Martedì, 07 Maggio 2019 13:00

    Innovazione e scelte varietali delle drupacee per la frutticoltura meridionale | parte II

    L’aspetto più significativo per il ciliegio, riguarda l’introduzione del carattere dell’autofertilità. Questo aspetto ha costituito una delle basi del programma di breeding della stazione di Summerland in British Columbia (Canada).

    Tutte le varietà esitate da questo programma sono edite dalla francese IPS. Tra tutte le varietà si segnalano Celeste® Sumpaca e Sweet Heart® Sumtare. IPS è anche editore di varietà costituite da Zaiger Genetics, quelle della serie Royaltra le quali Royal Tioga precoce a basso fabbisogno in freddo. In Francia l’INRA conduce un interessante programma di miglioramento genetico i cui risultati sono editi da CEP Innovation. Tra le varietà prodotte, la precoce Primulat® Ferprime e la tardiva Fertard. In Ungheria, il NARC (National Agriculture Research and Innovation Centre) (www.naik.hu) di Budapest è editore di varietà che stanno diffondendosi nelle aree cerasicole italiane e pugliesi come Carmen, Vera ed Alex. COT International è editore di interessanti e promettenti varietà che provengono dagli Stati Uniti, non ancora però validate nei nostri ambienti colturali. Nimba, Rocket e Pacific Red sono state ottenute dalla Californiana SMS UNLIMITED, mentre Frisco da SDR FRUIT LLC, sempre in California. 

                                Carmen, varietà di ciliegio del NARC (Ungheria).     

     Negli Stati Uniti, il programma della Washington State University di Prosser (www.treefruit.wsu.edu) ha prodotto diverse varietà, tra cui Cashmere, Index, Benton, Selah di cui non si conoscono ancora le performance nelle nostre aree. In Italia il programma più strutturato e corposo è quello condotto dall’Università di Bologna (www.unibo.it) in collaborazione con diversi partner privati, che prima ha prodotto la serie Star® edite dal CRPV e a cui è seguita la serie Sweet® gestita direttamente da essa.Di molte altre varietà di cui si sente parlare, tra le quali Kordia (Rep. Ceca), Regina e Tamara (Germania), Kossara (Bulgaria) non si conosce tanto, se non l’impossibilità di coltivare alcune di esse (come Kordia e Regina) per l’elevato fabbisogno in freddo non soddisfatto nei nostri ambienti meridionali.                                                                                  

    Susino
    Pur se trattasi di una specie non molto diffusa negli areali di coltivazione meridionale, due varietà spiccano su tutte le altre per l’alto adattamento alle differenti aree vocate e per la lunga vita commerciale con la fase di post raccolta. Ambedue a maturazione tardiva: Angeleno® suplumsix a buccia nera e TC Sun a buccia gialla. IPS propone le varietà di Zaiger Genetics Crimson Glo, Earliqueen, Hiromi Red, ecc. L’Università di Firenze ha costituito la precoce DOFI Sandra a buccia nera e polpa gialla. La spagnola Planasa (www.planasa.com) è costitutrice di una varietà extra precoce a polpa rossa - Songria 10, ed una tardiva a polpa gialla Songreen 50.Altre varietà, pur se disponibili, non hanno ancora avuto una sufficiente valutazione nelle aree meridionali.

    Mandorlo
    Le varietà autofertili pugliesi - Filippo Ceo, Genco e Tuono - costituiscono ancora la sicurezza per costanza, produttività e bontà delle produzioni. Una novità è costituita dalla francese Lauranne® Avijor costituita in Francia dall’INRA (www.prodinra.inra.fr) attraverso un incrocio di Ferragnes per Tuono.

    La caratteristica principale è quella di avere una percentuale di semi doppi inferiore rispetto alla Tuono. Altre varietà oggi proposte, quelle costituite in Spagna dall’IRTA (www.irta.cat): Vairo, Constantì, Marinada, Tarraco; dal CITA (www.cita-aragon-es) come Soleta e Belona; dal CEBAS come nel caso di Antoneta, Marta, Penta, Tardona, non sembrano garantire le stesse performance delle arietà pugliesi.

     

    Impianto di mandorlo ad alta densita per raccolta in continuo cv Soleta.. 

    Soleta appare idonea a costituire impianti ad alta densità per raccolta in continuo, avendo la caratteristica di una facile ramificazione che facilita la formazione della parete
    produttiva in poco tempo. Penta, pur se presenta un seme di piccole dimensioni e peso, fiorisce molto tardi,15 gg dopo le pugliesi, e potrebbe costituite un valida soluzione nelle zone più fredde o soggette a ritorni di freddo.Tra le varietà statunitensi di cui si sente ultimamente tanto parlare, per le elevatissime rese in sgusciato superiori al 50%, c'è Independence, costituita da Zaiger Genetics. Il suo utilizzo nelle nostre condizioni a clima mediterraneo è sconsigliato per il guscio premice e non completamente serrato, con elevato rischio di contaminazioni da micotossine.

    Considerazioni conclusive
    Quanto riportato in questo articolo non ha la pretesa di voler essere esaustivo sulle varietà di drupacee idonee alla coltivazione nelle aree frutticole meridionali. Le innumerevoli varietà ed i tanti ambienti pedoclimatici che contraddistinguono il nostro territorio non permettono un simile azzardo. Le informazioni fornite sono il frutto di considerazioni derivate da osservazioni dirette realizzate da tecnici consulenti specializzati in tali problematiche, pronti a consigliare il frutticoltore nelle sue scelte al momento di costituire un nuovo impianto. Nell’atto della scelta della varietà da impiantare, è bene avere a mente i requisiti della specie, un’attenta valutazione della vocazionalità dei luoghi oltre a prediligere, se possibile, nel caso di albicocco, ciliegio e mandorlo varietà autofertili.

    Come precedentemente indicato, dalla consultazione dei vari cataloghi, emerge un’amplissima possibilità di scelta, tale da soddisfare le esigenze mercantili per la destinazione finale della produzione e le caratteristiche ambientali legate alla localizzazione del frutteto. Inoltre, la scelta dovrà essere sempre rivolta al mercato di riferimento ed alle necessità della fase di post raccolta. Oggi più che mai non è possibile sbagliare e la grande offerta di varietà permette di poter realizzare “frutteti su misura” per ogni frutticoltore il guscio premice e non completamente serrato, con elevato rischio di contaminazioni da micotossine.

     

     
    Autori: Luigi Catalano, Lorenzo Laghezza, Vito Antonio Melillo
                Agrimeca Grape and Fruit Consulting srl - Turi (BA)

     

    Per la prima parte: Innovazione e scelte varietali delle drupacee per la frutticoltura meridionale CLICCA QUI.

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