio varietale prosegue anche con l’arancio. Nel 2000 l’azienda ha acquisito la licenza di commercializzazione per la varietà Powell e Fukumoto. Quest’ultima introdotta nel 2002, è una delle arance più precoci da coltivare nel bacino del Mediterraneo.

    Nel 2016 viene raggiunto un accordo con il gruppo australiano Chislett per introdurre una varietà di arance gruppo Navel (Rohde), con epoca di raccolta febbraio/marzo e per una superficie di soli 500 ettari in Italia. Grazie alle nuove varietà, la raccolta degli agrumi comincia attualmente il 20 settembre e termina con le clementine a marzo. L’immissione di nuove varietà porta con sé il dover far fronte a nuove tecniche agronomiche, in particolare la gestione di varietà "multigemma". Purtroppo in Italia la ricerca varietale ha cominciato a muovere i suoi primi passi molto tardi rispetto ad altri Paesi e anche la consapevolezza del ricambio varietale da parte dei produttori è ancora oggi una questione aperta e non risolta. C’è poi il problema tutto italiano della propagazione illegale del materiale vegetale. “Lavoriamo da anni per portare in Italia nuove varietà brevettate e subiamo spesso furti di materiale. Abbiamo realizzato una prima mappatura di tutti i campi in cui le nostre varietà sono state impiantate illegalmente, a breve avvieremo un’azione sanzionatoria.

    Sono partiti anche dei controlli incrociati su mercati e GDO per Clementine, Clemenrubi e Tango. Ci tengo a sottolineare che possedere delle piante propagate illegalmente è una frode e queste attività illecite danneggiano tutto il territorio perché i costitutori cominciano a vietare la coltivazione di alcune varietà in Italia. Questo inoltre crea problemi agli stessi produttori che hanno regolarmente pagato le royalties per la coltivazione. Infatti, puntare su varietà sottoposte a privativa, serve a segmentare il mercato ed evitare che si verifichi una produzione superiore alla domanda”. Per queste nuove varietà di agrumi le royalties possono essere per pianta (2 o 3 euro) o per ettaro, indipendentemente dalla densità d'impianto.

    L’acquisizione delle varietà brevettate non obbliga il produttore a conferire il frutto ad un preciso consorzio, anche se è presente il circuito internazionale Tango fruit. Il numero di ettari impiantati in italia con queste varietà non comuni sono ancora abbastanza pochi, per questo tutto il prodotto italiano raggiunge il mercato interno. Anche quando tutti gli ettari assegnati all’Italia andranno in piena produzione i volumi non soddisferanno la domanda interna. Questo dovrebbe garantire prezzi elevati nel tempo. Per Francesco Paolo Gallo investire nel ricambio varietale potrebbe essere una soluzione percorribile a livello nazionale per rispondere alla crisi di settore: “Produrre pezzature importanti significa non avere problemi di collocazione per gli agrumi. Grazie alle nuove varietà abbiamo clementine comune con alte performance di produttività e pezzature con calibri di 1, 2 e 3. Le caratteristiche che un agrume deve possedere per essere competitivo sul mercato sono diverse.

    Per i frutti precoci è fondamentale che la maturazione interna avvenga rapidamente, riuscire ad avere un agrume commestibile già a fine agosto vuol dire avere un vantaggio su Spagna, Grecia e Marocco e altri Paesi del bacino Mediterraneo. L’escursione termica presente nelle regioni italiane vocate all’agrumicoltura permette di ottenere anche un colore esterno del frutto perfetto, aspetto fondamentale per l’acquirente. Il gusto, infine, dovrà essere equilibrato, non troppo dolce, nè troppo acido. Per i frutti tardivi servono invece delle varietà che maturino effettivamente tardi, così da non dover lasciare troppo a lungo il frutto sull’albero.

    Infine sono fondamentali delle pezzature mai al di sotto del calibro 3 e una elevata produttività dell’albero. Tra le tecniche colturali più importanti c'è l'irrigazione. Grazie all’irrigazione a goccia i risparmi dell’azienda Gallo sono aumentati: “Altre accortezze come la pacciamatura in tessuto ci permette di risparmiare il 30% di acqua ed evita il diserbo sotto chioma per i primi 10 anni”.“Le varietà da noi commercializzate comprendono anche limone, che copre un'epoca di raccolta di quasi un intero anno, delle varietà Fino, Eureka e Verna. Dal 2010 commercializziamo anche piante di melograno dolce, senza semi, senza polloni e spine. Mentre nel 2016 abbiamo introdotto un kaki precocissimo, a polpa dura e senza semi. Sia il melograno che il kaki sono sottoposti a brevetto vegetale".

     

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